Torvaianica, pasticcere rapito e portato in Sicilia: 8 arresti

Vittima un 63enne di origini siciliane residente a Pomezia. Un rapimento in piena regola. Gli 8 sono tutti catanesi e sono stati incastrati grazie ai testimoni e alle telecamere

Avvicinato, picchiato e costretto ad entrare in auto. Un vero e proprio rapimento messo in atto per recuperare i soldi di un prestito, 100.000 euro. Vittima un pasticcere siciliano residente a Torvaianica. Autori del crimine otto catanesi, tra i 23 e i 62 anni, saliti dalla sicilia al litorale romano per prelevare il loro conterraneo. Gli otto sono stati però arrestati dai carabinieri di Messina al culmine di un'indagine che ha visto il coinvolgimento dei carabinieri della compagnia di Pomezia, i primi a rendersi conto che non si trattava di una rissa, come segnalato da alcuni testimoni, ma di un vero e proprio rapimento

I FATTI - L'uomo, nel primo pomeriggio del 3 marzo 2016, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione di Torvaianica, è stato avvicinato con una scusa da due soggetti. Dopo averlo prelevato contro la sua volontà dall'abitazione, con violenza sono riusciti a caricarlo a bordo di una vettura. Quindi seguiti da complici a bordo di altra autovettura, si sono allontanati velocemente. A dare l'allarme alcuni cittadini che hanno segnalato al 112 una colluttazione. Immediato l'intervento dei Carabinieri di Pomezia sul posto. Un intervento che ha permesso quasi subito di capire come si trattasse di un rapimento. 

TELECAMERE - Le immagini delle telecamere presenti nella zona hanno permesso ai Carabinieri della Compagnia di Pomezia di individuare con precisione i mezzi impiegati per il reato. In particolare due autovetture Mercedes classe "B". Sempre dalle immagini si è scoperta la direzione di marcia, verso sud, lungo l'autostrada. E' iniziata così una vasta attività di controllo del territorio condotta dai Carabinieri, la quale ha consentito di individuare i mezzi mentre percorrevano il tratto calabro dell'autostrada A/3.

VETTURE INTERCETTATE - Le autovetture sono state intercettate nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Villa San Giovanni. Qui alle due Mercedes si è aggiunta una Fiat Punto con a bordo altri complici. I militari dell'Arma, a questo punto, notavano che la vittima veniva trasferita, sempre con violenza, sulla Fiat Punto e che le tre autovetture si imbarcavano su una nave della società Caronte dirette in Sicilia.

IL BLITZ - Quando le tre vetture sono sbarcate , i carabinieri, sono intervenuti immobilizzando gli occupanti e liberando l'ostaggio, visibilmente scioccato e con delle contusioni. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri il movente dell'azione delittuosa andrebbe ricondotto al tentativo dei malviventi di ottenere la restituzione di un debito di oltre 100 mila euro contratto, per motivi in corso di accertamento, dalla famiglia dell'ostaggio, il cui rapimento, dunque, era finalizzato a ottenere il recupero della predetta somma.

Tutti gli otto arrestati sono stati condotti presso il carcere di Messina-Gazzi con l'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.

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