Sentenza Raggi, il processo e l'accusa di falso: ecco perché la sindaca rischia la condanna

Tutto sul processo, tappa per tappa. Il 10 novembre il verdetto dei giudici

Virginia Raggi fuori dal tribunale (Foto Ansa)

Falso in atto pubblico. E' il reato contestato a Virginia Raggi. Secondo la Procura la sindaca di Roma avrebbe mentito all'Anticorruzione sulle procedure seguite nella nomina di Renato Marra a capo del dipartimento Turismo. Lei si è sempre difesa ribadendo la versione data ai funzionari dell'Anac: avrebbe agito "in piena autonomia". Ma per l'accusa ci sarebbe lo zampino di Raffaele Marra, fratello di Renato, ex braccio destro della sindaca, arrestato nel 2016 per corruzione. Sabato 10 novembre è attesa la sentenza. Che per Raggi, in caso di condanna, potrebbe tradursi nelle dimissioni dalla carica di sindaco, come prevede sulla carta il Codice etico del Movimento Cinque Stelle. Ma riavvolgiamo il nastro e ricapitoliamo la vicenda, tappa per tappa.

Il ruolo di Raffaele Marra

Dicembre 2016. Raffaele Marra, ex capo del Personale del Comune, considerato molto vicino alla sindaca, finisce in manette per corruzione. E' accusato di aver ricevuto dal costruttore Sergio Scarpellini (a sua volta arrestato) un immobile di Enasarco a un prezzo di favore. All’epoca dei fatti contestati, Marra era alla guida del Dipartimento politiche abitative, con la giunta di centrodestra guidata da Gianni Alemanno. 

Dall’elezione dei Cinquestelle a giugno 2016 fino al suo arresto, Raffaele Marra ha un ruolo primario al fianco della sindaca, che proprio in quei mesi, a ottobre 2016, procede come da normativa dell'Anticorruzione alla rotazione di 40 dirigenti comunali. 

Il caso nomine

Tra loro c'è anche il fratello di Raffaele, Renato Marra, che con ordinanza firmata dalla prima cittadina il 9 novembre viene promosso dalla Polizia Locale alla guida della Dipartimento Turismo, con aumento di stipendio di 20mila euro. Come da prassi Raggi per la nomina si consulta anche con gli uffici del Personale, e l'ordinanza viene controfirmata dal capo dipartimento, Raffaele Marra. Ma davanti all'Anticorruzione del Comune si intesta in toto la scelta, escludendo qualunque interferenza del suo braccio destro, nonché fratello del dipendente promosso. 

L'indagine e le accuse a Raggi

Per i pm, alla luce di un conflitto di interesse in atto, ci sono gli estremi per indagare la sindaca Raggi, che a gennaio 2017 risulta iscritta nel registro per abuso d'ufficio e per falso ideologico. A sostegno della difesa dalla prima accusa ci sono conversazioni private con Raffaele Marra, in cui si evince come Raggi non fosse a conoscenza dell'aumento di stipendio insito nella promozione. E infatti a settembre 2017 la Procura archivia l'accusa.

Rimane però in piedi il falso. La sindaca all'Anac aveva sostenuto di aver fatto tutto in autonomia. Ma dagli scambi con Marra finiti agli atti, l'accusa evince che la procedura sarebbe stata seguita a braccetto. Raggi avrebbe quindi messo nero su bianco, in carte ufficiali, una versione non vera dei fatti. I pm le contestano quindi il falso documentale, ma senza l’aggravante prevista dall’articolo 61 numero 2 del codice penale, di aver commesso il reato per eseguirne o occultarne un altro, ovvero l’abuso di ufficio per il quale è stata chiesta l’archiviazione.
 
Dieci giorni fa, il 25 ottobre, è stata interrogata per tre ore dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. E ha ribadito la stessa versione: "Nella nomina di Renato Marra, il fratello Raffaele non ha avuto alcun potere decisionale. Si è limitato ad eseguire una mia direttiva nell’ambito della procedura di interpello per i nuovi dirigenti. Il suo fu un ruolo compilativo". 

Cosa succede in caso di condanna

In caso di condanna, Raggi rischia una pena da uno a sei anni di reclusione. Nessuna legge dello Stato prevede che lasci l'incarico per il reato di falso ideologico (che non rientra nella legge Severino). Ma il vero problema, quello politico che interessa l'intera città, è il regolamento del Movimento Cinque Stelle, che prevede le dimissioni a seguito di una condanna, anche solo, appunto, di primo grado. (QUI GLI SCENARI)

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Commenti (1)

  • E' proprio così. Il sindaco ordina e si prende le responsabilità della scelta e l'impiegato esegue. E poi Ginevra, associare questa storia con quella di Marra e Scarpellini è di pessimo gusto...da scixxxx

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