Cinecittà, palazzo senza luce: proteste in municipio. Lozzi denuncia: "Lasciata sola dal Comune"

Nonostante il blocco di ieri della Tuscolana le utenze del palazzo di via Umberto Quintavalle non sono state riallacciate così questa mattina gli occupanti hanno dato vita a nuove manifestazioni

Il blocco della Tuscolana (Foto Twitter Bpm_Roma)

Le proteste sulla via Tuscolana non sono bastate: le circa cento famiglie che sono scese in strada ieri pomeriggio sono ancora senza luce. Così questa mattina gli abitanti dello stabile occupato in via Umberto Quintavalle 88 hanno deciso di manifestare presso la sede del VII municipio, in piazza di Cinecittà. Circa cento persone sono entrate in 'casa Lozzi' arrivando fino alle stanze della presidenza. E altre sono rimaste fuori in presidio. Sul posto sono presenti le forze dell'ordine con alcuni blindati. 

Il malcontento è scoppiato ieri dopo che nella notte precedente, al palazzo, "ex Inps ora di un privato, la società immobiliare di una banca", è stata staccata la corrente elettrica. "I tecnici di Acea hanno tentato anche di staccare l'acqua ma gli occupanti se ne sono accorti e l'hanno impedito" spiegano dai movimenti per il diritto all'abitare.

In via Quintavalle vivono tanti bambini, alcuni neonati, e molti anziani. "Si tratta di ex uffici con grandi finestroni di vetro, senza balconi, dove le stanze, in questi giorni di clima torrido e senza la possibilità di utilizzare condizionatori o ventilatori, diventano praticamente invivibili con possibilli conseguenze sulla salute delle fasce più deboli". In molti, nella decisione di staccare le utenze, rendendo sempre più difficile la vita nello stabile, leggono un tentativo di sgombero. 

Le proteste degli occupanti si rivolgono alle istituzioni. "La politica non si può disinteressare della grave situazione di emergenza abitativa di questa città". Gli incontri di ieri, prima con la presidente municipale Monica Lozzi, poi con il gabinetto del Prefetto, non hanno prodotto alcun risultato. "Un rimpallo inaccettabile, così oggi siamo stati costretti a far sentire nuovamente la nostra voce".

La minisindaca Monica Lozzi denuncia di essere stata lasciata sola dal Comune di Roma e dalla Prefettura. "Da ieri cento nuclei familiari occupanti un immobile in Via Quintavalle, sono senza utenze. Tra loro ci sono minori, anche neonati, ed anziani fragili" scrive in una nota. "Una folta rappresentanza è venuta a manifestare in Municipio, dove sono stati ricevuti ed hanno trovato in me un interlocutore ma totalmente impotente non avendo io, come presidente di Municipio, alcuna competenza né possibilità di interfacciarmi con le aziende erogatrici dei servizi" continua. "Le reali competenze sono del Comune per quanto riguarda l’emergenza abitativa e della Prefettura per quanto concerne l’ordine pubblico, ma né Roma Capitale né la Prefettura, pur interrogati tempestivamente, mi hanno fornito elementi per rispondere a quanti, per ore, hanno manifestato nella mia sede e nel mio territorio".

Lozzi che definisce "delicata" la situazione, continua: "Le soluzioni devono essere trovate senza indugiare ma dagli organi competenti, non dal Municipio che sull’argomento ha le mani legate. Non posso tollerare di essere lasciata sola e nella totale impossibilità di fornire alcuna certezza a queste famiglie".

Aggiornamento

Nel pomeriggio l'assessore al Bilancio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo, si è recato presso il municipio per parlare con gli occupanti. L'incontro "si è concluso senza alcuna soluzione" la denuncia delle famiglie presenti. "Dal momento in cui la proprietà non ha accettato di fare alcun passo indietro" racconta una delle occupanti, presenti al tavolo con l'assessore, "abbiamo chiesto di attivare le procedure di Protezione Civile e installare dei generatori per portare luce alle famiglie. Viviamo in una situazione davvero critica, con bambini, anziani e malati e sappiamo che l'intenzione delle proprietà è quella di staccare anche l'acqua". Uno "sgombero bianco" l'hanno definito i manifestanti: "Vogliono convincerci ad andare via dal palazzo ma le famiglie sono esasperate. Quando si è capito che non c'era più niente da fare", il racconto della donna, "il reparto celere è entrato nel palazzo per sgomberarci. Era pieno di bambini spaventati che piangevano". 

La nota del Campidoglio

"Le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare la sede Municipio VII, occupata da un centinaio di persone residenti in un palazzo di via Quintavalle, da ieri senza utenze elettriche. Si tratta di un edificio di proprietà di un privato, sottoposto a sequestro giudiziario e occupato abusivamente da circa 100 famiglie, rispetto al quale né il Comune né il Municipio hanno la possibilità di intervenire. È stata invece richiesta l’attivazione dei servizi sociali per dare assistenza ai quei nuclei familiari con soggetti in condizioni di fragilità (disabili, minorenni, anziani)" si legge nella nota. 

"Nella sede del Municipio erano presenti la presidente Monica Lozzi e l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo, che hanno avviato un dialogo con i manifestanti e hanno contattato la proprietà dello stabile, in continuo contatto con la Prefettura e i responsabili delle forze dell’ordine. Dialogo che non ha avuto alcun esito positivo per il rifiuto degli occupanti di lasciare la sede municipale, se non in presenza di un impossibile ripristino delle utenze che non sono gestite dal Campidoglio o dalle sue strutture territoriali.
 
"L’amministrazione capitolina non può essere caricata di responsabilità che non le competono – affermano l’assessore Mazzillo e la presidente Lozzi – perché derivanti da problemi decennali mai affrontati. Il Governo e le altre istituzioni competenti sono state indifferenti di fronte a una situazione che a Roma è degenerata: la mancanza di investimenti e di pianificazione sulle politiche abitative ha prodotto centinaia di occupazioni abusive di immobili pubblici e privati. Questi ultimi si attivano per rientrare in possesso delle loro proprietà e il Comune è chiamato a dare risposte. Lo stiamo facendo tutelando le fragilità ed elaborando le linee guida per un Piano di azione sul disagio abitativo, che si baserà anche su un censimento delle occupazioni svolto dagli stessi Municipi".
 
"In ogni caso – aggiungono Mazzillo e Lozzi – sono inaccettabili forme di protesta come quella a cui abbiamo assistito oggi: l’occupazione violenta di una sede istituzionale da parte di centinaia di persone che hanno sporcato e danneggiato i locali. Inizialmente abbiamo chiesto alle forze dell’ordine presenti sul posto di non intervenire, per evitare ulteriori tensioni, e abbiamo cercato invano la via del dialogo. Ma nessuno può pensare di agire al di fuori delle regole per sostenere le proprie istanze perché siamo pronti a contrastare ogni forma di prepotenza e illegalità".

La nota della Questura

"A seguito del distacco della elettricità presso lo stabile occupato di via Umberto Quintavalle 68, avvenuto nella giornata di ieri, sono proseguite nella mattinata odierna le proteste degli occupanti. Circa 150 persone hanno occupato la sede del VII Municipio. Nonostante l’attività di mediazione posta in essere dal Comune di Roma, volta a tutelare le situazioni di fragilità con sistemazioni alternative, i manifestanti non hanno desistito nel loro intento illegale, rifiutando l’assistenza offerta. Pertanto, su richiesta del Comune di Roma Capitale, si è proceduto allo sgombero della sede istituzionale, senza alcun utilizzo della forza".
 

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