"Sono caduta", "mi ha morso il cane": le scuse per nascondere 13 anni di violenze

L'aguzzino, arrestato dalla Polizia, oltre a colpire la compagna con inaudita violenza, la minacciava regolarmente di sfregiarla con l'acido

"Sono caduta dallo scooter", "mi ha morso il cane", "mi sono fatta male in casa". Queste le scuse utilizzate da una donna che nascondeva ai medici del pronto soccorso la verità: il compagno, da ormai 13 anni, la picchiava. A volte anche utilizzando oggetti contundenti come le ante di un armadio che lui stesso aveva distrutto in uno scatto d'ira.

La storia arriva dall'Eur, un quartiere bene di Roma, e si è conclusa lo scorso 18 maggio quando, al termine di una accurata indagine, gli investigatori della Polizia di Stato hanno salvato la donna dal tunnel di violenze domestiche. In manette è finito un 51enne, ora in carcere. 

La coppia romana viveva in una logica di potere: lui comandava, insultava, aggrediva e picchiava la compagna. Lei, invece, era "semplicemente" la vittima. L'ultima visita in ospedale, però, ha fatto scattare il protocollo Eva, la strategia di contrasto contro stalking e maltrattamenti, anche in famiglia, studiato nel 2014 e poi esportato in tutte le questure italiane. 

Il protocollo di Esame Violenze Agite gestisce gli interventi legati alla violenza di genere, attraverso la elaborazione di una 'Processing Card' e una corsia preferenziale che permette a Procura e forze dell'ordine di avere canali preferenziali per agire immediatamente, quando il caso lo richiede. A finire sotto la lente di ingrandimento di Eva anche i casi che non sfociano in una denuncia come nel caso dell'Eur.

L'ultima visita, sospetta, in ospedale ha messo in allarme gli agenti del commissariato Colombo. La vittima, rintracciata, anche in quell'occasione, seppur con varie ecchimosi, l'ulna e radio fratturati, aveva cercato di proteggere il compagno con dichiarazioni fuorvianti.

I poliziotti, adeguatamente formati per casi simili, non hanno però mollato il caso e, dopo alcuni giorni, sono riusciti a rintracciare la vittima nella propria abitazione. Qui hanno trovato la casa con gli arredi sfondati e sulle pareti alcune tracce di sangue. Solo dopo alcune ore la donna ha trovato il coraggio di raccontare agli agenti i 13 anni di violenze subite formalizzando la denuncia e fornendo anche alcune foto che lei stessa si era scattata dopo ogni violenza.

L'uomo di 51 anni, oltre a colpire la compagna con inaudita violenza, minacciava la compagna anche di sfregiarla con l'acido.

Il GIP del Tribunale di Roma, esaminate tutte le carte, ha accolto la richiesta degli inquirenti e ha emesso una misura cautelare a carico del suo aguzzino: sono stati gli stessi agenti del commissariato Colombo ad eseguire il provvedimento e ad accompagnarlo in carcere.  

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