San Camillo al colasso: i sindacati insorgono e occupano la direzione generale

Grave carenza di personale infermieristico, mancanza di scale anti incendio, scarse condizioni igienico-sanitarie e mancanza di sicurezza per pazienti, operatori e visitatori sono i problemi a cui si assiste ogni giorno tra i corridoi del nosocomio romano

E' emergenza socio-sanitaria nei pronto soccorso della Capitale. A denunciare le gravi condizioni in cui versano i centri ospedalieri della città sono i sindacati dell'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini che nel pomeriggio di ieri ne hanno occupato gli uffici della Direzione Generale. Grave carenza del personale infermieristico, mancanza di scale anti incendio, scarse condizioni igienico-sanitarie e mancanza di sicurezza per pazienti, operatori e visitatori sono i problemi a cui si assiste ogni giorno tra i corridoi dei nosocomi romani.

Da qui la protesta dei segretari della Fp Cgil, Cisl Fp, e Uil Fpl, Natale Di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Biserna e Sandro Bernardini che in una nota spiegano: "Dopo le denunce dei sindacati sul caos nei pronto soccorso degli scorsi giorni e a seguito dell'incontro tra i Direttori Generali, Direttori Sanitari e Responsabili dei DEA con la Direzione della programmazione della Regione Lazio la situazione non migliora. Cgil, Cisl e Uil continuano a denunciare la gravissima carenza del personale dedicato all'assistenza in particolare il personale infermieristico che è costretto a turni di lavoro massacranti che mettono a serio rischio l'assistenza ai pazienti".

La Rsu ha occupato la sede della Direzione Generale dell'ospedale San Camillo con l'obiettivo di avere risposte adeguate al grave disagio che i pazienti che sostano in Pronto Soccorso subiscono quotidianamente. "In questi giorni", proseguono i sindacati, "la Direzione Sanitaria per fronteggiare l'iperafflusso dei pazienti che sostano in Pronto Soccorso ha adottato dei provvedimenti inaccettabili per la dignità dei pazienti. Tali iniziative intraprese consistono nel trasferimento dei pazienti nei reparti di degenza con letti aggiunti nei corridoi senza garantire e prevedere un'adeguata assistenza. Le scriventi segreterie regionali rinnovano la richiesta di incontro urgente al Presidente della Regione Lazio per individuare soluzioni idonee per affrontare e risolvere il problema dei Pronto Soccorso degli Ospedali della Regione e per affrontare le problematiche relative allo stato di agitazione in atto di tutto il personale della sanità pubblica e privata".

"Siamo stanchi di promesse", dichiara Giuseppe Nardo delegato USB e componente della RSU aziendale. "Nonostante la chiusura estiva di circa 70 posti letto, mai riaperti, il personale continua a diminuire e non siamo più in grado di garantire l'assistenza. Le continue aggressioni del personale di Pronto Soccorso sono la prova che il sistema non funziona" prosegue Nardo. "Ieri in pronto soccorso c'erano 123 persone di cui 58 in attesa di ricovero e 15 macchine ARES in attesa delle barelle, è una trincea. Oggi la situazione si è ulteriormente complicata quando ci siamo accorti che la Direzione aveva disposto il montaggio dei letti nei corridoi dei reparti per ricoverare i pazienti in attesa ed abbiamo cercato risposte concrete contro questa emergenza che lede i diritti dei malati ed espone il personale a rischi maggiori" conclude il sindacalista. "Di fronte alla latitanza della Direzione Generale abbiamo deciso di alzare i livelli di lotta per costringere questa amministrazione e la Regione Lazio ad assumere personale ed adeguare i posti".

La polemica è anche politica. A puntare il dito contro la gestione della sanità a Roma e nel Lazio è tra gli altri il consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, Fabrizio Santori. "L'emergenza dei pronto soccorso della Regione è sotto gli occhi di tutti" spiega Santori, "e sono settimane che la denunciamo. In particolare il grave contesto del San Camillo che, infatti, in assenza di interventi concreti, non ha tardato a manifestarsi con forme di protesta gravi e cui occorre dare risposte efficaci. La morte del bimbo all'ospedale Grassi di Ostia, solo l'ultimo dei numerosi casi registrati negli ultimi mesi, e i continui sovraffollamenti non scalfiscono l'immobilismo del presidente Zingaretti".

Prosegue Santori: "Mi ero chiesto dove fossero andati a finire i 467mila euro stanziati e mai utilizzati per l'ampliamento del Pronto Soccorso San Camillo, avevo denunciato l'odissea della signora Rosina da giorni in una barella dello stesso e della formalizzazione dei ricoveri sui corridoi delle unità operative, la mancanza di scale anti incendio, le scarse condizioni igienico sanitarie in alcuni reparti, la mancanza di sicurezza per i pazienti, gli operatori e i visitatori del nosocomio di Monteverde. E all'ennesima protesta sulla malagestione della sanità da parte di Zingaretti, ecco anche arrivare l'occupazione del CEM di Via Ramazzini con la Asl Roma D, anche in questo caso, responsabile di inettitudine nei confronti dei lavoratori, degli accordi presi con la CRI e soprattutto dei piccoli pazienti assistiti nella struttura di educazione motoria. Si tratta di una vera e propria emergenza socio-sanitaria a cui il ministro Lorenzin deve mettere mano in tempi brevissimi".

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LA REGIONE - Immediata la risposta della Regione Lazio che spiega "i problemi esistono e li stiamo affrontando, di certo non c'è bisogno di creare allarmismi utili solo a conquistare visibilità".

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