Giubileo, sicurezza ai tempi dell'Isis: duemila uomini in campo e movida sorvegliata speciale

Un nuovo dispositivo di sicurezza, illustrato questa mattina da questore e prefetto, entrerà in vigore da lunedì 23 novembre. D'Angelo: "Abbiamo competenze, risorse e preparazione per affrontare l'evento"

Più uomini nei luoghi caldi senza dimenticare la periferia, dispositivi elettronici per il filtraggio dei grandi eventi, controlli a tappeto sui mezzi del trasporto urbano, precisi protocolli in caso di emergenze, e pattugliamenti nelle zone di movida, rientranti a pieno titolo dai fatti di Parigi nella lista degli obiettivi sensibili. E' tutto contenuto nelle duecento pagine di ordinanza per il Giubileo ai tempi dell'Isis. Un nuovo dispositivo di sicurezza, illustrato questa mattina dal questore D'angelo e dal prefetto Gabrielli, in vigore da lunedì 23 novembre, a 15 giorni dall'apertura della Porta Santa. Un tempo giusto per testare il piano e, nel caso, correggere il tiro. 

Il questore non ha dubbi sul funzionamento della macchina: "Abbiamo competenze, risorse e preparazione per affrontare l'evento". E precedenti che giustificano l'ottimismo: "Ricordiamoci che ci siamo misurati con il periodo più buio nella storia del Paese, il terrorismo degli anni di piombo". La paura esiste, e le minacce pure, ma "con il gioco di squadra e l'intervento di tutte le istituzioni coinvolte", Roma fronteggerà l'allerta. A partire dai numeri. 

SICUREZZA E GRANDI EVENTI - Duemila uomini in campo, tra polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia Locale, pronti a coprire il territorio con volanti, moto, e pattuglie a piedi. Tutto rafforzato, con controlli quotidiani e capillari, per siti sensibili, ambasciate, basiliche, percorsi giubilari, porti, aeroporti e stazioni. Ordinanze ad hoc riguarderanno poi i singoli grandi eventi che prevedono gli afflussi maggiori di pellegrini. Dall'esposizione della salma di Padre Pio alla santificazione di Madre Teresa, la città potrà contare su ulteriori risorse che verranno concesse dal dipartimento di Pubblica Sicurezza. E già per l'otto dicembre sono previsti filtraggi a San Pietro con l'utilizzo massiccio di metal detector, i Rapiscan, per il controllo su borse e bagagli. 

TRASPORTI E MOVIDA - Stessa attenzione verrà data ai trasporti, con presidi nelle metropolitane, dove si applicheranno tutti i protocolli di sicurezza per eventuali allarmi bomba, e agenti in uniforme anche sugli autobus, pronti per eventuali perquisizioni di soggetti sospetti. E perquisizioni potrebbero toccare anche nei quartieri di movida, in un banalissimo venerdì sera. Trastevere, San Lorenzo, Testaccio, nei luoghi di particolare assembramento di cittadini verrà incrementato il numero di volanti a pattugliare la vita notturna. Controlli che, precisa il questore, "ci sono sempre stati" ma che da oggi "saranno più stringenti perché sentiamo la necessità di rinforzarli nelle zone in cui c'è presenza di giovani".

LO STADIO - Il dispositivo di sicurezza toccherà anche le attività ricettive, b&b e affitta camere, e ovviamente lo stadio Olimpico. "E' un potenziale pericolo e il controllo non ne è facile. Ma siamo tra i pochi in Europa che già facciamo i non graditi controlli prefiltraggio. Da oggi saremo più rigidi, e useremo anche strumenti elettronici". Sì, perché gli strumenti per operare al meglio non mancano, e le polemiche su dotazioni insufficienti ai reparti per il compito straordinario del Giubileo, vengono rimandate al mittente. 

DOTAZIONI AGLI AGENTI -  "Quello che si legge sui giornali sono sciocchezze - taglia corto il questore - il materiale per operare al meglio c'è". O meglio, ci sarà. "Proprio per venire incontro alle esigenze degli operatori, abbiamo chiesto al ministero il potenziamento dispositivo, tra cui quello principe dei giubbotti antiproiettile, possibilmente di nuova generazione" ha aggiunto Gabrielli, precisando che "rispetto alle dotazioni sicuramente ci sono criticità, ma non nelle dimensioni così catastrofiche che riportano i media".

L'APPELLO AI GIORNALISTI - Ed è alla stampa che viene rivolto l'appello finale a sobrietà e senso di responsabilità per arginare le psicosi collettive. "Meglio uno scoop in meno che un accertamento in più, abbiamo tutti l'esigenza di fornire alle nostre collettività informazioni quanto più certificate. Credo che in questi momenti così difficili il vostro ruolo sia fondamentale". Che il filtraggio insomma non sia solo sui pellegrini a San Pietro, o sui tifosi allo stadio, ma anche su notizie e falsi allarme, da verificare una volta di più. 

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