Preso il piromane di Roma sud: è sospettato di aver incendiato decine di auto

Il 31enne era già stato deferito all'Autorità Giudiziaria per altri roghi di macchine nel dicembre del 2016. La Fiat 500 nera nella quale è stato fermato era stata indicata da diversi testimoni nelle vicinanze delle vetture andate in fiamme le notti dell'11 e 20 giugno scorsi

Nessun mandante, nessun interesse economico, semplicemente il gusto di farlo. Questo quanto riferito ai carabinieri dal 31enne romano fermato questa mattina dopo aver incendiato sette auto nella notte. Bloccato nella zona di Trigoria con una fiamma ossidrica nella Fiat 500 nera, che diversi testimoni aveva indicato nelle vicinanze dei roghi divampati lo scorso giugno nell'area di Roma sud, il giovane è stato arrestato. Lo stesso è fortemente sospettato di aver appiccato il fuoco a decine di vetture, incendiate le notti dell'11 e del 20 giugno tra Tor de' Cenci, Spinaceto, Giardino di Roma, Axa e Torrino. 

Precedenti specifici

A dare forza alla tesi investigativa dei carabinieri che lo hanno fermato alle prime luci di questa mattina, dopo che nella notte aveva incendiato sette vetture in via Andrea Millevoi (5), in via Giorgio Sommer (1) ed in via Federico Cassitto (1), i suoi precedenti specifici. Il piromane infatti era già stato 'pizzicato' lo scorso dicembre dalla polizia dopo aver appiccato altri roghi di vetture. Nonostante ciò questa estate il 31enne fermato questa mattina in via Alvaro della Portilla, avrebbe 'riacceso', per usare un gioco di parole, la sua piromania. Sono infatti numerosi gli incendi di auto che gli investigatori pensano possano essere stati accesi dalle sue mani. Oltre che nella 500 nera, i militari dell'Arma hanno trovato altre fiamme ossidriche nel suo appartamento, oltre ad accendini ed altro materiale utile ad innescare i focolai.

Il piromane a bordo di una Fiat 500 nera 

Arrestato, in quanto ritenuto il responsabile delle sette auto incendiate questa notte tra la zona di via Millevoi, Roma 70 - Grotta di Gregna e Castel di Leva, i carabinieri, come detto, ritengono che la mano che ha dato vita alla notte di fuoco dello scorso 20 giugno possa essere sempre quella del 31enne. Ad avvalorare questa ipotesi diverse testimonianze, che hanno indicato agli investigatori la presenza di una Fiat 500 nera nelle vicinanze delle strade dove poi presero fuoco le vetture. Una vera e propria notte di inferno, quella tra il 19 ed il 20 giugno, in cui furono date alle fiamme, in diversi roghi, quaranta auto, che si sommarono ad altre 40 vetture incendiate alcune notti prima (tra il 10 e l'11 giugno), sempre nel quadrante sud dell'Urbe. 

La mappa degli incendi di auto a Roma sud

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Una lunga scia di fuoco, quella registrata nella Capitale lo scorso mese di giugno. Si comincia come detto la notte dell'11 giugno al Torrino. In quel caso furono decine le vetture incendiate tra via delle Costellazioni, via del Fiume Bianco, via Mar della Cina e via dell'Orsa Maggiore. Stesso inferno di fuoco che si ripresentò la notte del 20 giugno. Quella volta le prime chiamate al 115 cominciarono dall'Axa, in due distinti episodi ravvicinati in via Anacreonte e in via Carneade in cui andarono in fumo 8 macchine. 

Auto in fiamme a Giardino di Roma 

Poi ancora auto in fiamme, sempre nella stessa notte e a distanza di poco tempo. Alle 3:45 fu infatti la volta della zona Giardino di Roma, con le fiamme divampate nel parcheggio al piano piloty di una palazzina di via di Malafede. La linea di fuoco continuò arrivando sino a Tor de' Cenci, il vero epicentro della notte del 20 giugno. Ventidue furono infatti le macchine andate a fuoco fra via Caduti della Resistenza (6 auto), viale di Tor de' Cenci (4 auto), via Odone da Belluzzi (3 auto), via Renato Ruscel (5), via Gastone Monaldi (1) e via Iris Versali (3). 

Possibili risarcimenti per le auto incendiate

Arrestato per i tre incendi di questa notte, la palla passa adesso all'Autorità Giudiziaria che sulla base dei riscontri investigativi dei carabinieri, dovrà decidere se il 31enne dovrà pagare anche per gli altri roghi di cui si sospetta possa essere stato l'autore. In quel caso le vittime dell'incendio potranno avvalersi delle prove, e richiedere un risarcimento economico per i danni subiti. 

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