Pietralata, sgombero di uno stabile occupato in via Tiburtina: in strada più di cento persone

All'alba l'operazione della Polizia di Stato. L'immobile era occupato da un anno. La denuncia di 21 luglio: "Diritti umani violati"

Sgombero via Tiburtina, 781

Sgombero questa mattina all'alba di uno stabile in via Tiburtina 781, all'altezza della fermata Pietralata della metro B. Secondo i numeri forniti dalle forze dell'ordine intervenute sul posto, sono finite in strada circa una settantina di famiglie, per un totale di 120 persone. Tra questi decine di minori, donne incinte e anziani. Occupavano da un anno un capannone industriale di proprietà della Tiburtina Immobiliare Spa. 

Volanti della Polizia di Stato sono giunte sul posto intorno alle 6 di oggi e hanno allontanato i nuclei familiari. I diretti interessati hanno raccontato di non aver ricevuto offerte alloggiative alternative. Circostanza smentita dal Campidoglio che invece dichiara di aver mandato un'unità di strada del dipartimento al Sociale e di aver prospettato la presa in carico nel circuito assistenziale capitolino, opzione che le famiglie avrebbero rifiutato. 

Sul posto a denunciare le modalità di intervento l'associazione 21 Luglio. "Dopo il giusto clamore suscitato lo scorso agosto dallo sgombero di Piazza Indipendenza – ha sottolineato il presidente Carlo Stasolla, presidente dell'associazione Associazione 21 luglio – si prova amarezza nel constatare il silenzio che ha accompagnato lo sgombero odierno. Quella di oggi è una gravissima violazione dei diritti fondamentali – aggiunge – che provoca un’ennesima ferita nel corpo di una città incapace di ascoltare e di dare risposte a fasce di popolazione doppiamente discriminate: perché povere, perché di etnia rom". Diverse i numeri forniti dall'associazione che parla di 250 famiglie e 130 tra minori, anziani e donne incinta. 

Già, una scena che in qualche modo ricorda i fatti di via Curtatone e le decine di famiglie rimaste senza casa la scorsa estate. Stavolta però, siamo lontani dai riflettori del centro storico. "Hanno violato gli obblighi internazionali senza rispettare alcune delle garanzie procedurali in materia di sgomberi" tuona ancora Stasolla. Perché l'operazione "non è stata infatti preceduta da alcuna notifica scritta alle famiglie". E ancora, il presidente dell'associazione conferma la versione degli sgomberati: nessuno avrebbe offerto loro un tetto alternativo dove passare la notte.  "Non è stata prospettata alcuna soluzione abitativa alternativa". Come imporrebbe, lo ricordiamo, la famosa circolare emessa dal ministro dell’Interno Marco Minniti, emessa all'indomani del maxi sgombero di agosto, a tutela dei nuclei familiari più vulnerabili e in condizioni di grave disagio economico. 

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