Rapine e spari per gioco: in tre strafatti di cocaina e ubriachi marci rapinano e sparano in bar e sale slot

Nel corso delle scorribande uno dei banditi ha sparato due colpi di pistola contro un addetto alla sicurezza di una sala slot

Il tentato omicidio alla sala slot di San Cesareo

Hanno bevuto alcolici e 'pippato' cocaina tutta la notte dopo aver cominciato nel pomeriggio. Poi hanno "concordato, quasi per gioco, di andare a fare qualche rapina" per procurarsi un po' di denaro. Così ha preso vita la mattinata criminale che ha visto tre romani rapinare due bar ed una sala slot fra Torre Maura e San Cesareo. Un'alba violenta nel corso della quale uno dei tre ha sparato due colpi di pistola contro un addetto alla sicurezza che aveva provato a fermarlo. 

Emergono altri dettagli in relazione alle tre persone arrestate dai Carabineiri di Palestrina, sotto la direzione del P.M. di turno della Procura di Tivoli, per tre rapine tentate e consumate alle prime luci del giorno dello scorso 11 settembre. Tre le persone finite in manette, Carlo C. 28 anni, romano residente nella zona di Centocelle, Mattia P., 29enne residente ad Arco di Travertino e Marco S., conosciuto come "Simo", 51enne romano residente a Torrespaccata

I fatti hanno cominciato a prendere corpo nel pomeriggio del 10 settembre dopo che Carlo C. e Mattia P. si sono incontrti in un bar al Pigneto. I due salgono nell'auto intestata alla compagna del 28enne (una Clio) e vanno in un secondo bar a Torrespaccata dove alla coppia si associa anche "Simo". Qui "sniffano cocaina e bevono tutta la notte". Alle 4:00 del mattino del giorno dopo salgono in auto e cominciano le scorribande criminali. 

Primo locale ad essere preso di mira il Bar Romano di via Casilina, a Torre Maura. Sono le 4:30 del mattino circa. I tre, a bordo di una Renault Clio scura, si fermano fuori dall'esercizio commerciale con il motore della vettura acceso. Poi, come raccontato dal 28enne e dal 29enne, Marco S. entra nel bar dopo essersi coperto il volto con una sciarpa. Il 51enne punta la pistola contro il titolare del locale ma fugge a mani vuote.

I tre salgono sull'utilitaria francese e dopo aver percorso il Grande Raccordo Anulare prendono l'autostrada A1 Roma-Napoli. La Clio viene fermata dalla Polizia Stradale per un controllo dei documenti con gli agenti che notano nell'auto una sciarpa bianca, che sarà poi fra gli aspetti che porteranno gli investigatori a ricostrurie l'accaduto. Nel frattempo la polizia interviente in seguito alla rapina nel bar di Torre Maura e comincia, anche tramite la segnalazione del controllo dei documenti dei colleghi della PolStrada, a mettere insieme i tasselli. 

Nel frattempo la Clio arriva a San Cesareo. "Simo" individua il secondo bar da rapinare, l'auto si ferma con il motore acceso fuori dall'Area 51, questo il nome del locale preso di mira e, mentre i due più giovani attendono in auto, il 51enne mette in atto la seconda rapina. "Ho sentito degli spari ed ho scoperto che aveva una pistola", riferiranno i due complici ai giudici. Qualcosa però va storto, le casse del bar sono vuote e "Simo" dopo aver sparato nel locale, rapina 20 euro che il titolare del bar aveva nel portafoglio. La banconota viene utilizzata per fare rifornimento ad un distributore di carburante con la banda che poi trova il suo terzo obiettivo, la sala slot Belvedere, sempre a San Cesareo. 

VIDEO | Rapinatore spara nella sala slot e ferisce addetto alla sicurezza

Il rapinatore armato di pistola entra nella sala slot, punta la pistola contro un addetto alla sicurezza ma viene colpito alla schiena con uno sgabello da un altro dipendente del locale. "Simo" non si fa però scrupoli, impugna la pistola e gli spara contro due colpi (deviati dallo stesso sgabello che la vittima tiene in mano). L'uomo viene colpito all'inguine due volte, mentre il rapinatore ruba circa 2500 euro per poi fuggire a bordo della Clio dove lo attendevano i due complici. "Ragazzi abbiamo fatto un sacco di soldi questa volta", le parole dette dal 51enne riferite agli inquirenti da Carlo C. e Mattia P., poi tornano a Roma sud. 

I tre vanno a casa di "Simo" a Torrespaccata, dividono il denaro e se ne tornano nelle loro rispettive abitazioni. Poi le indagini, le testimonianze e gli arresti, notificati ai tre dai carabinieri il 10 ottobre, ad un mese dalla mattinata criminale. I tre dovranno rispondere di "tentata rapina", "rapina", "tentato omicidio" e "detenzione e porto di arma".

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