Trovata pistola in casa del padre di Nicolas Iori, il 18enne condannato nel 2009 per l'omicidio Onofri

L'arma è stata trovata dai carabinieri in un vano ricavato in un camino in una casa di Castel Madama. Disposti gli accertamenti balistici dei Ris

Cercavano droga ed hanno trovato una pistola con matricola abrasa in un vano ricavato nel camino. Un blitz, un'operazione come tante, concluso con il fermo del proprietario del villino. A far notizia però è il nome e il luogo dell'arrestato che riapre una delle pagine più efferate della recente cronaca del nord est romano. 

PAPA' DI NICOLAS IORI - Il 54enne sottoposto a fermo è infatti Maurizio Iori, padre di Nicolas, ritenuto responsabile e condannato a 18 anni di reclusione per un delitto per il quale la pistola non è mai stata trovata. Lunedì scorso, a distanza di quasi 8 anni un'arma è stata rinvenuta. Inevitabile collegare gli episodi e pensare ad un occultamento dell'arma da parte del padre del giovane, che all'epoca dell'omicidio di Stefano Onofri aveva appena 18 anni. 

CALIBRO DIFFERENTE - In realtà dai primi rilievi le due armi appaiono diverse. Quella usata per l'omicidio dell'allora 26enne, aggredito a colpi di mazza da baseball e raggiunto da un colpo di pistola alla testa dopo essersi recato in un'area di campagna che si trova tra Tivoli e Castel Madama, era infatti una calibro 635, mentre quella trovata in casa del padre di Nicolas è una calibro 22. 

OMICIDIO ONOFRI - Era il 6 dicembre del 2009 quando Stefano Onofri venne trovato in fin di vita in un'area di campagna della provincia nord est della Capitale, poi la morte, sopraggiunta qualche ora più tardi dopo che il 26enne venne trasportato in condizioni disperate al Policlinico Umberto I. Per quell'assassinio, vennero condannati appunto Nicolas Iori, 18 anni di reclusione, ritenuto il materiale esecutore del delitto, assieme a due complici e coetanei Michele Sisti e Gianluca Di Nardo, accusati di concorso in omicidio. 

RIVALI IN AMORE - Motivo del brutale omicidio l'incrociarsi di una relazione sentimentale, con la vittima arrivata sul luogo dove poi trovò la morte, proprio per risolvere la questione con il suo rivale in amore. Tornato nella sua casa di Castel Madama Nicolas Iori si confidò con il padre con lo stesso che chiamò i carabinieri denunciando il fatto alle forze dell'ordine. 

PISTOLA NASCOSTA NEL CAMINO - A distanza di quasi otto anni i carabinieri della Compagnia di Tivoli diretti dal capitano Marco Beraldo sono arrivati in casa di Maurizio Iori dopo aver ottenuto un decreto di perquisizione in casa del 56enne per la ricerca di sostanze stupefacenti. Oltre a quattro grammi di hashish, i militari dell'Arma hanno però proseguito le ricerche nella casa del Comune empolitano trovando poi l'arma nascosta in un vano ricavato ad hoc nel camino dell'abitazione. Una pistola calibro 22 con matricola abrasa ed i proiettili nel caricatore, in relazione al cui possesso l'uomo non ha saputo fornire indicazioni agli investigatori. Nell'abitazione i militari hanno inoltre trovato altre munizioni ed un allaccio abusivo alla rete elettrica. 

ACCERTAMENTI BALISTICI - Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, e messo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Tivoli, la pistola è stata inviata ai Ris dei carabinieri per svolgere accertamenti balistici tesi a scoprire se l'arma sia stata utilizzata per qualche episodio criminale. L'uomo dovrà rispondere del reato di detenzione illegale di arma. 

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