Radio Vaticana, genitori delle vittime: "Sospendete trasmissioni"

Convergenti le reazioni alla perizia. Il Cordinamento Comitato contro l'elettrosmog: "La letteratura scientifica da anni attesta il rischio di contrarre malattie". Legambiente: "Fermare subito strage"

I genitori dei bambini morti a causa della leucemia o colpiti dalla malattia hanno scritto una straziante lettera al Papa per chiedergli di sospendere momentaneamente le trasmissioni. La decisioni arriva poco dopo la perizia disposta dal giudice Secchi nel nuovo procedimento per omicidio colposo intentato contro i vertici della radio pontificia, dalla quale emerge che vi sia un nesso importante tra le emissioni di elettrosmog di Radio Vaticana e l'aumento dei tumori.

"Santità noi, che oggi ci permettiamo di rivolgerci alla Sua Santità, siamo genitori provati dal dolore per i nostri figli. Alcuni di noi se li sono visti strappare in tenera età dalla leucemia infantile, altri, più fortunati, hanno visto loro negata la serenità dell'infanzia, trascorsa tra ospedali e delicati interventi". Comincia così la lettera inviata al pontefice Benedetto XVI dai genitori di Cesano, il Paese alle porte di Roma che confina con gli impianti di Radio Vaticana. "Le chiediamo - continua la lettera - che la Chiesa non rimanga sorda all'allarme che, oggettivamente, l'esito di questo autorevole accertamento diffonde e che eviti, per il futuro, il rischio di concorrere a causare una maggiore diffusione della leucemia infantile". Nel dettaglio i genitori chiedono al pontefice di "valutare l'opportunità di sospendere l'utilizzazione degli impianti di Santa Maria di Galeria almeno fino a quando non sia maturato nel mondo scientifico una ragionevole certezza sugli effetti delle onde elettromagnetiche sui bambini".

Coordinamento Comitati contro l'elettrosmog. Ad appoggiare le preoccupazioni dei genitori anche il Cordinamento Comitato contro l'elettrosmog, che da anni è impegnato su questo fronte. "La letteratura scientifica internazionale più recente ed accreditata sulle alte frequenze, suggerisce conclusioni univoche, che attestano l'aumento del rischio di contrarre malattie degenerative e di elettrosensibilità, soprattutto con riferimento agli adolescenti ed agli anziani; dunque, la perizia commissionata all'Istituto Tumori di Milano ne è, pertanto, l'ennesima conferma", afferma Giuseppe Teodoro, Coordinatore dei Comitati romani contro l'elettrosmog.

Il coordinamento è molto duro con il Vaticano. In merito alla chiamata in causa del prof. Veronesi, nominato consulente dai vertici di Radio Vaticana, dichiara: "L'insigne oncologo vanta nei confronti dell'elettrosmog una posizione notoriamente negazionista, dichiarata in più occasioni pubblicamente ed avvalorata dagli sponsors appartenenti all'industria delle Telecomunicazioni, che patrocinano a vario titolo la Fondazione che porta il suo nome (F.U.V.)". Il ruolo di Veronesi sarebbe dunque quello di comprovare, con le sue controdeduzioni tecniche, l'innocuità dei campi elettromagnetici emessi dagli impianti sotto accusa.

"Appare difficile non sospettare comportamenti acquiescenti, che evocano scenari di "conflitto di interessi" nel mondo scientifico - continua il comunicato del coordinamento - In recenti, autorevoli lavori scientifici, si evidenziano risultati rassicuranti nei confronti dell'elettrosmog ma in gran parte gli studi sono stati finanziati o sostenuti da operatori delle telecomunicazioni". Per tutte queste considerazioni il coordinamento auspica un pronto riscatto della Giustizia nei confronti delle incolpevoli vittime tra la popolazione coinvolta.

Legambiente. Anche l'associazione ambientalista si schiera dalla parte dei cittadini. "La perizia di un autorevolissimo gruppo di studiosi dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano conferma ancora una volta le nostre peggiori paure, dichiara Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio. "I dati parlano chiaro e la loro gravità è tale che s'impongono interventi urgenti senza tergiversare ulteriormente", continua il presidente. Bisogna fermare questa strage, eliminando quelle antenne: nel 2010 ci sono tecnologie tali che prevedere quella concentrazione territoriale non ha alcun senso".

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