Processo Sandri, il giorno del verdetto: commenti e reazioni

È atteso attorno il verdetto della I sezione penale della Cassazione che dovrà decidere se confermare o meno la condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario nei confronti dell'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella

C'è grande attesa per il  verdetto della I sezione penale della Cassazione che dovrà decidere se confermare o meno la condanna a nove anni e quattro mesi di reclusione per omicidio volontario nei confronti dell'agente della Polstrada, sospeso dal servizio, Luigi Spaccarotella, accusato dell'omicidio del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri. Le reazioni e i commenti già si stanno rincorrendo. Spaccarotella è nella sua casa di Arezzo per attendere il verdetto. In caso di conferma della condanna a nove anni e quattro mesi di reclusione, per l'omicidio volontario del tifoso della Lazio dovrà scontare per intero la pena in quanto non ha periodi di carcerazione preventiva già trascorsi. Lo ha reso noto l'avvocato Federico Bagattini, che lo ha difeso in Cassazione insieme al collega Francesco Molino.

I TIFOSI -"Siamo qui per Gabriele -spiega un tifoso-amico di Sandri- perchè un cittadino italiano è stato ucciso intenzionalmente". Come spiegano i tifosi biancocelesti, sono arrivati spontaneamente "non solo dalla capitale. Condividiamo -dicono- le parole espresse dalla Procura della Cassazione e ci auguriamo che giustizia sia fatta anche se Gabriele non ce lo restituirà nessuno"

CRISTIANO SANDRI - "Quello che purtroppo è accaduto a Gabriele è un esempio di scuola di dolo eventuale: è inimmaginabile che un operatore esperto non si possa essere reso conto e quindi non abbia avuto la certezza del rischio di quello che commetteva sparando contro una macchina dove viaggiavano 5 ragazzi". Così Cristiano Sandri, a Sky Tg24, sottolinea l'attesa della famiglia per la decisione della Cassazione. "Noi ci attendiamo la conferma della sentenza di appello -sottolinea Cristiano Sandr i-. Senza il riconoscimento del fatto colposo le strade italiane potrebbero diventare dei far west".

LE SCUSE -  "L'agente Spaccarotella non ha mai scritto ai familiari della vittima alcuna parola di vicinanza o di richiesta di perdono", ha detto Cristiano Sandri. Uno dei difensori di Spaccarotella, l'avvocato Federico Bagattini, ha spiegato che l'agente "aveva scritto una lettera tramite il vescovo di Arezzo, che doveva farla pervenire al cardinal Bertone, ma questa missiva non è mai arrivata alla famiglia Sandri".

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