Liceo Virgilio, protesta per i test Invalsi: gli studenti consegnano in bianco

Sono contro i quiz a crocette inseriti dal 2009 nella prova d'esame. Con loro molti studenti in tutta Italia. Al Liceo Virgilio hanno protestato consegnando le prove in bianco o prive di codice identificativo

La protesta è estesa in tutta Italia e, nella capitale, si è concentrata nello storico Liceo Virgilio. Nel mirino i test Invalsi, prove scritte a crocette inserite dal 2009 negli esami finali per gli studenti di scuole elementari e superiori, che, nella scuola romana, sono stati consegnati in bianco o senza il codice alfanumerico per rendere inutilizzabili le prove. Gli studenti hanno spiegato di non voler "accettare di vedere sminuita la loro preparazione di anni e anni con un semplice test a risposta multipla che non può effettivamente valutare né loro né il percorso di apprendimento intrapreso con gli insegnanti" "I risultati della protesta sono stati eccellenti - hanno aggiunto gli alunni del Virgilio - e hanno raggiunto la quasi totalità nella maggior parte delle classi sottoposte ai test. Il boicottaggio ha raggiunto anche le 'classi campione', quelle classi scelte per essere controllate dagli ispettori Invalsi, e dove la dirigenza della scuola ha esercitato la massima pressione sui professori per obbligare i ragazzi a svolgere i test".

In prima fila a boicottare questo strumento di rilevazione degli apprendimenti i Cobas per i quali, norme alla mano, i test Invalsi non sono affatto obbligatori. Stamani per contestarli hanno organizzato un sit-in sulla scalinata del ministero dell'Istruzione e una trentina di altre iniziative sparse in tutta Italia. "Con le prove Invalsi - sostengono i Cobas - si riducono i docenti al ruolo di addestratori di quiz e si destinano gli studenti alla manovalanza precaria". A fine mattinata il leader del movimento, Piero Bernocchi, è soddisfatto: "molte decine di migliaia di docenti, studenti e Ata, scioperando o boicottando le prove, hanno liberato dai quiz tante migliaia di classi in una giornata in cui l'alleanza tra lavoratori e studenti ha dato frutti oltre il previsto". E Bernocchi contesta pure i dati diffusi dal Ministero sulle prove Invalsi svolte nelle scuole primarie nei giorni scorsi. "Riguardano solo le classi campione che - fa notare - sono meno di un decimo del totale. I test Invalsi non sono stati svolti nel 7-8% di queste classi e non nello 0,69%". Schierata a fianco del sindacato l'Unione degli studenti che la notte scorsa ha oscurato i volti delle statue più significative di Roma con le X simbolo della protesta contro la scuola-quiz e ha affisso striscioni proprio di fronte alla sede dell'Istituto di valutazione a Frascati. Ma il dissenso è partito anche dal basso.

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