Carceri: situazione critica per i detenuti e la polizia penitenziaria

Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno protestato davanti la sede del Dap per le loro difficili condizioni di lavoro. All'Istituto penitenziario di Rebibbia ci sono troppi detenuti e pochi agenti

Oggi davanti alla sede del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) alcuni agenti della Polizia Penitenziaria del sindacato Sappe hanno dato vita ad un sit-in. Alla base della loro protesta ci sono le difficili condizioni in cui si trovano a dover lavorare.
"Tutti in piazza contro quella nomenclatura e quella dirigenza dell'Amministrazione penitenziaria che - sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sappe - da vent'anni ostacola ogni evoluzione ed accrescimento professionale della Polizia penitenziaria e quindi condiziona l'operato di tutti i capi Dipartimento che fino ad oggi si sono avvicendati alla guida del Dap".

Il sindacato precisa:  "I burocrati hanno boicottato e boicottano subdolamente e costantemente una non più rinviabile, adeguata e funzionale organizzazione del Corpo di Polizia penitenziaria e l'istituzione della Direzione generale del Corpo, in seno al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, indispensabile e necessaria per raggruppare tutte le attività ed i servizi demandati alla quarta Forza di Polizia del Paese".

Nonostante il momento di grave crisi economica sia il Dap che il Ministro Alfano stanno cercando di risollevare la situazione. Questo è quanto ha lasciato intendere il Capo del Dap Franco Ionta che ha ricevuto una delegazione del sindacato: "Stiamo lavorando per ottenere significativi risultati come la realizzazione di circa 50 nuovi padiglioni detentivi, l'avvio delle procedure per le gare di una ventina di nuovi istituti penitenziari e l'assunzione di nuovi agenti di Polizia penitenziaria".

Le parole di Ionta non sono condivise dal presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, e dalla senatrice Giuliana Carlino: "La carenza di agenti di polizia penitenziaria, a fronte di una popolazione di detenuti che è destinata inevitabilmente a crescere, è questione nota ma nel carcere femminile di Rebibbia il problema sta diventando una vera e propria bomba ad orologeria e il ministro Alfano fa orecchie da mercante".

La situazione nel carcere romano non è per niente confortante: "A fronte di 382 detenute e 12 minori di 3 anni, la capienza è di 274 posti, ci sono solo 117 agenti su 164 previsti. Di questi solo 45 idonei ai turni notturni. La situazione è addirittura peggiore per gli ispettori, solo 9 operanti su una previsione di 17 e solo 2 idonei al lavoro di notte. Di fronte a questi numeri - proseguono i due senatori dell'Idv - è illusorio pensare che tutto sia superabile con un ulteriore sforzo del personale penitenziario. Per questo abbiamo chiesto ad Alfano, nella nostra interrogazione, di stanziare i fondi necessari per completare l'organico degli operatori, compresi psicologi, puericultrici ed educatori, così come previsto dalla pianta organica. Sarebbe opportuno - concludono Belisario e Carlino - che il ministro convocasse un tavolo con i lavoratori al fine di un confronto concreto sulle problematiche del carcere".

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