Polvere urticante in una busta indirizzata ai carabinieri: 4 operatori postali in ospedale

Due i plichi sospetti ispezionati all'ufficio smistamento delle Poste. Analisi in corso allo Spallanzani

L'ufficio postale di viale Ferdinando Baldelli (foto google)

Due buste sospette indirizzate ad altrettanti comandi carabinieri della Capitale sono state intercettate nella mattina di ieri 19 dicembre dagli addetti allo smistamento dell'ufficio postale di viale Ferdinando Baldelli a San Paolo. 

Da uno dei plichi, apprende l'Adnkronos, è fuoriuscita una polvere bianca urticante e per questo motivo quattro operatori postali sono stati portati per accertamenti medici in alcuni ospedali di Roma. Sul posto è intervenuta una squadra specializzata NBCR dei vigili del fuoco, che ha messo in sicurezza il luogo del rinvenimento. 

Le due lettere, indirizzate alle stazioni carabinieri Trastevere e Torrino, sono state affidate all'ospedale Spallanzani per un'analisi del contenuto.

"I quattro operatori postali che sono venuti in contatto, a Roma, con una polvere bianca irritante sono stati sottoposti a profilassi anti-antrace, che prevede 7-10 giorni di terapia con ciprofloxacina, perché l'infezione può essere molto pericolosa se non presa in tempo. Stanno bene anche se chiaramente allarmati, ma posso dire che al 99% non si tratterà di antrace". Le parole di all'AdnKronos Salute Emanuele Nicastri, direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive ad alta intensità di cura e altamente contagiose dell'Inmi 'L.Spallanzani'".

"Subito è scattato il protocollo di emergenza - riferisce Nicastri - che prevede di inviare i campioni, inattivati con il processo in autoclave, all'Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata a Foggia, per avere le analisi complete. In attesa dei risulti, gli operatori, che non sono ricoverati, proseguono con la terapia".

L'antrace o carbonchio è un'infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis - si legge sul sito dell'Istituto superiore di sanità - un germe produttore di spore che possono sopravvivere a lungo nell'ambiente, che si manifesta comunemente in animali erbivori selvatici e domestici fra cui i gatti, le pecore, le antilopi, le capre, i cammelli. Colpisce anche gli uomini con forme più lievi che interessano la cute e forme settiche più gravi (ma più rare) legate all'inalazione delle spore che possono anche portare alla morte.

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