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Alemanno fa rimuovere i cartelloni osè. Cartellopoli: "Il problema è l'impianto"

Il sindaco ha detto "no" ai cartelloni Fracomina, giudicati "lesivi" per le donne, e con un'ordinanza ne ha ordinato la rimozione. Dal blog Cartellopoli: "Attenzione sul messaggio per eludere altro"

Ginevra Nozzoli10 settembre 2011
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"Sono Maria, non sono vergine ma ho una forte spiritualità" e ancora "sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile". Gli enormi cartelloni pubbicitari piazzati su due condomini di Cinecittà e dell’Eur sono solo due degli spot del brand Fracomina, linea di abbigliamento campana, che da qualche giorno compaiono per le strade della capitale.  Manifesti dal controverso doppiosenso che hanno creato subito perplessità, tanto da far intervenire anche il sottosegretario del Consiglio dei Ministri Carlo Giovanardi che una settimana fa ha chiesto all'Agcom di rimuovere quei cartelli.

L’ORDINANZA - Detto fatto: sia Maria la pura che Maddalena la escort se ne vanno da Roma. Il sindaco Gianni Alemanno, ha infatti firmato un'ordinanza con la quale si dispone la rimozione o la copertura delle immagini in quanto “percepite come lesivi della dignità della donna e realizzati, tra l'altro, anche con palese accostamento a significati afferenti la sfera della sensibilità religiosa della comunità”. “La campagna pubblicitaria in questione - si legge in una nota del Campidoglio - che è stata già oggetto di valutazione fortemente critica in altre città italiane in cui è stata precedentemente rappresentata, produce un effetto di intollerabile affermazione di pregiudizi culturali e di stereotipi sociali fondati sulla discriminazione di genere e sul credo religioso".

DALL’AZIENDA - Immediata la replica dell'azienda che, per bocca dell'amministratore delegato Ferdinando Prisco afferma che "non è stato assolutamente compreso lo spirito della campagna pubblicitaria che parla alle giovani donne puntando, invece, su una visione evoluta della femminilità capace di giocare, con un'ironia per nulla volgare e sfacciata, con stereotipi vecchi e polverosi". "Questo è un atto - conclude l'ad - più degno del comune di Teheran che del Comune di Roma".

DA “CARTELLOPOLI” - Al di là che la polemica sia più o meno plausibile e la strategia di marketing più o meno offensiva, qualcuno, dal web, cerca di andare oltre. “Invece di attaccare gli impianti pubblicitari per il loro essere orribili, inopportuni, dannosi e schifosi, si punta tutto sul loro contenuto”.  Sono le parole di Massimiliano Tonelli del comitato Cartellopoli, che da tempo porta avanti la battaglia contro le affissioni pubblicitarie abusive, e che sul suo blog giudica la polemica sui cartelloni Fracomina come un modo per “deviare l'attenzione dallo scandalo cartelloni al presunto scandalo ‘contenuto dei cartelloni’”. “Trasecoliamo - scriva Tonelli on line - nel leggere come si possa parlare di un impianto insistendo soltanto sul messaggio che questo veicola, trascurando il fatto che quell'impianto proprio non ci dovrebbe essere”.
 

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2 Commenti

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  • Avatar anonimo di giorgia

    giorgia ma per favoreeeee

    l'11 settembre del 2011
  • Avatar anonimo di sara

    sara Lesive della donna????? Magari lesive dei pregiudizi patriarcali (comuni anche a tante femministe purtroppo) che vorrebbero le donne relegate in dei cassetti ben identificabili e che non desiderano l’autodeterminazione della donna e la presentazione del fatto che essere una cosa non preclude altro; essere sessualmente attiva ed essere spirituale e’ facilmente possibile, ma non secondo le religioni patriarcali; essere una escort ma non una ragazza facile deoggettifica la donna, e mostra l autodeterminazione. Sono pubblicita’ ok, ma sono pubblicita’ molto, molto intelligenti, a differenza di molte persone….

    l'11 settembre del 2011