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G8, "Carlo vive, sbirri infami": petardi contro la caserma dei carabinieri

Due grossi petardi, poi esplosi, sono stati lanciati stanotte nel cortile esterno della caserma Roma - Medaglie d'Oro e di fronte all'edificio. I militari al lavoro per rintracciare i colpevoli

Redazione21 luglio 2012
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Azione nella notte a Roma contro una caserma dei carabinieri, in occasione dell'anniversario della morte Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante il G8 del 2001. Due grossi petardi, poi esplosi, sono stati lanciati nel cortile esterno della caserma Roma-Medaglie d'Oro e di fronte alla caserma è stata fatta la scritta: "Carlo vive, sbirri infami". I carabinieri stanno vagliando le telecamere per tentare di identificare i responsabili.

PREFETTO PECORARO - Il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha espresso "vicinanza all'Arma dei carabinieri per l'azione criminosa della scorsa notte a danno di una caserma della Capitale", contro la quale sono stati lanciati petardi, in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Carlo Giuliani, morto il 20 luglio del 2001 durante il G8 di Genova. "Le azioni intimidatorie - prosegue il prefetto in una nota - non impediranno alle forze dell'ordine di continuare nella lotta contro il crimine organizzato ed eversivo, sempre con medesimo impegno e determinazione istituzionale".

VICINANZA  ALEMANNO - Vicinanza all'operato dei carabinieri anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Esprimo vicinanza e solidarietà all'Arma dei Carabinieri per il gesto vigliacco di ieri notte: il lancio dei petardi e le scritte ingiuriose contro la Caserma di via delle Medaglie d'Oro. Gli uomini dell'Arma, in questi anni, hanno contribuito in maniera professionale ed encomiabile a innalzare gli standard di sicurezza in città, anche attraverso i controlli interforze previsti dai "Patti per Roma Sicura". Un gesto che deve essere condannato con vigore da tutte le forze politiche perché vuole colpire una delle istituzioni più amate e rispettate del Paese e perché, nella sua demenzialità violenta, dimostra che ci sono ancora personaggi che distorcono la realtà per alimentare un odio inconsulto che produce solo altro odio".

GESTO VILE - Sulla stessa linea del sindaco della Capitale anche il presidente della Regione Lazio Renata Polverini: "Desidero esprimere solidarietà, a titolo personale e a nome della Regione Lazio, all’Arma dei Carabinieri per il vile gesto di intimidazione alla la caserma Roma-Medaglie d'Oro. Siamo vicini a uomini e donne impegnati ogni giorno impegnati a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini anche a rischio della loro incolumità e che assolutamente non meritano gesti come quello di questa notte”.

 

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5 Commenti

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  • Avatar di Massimo

    Massimo Mi aggiungo alle vostre parole, avete già detto tutto voi.
    Se se ne stava a casa a farsi i fati suoi forse oggi era ancora vivo.
    Era comunque un facinoroso, quindi per quel che mi riguarda senza più diritti di tutela.
    Per quanto riguarda i gruppi organizzati presenti ad ogni manifestazione bhè, dovrebbe dar da pensare.

    il 23 luglio del 2012
    • Avatar di Frank SERPICO

      Frank SERPICO Beh sono gli stessi che in queste ore in VAL SUSA "protestano" contro la TAV, e magari questi signori nemmeno abitano là!!!!!!!!

      il 23 luglio del 2012
  • Avatar di Tocanpa

    Tocanpa Io non capisco la ragione per cui un giovane esaltato che viene fotografato con il viso coperto, mentre ha in mano un estintoe che tenta di lanciare contro una camionetta dei carabinieri, viene commemorato come un eroe, o vittima . In fin dei conti in questo Paese possiamo protestare e manifestare liberamente, ma non possiamo accettare che la protesta diventi rivolta e terrorismo.
    Mi dispiace per il giovane Carlo, ma mi chiedo i genitori? Sono fieri di Carlo?

    il 22 luglio del 2012
    • Avatar di alessio

      alessio non penso che ne siano fieri.e' giusto protestare ma non e' giusto che la protesta diventi violenza,non porta a nulla

      il 23 luglio del 2012
  • Avatar anonimo di Luigi Stillavato

    Luigi Stillavato Il paese dei balocchi e le favole delle mille e una notte...
    I cittadini si lamentano della criminalità in costante aumento e santificano un orafo che spara e uccide un rapinatore per salvare la propria incolumità e quella della famiglia, allo stesso tempo piangono e proclamano vittima un teppista che tenta di lanciare un estintore contro una vettura dei carabinieri. Siamo sempre alle solite, in questo paese manca il senso del rispetto e della disciplina. ad ogni manifestazione ci sono sempre gruppi organizzati che provocano disordine e danni anche a coloro che non stanno manifestando, bruciano auto in sosta, rompono vetrine, danno fuoco ai cellulari delle forze dell'ordine, e attaccano anche cittadini che magari sono li per protestare pacificamente, poi scoppia la tragedia, dove un teppista muore mentre aveva preso di mira una pattuglia assaltandola con un estintore. Sono del parere che in questo paese servono pene più severe contro chi commette un reato, senza attenuanti o quant'altro. Chi uccide deve finire dentro a vita senza sconti, qui si condannano persone che rubano per fame e finiscono in galera, mentre per i reati maggiori, passano pochi anni e i criminali vengono messi in libertà.
    Questa notizia è fuori luogo per fatti e per tempi, bisogna stare in silenzio e non dare adito a questa gente per commettere fatti che li portino sulle pagine dei mass media, il silenzio ferisce ancora più delle polemiche o delle prese di parte.

    il 22 luglio del 2012