Prima la testata in volto, poi la rapina sotto la minaccia di un coltello, arrestato 36enne

L'uomo è stato rintracciato dai carabinieri nella propria abitazione di Mentana

Una testata in pieno volto, poi le minacce con il coltello ed infine la rapina. Protagonista in negativo un 36enne di Mentana, e già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri della locale stazione, per rapina aggravata, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale.

L’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica riconducibile all’abuso di alcolici, ha prima aggredito con una testata al volto, viale Giacomo Matteotti, un 28enne cittadino romeno, e poi sotto la minaccia di un coltello gli ha sottratto il cellulare e la somma di 200, per allontanarsi subito dopo.

I Carabinieri, grazie alla dettagliata descrizione fornita dalla vittima, che nel frattempo si era recato alla caserma di via Moscatelli, hanno immediatamente rintracciato il malfattore presso la sua abitazione. Qui, dopo una breve trattativa con l’uomo, che minacciava di fare uso del coltello anche nei confronti degli operanti, riuscivano ad entrare nell’appartamento, ove rinvenivano sia il cellulare che il coltello, che poi veniva sequestrato. Il telefonino veniva, invece, restituito all’avente diritto.

Alla vittima, trasportata all’ospedale di Monterotondo, venivano riscontrate contusioni facciali, giudicate guaribili in 5 giorni di prognosi, mentre il rapinatore veniva tratto in arresto e tradotto presso la casa circondariale di Roma Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli.

Nell’ambito di predisposti servizi di controllo del territorio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Monterotondo hanno tratto in arresto un 40enne, noto pregiudicato di Tor Lupara di Fonte Nuova, già sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, in quanto a seguito di accertamenti veniva riscontrato che lo stesso era uscito fuori dal comune di Fonte Nuova, dove ha l’obbligo di dimorare. Il sorvegliato è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di udienza di convalida, come disposto dall’Autorità Giudiziaria di Tivoli.
 

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