Ragazza trovata morta a Monte Mario, arrestati i pusher che le avevano venduto le dosi letali

Nell'ambito di un'indagine guidata dalla Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia - i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 3 persone

Dopo nove mesi è arrivata la chiusura del cerchio. I carabinieri della compagnia Trionfale, a seguito di una indagine guidata dal reparto Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di tre albanesi ritenuti responsabili di "concorso in spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, per uno di loro, di morte quale conseguenza di altro reato".

L'episodio, tragico, risale all'8 luglio del 2019 quando in un appartamento in zona Monte Mario fu trovata morta una ragazza di 31 anni. La giovane era scomparsa da due giorni, non rispondeva più al telefono e così i genitori chiamarono il Numero Unico per le Emergenze. 

I soccorsi, arrivati sul posto, non poterono far altri che costatarne il decesso. Accanto al corpo privo di vita della giovane gli investigatori trovarono della sostanza stupefacente e materiale per l'assunzione della droga. E' da lì che, dopo l'esito dell'esame autoptico che confermò l'overdose, iniziarono le indagini. 

Il lavoro dei militari dell'Arma, fatto di analisi tecniche e rilievi sfruttando le celle telefoniche della zona, ha permesso di scoprire e sgominare l'esistenza di un traffico di cocaina ad opera di un gruppo di albanesi nella zona nord di Roma. I tre pusher avevano un modo ormai definito per vendere la "merce": c'era chi prendeva le ordinazioni telefoniche e chi consegnava le dosi a domicilio. 

E' così che, grazie alle indagini durate mesi, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di uno dei tre fermati, il quale avrebbe ceduto la dose letale alla ragazza deceduta. Il 20 aprile è poi scattato il blitz. 

I tre stavano pianificando la fuga, confermata da alcune intercettazioni captate dall'Arma. Da Roma avevano affittato un mezzo Ncc e si stavano dirigendo a Bari dove, da lì, avrebbero poi raggiunto l'Albania. L'operazione dei carabinieri però ha bloccato i loro piani. 

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Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha convalidato il fermo richiesto dalla Procura della Repubblica in sede, applicando per tutti la misura cautelare in carcere.

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