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Carceri, garante: "Negato permesso a detenuto per discutere la tesi"

Angiolo Marroni critica il trattamento riservato dal Magistrato della Sorveglianza per un uomo di 40 anni detenuto da cinque al carcere di Regina Coeli. Il diniego a poche ore dalla discussione per chiudere il ciclo universitario

Redazione28 luglio 2012
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Dopo un eccellente percorso universitario triennale, si stava preparando a discutere la tesi di Laurea in lettere e filosofia - corso Dams - all'Università di Roma Tre. Ma, a poche ore dalla convocazione davanti alla Commissione di Laurea, il Magistrato di Sorveglianza gli ha negato la richiesta di permesso, facendo sfumare tutto. Protagonista della vicenda, che il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni non ha esitato a definire "incredibile e avvilente" - un detenuto 40enne del carcere di Regina Coeli, recluso nella struttura di via della Lungara da oltre cinque anni e con un residuo di pena da scontare di un anno.

LA TESI - Il detenuto, che negli ultimi tre anni aveva sostenuto, con successo, venti esami universitari ed aveva preparato con cura la propria tesi di laurea: un'analisi dei disegni e degli scritti realizzati, all'interno dei campi di sterminio nazisti, dalle vittime della Shoah, aveva chiesto un permesso orario per recarsi in Facoltà e poter discutere la tesi davanti al Commissione, forte anche dei pareri positivi espressi dalla Direzione del carcere e dal Garante dei Detenuti che, dal canto proprio, si era anche offerto di accompagnarlo alla discussione, dopo averne seguito, attraverso i suoi collaboratori, il percorso didattico.

PERMESSO NEGATO - Quindi l'amara sorpresa, come spiega ancora il Garante dei detenuti del Lazio: "Per una settimana la Magistratura di sorveglianza, ha tenuto tutti in attesa: la famiglia, il detenuto, il nostro ufficio, la direzione del carcere, l'Università. Poi, a poche ore dalla discussione, ha deciso di respingere la richiesta di permesso facendo sfumare tutto. Alla base del diniego vi sarebbero motivi di legittimità visto che, secondo il Magistrato, Simone sarebbe in attesa dell'esito dell'impugnazione del rigetto di un permesso richiesto lo scorso gennaio. Una vicenda discussa dai legali dell'uomo a maggio e da due mesi in attesa dell'esito. Ma la storia - sempre secondo Angiolo Marroni - è anche lo specchio della complicata situazione in cui versa il Tribunale di Sorveglianza di Roma, caratterizzata da ritardi e lentezze nel rispondere alle esigenze del sistema carcerario e, in alcuni casi, da una durezza nelle decisioni verso chi deve scontare la pena e non merita un ulteriore grado di giudizio".

DISCUSSIONE RINVIATA - "Questa vicenda - ha concluso Marroni - è uno schiaffo all'impegno di tante persone che sul recupero sociale dei detenuti investono molto. Per garantire il lieto fine non sono bastate le relazioni positive di chi con quest'uomo lavora quotidianamente, né i motivi di risocializzazione e di riscatto culturale. E, come degna conclusione, il neolaureando ci ha ufficialmente detto di non volersi più laureare in carcere. Aspetterà di farlo fra un anno, quando sarà un uomo libero".

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11 Commenti

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  • Avatar di americani

    americani Io fossi direttore niente esami,lo avrei mandato a fare i lavori forzati.A Questa gente gli diamo pure un letto e dà mangiare gratis.

    il 28 luglio del 2012
    • Avatar anonimo di Francesca

      Francesca e l'università costa pure ... avrà pagato di tasca sua??

      il 28 luglio del 2012
  • Avatar di Alessandra

    Alessandra Quanti giudici qui sotto!!!!
    vi chiedo:
    1) il carcere è una misura di prevenzione e riabilitazione oppure è semplicemente un chiudere una porta e chiudere gli occhi?
    2) il carcere dovrebbe riabilitare le persone...e vietare di uscire per andare a fare la tesi di laurea che significato ha? che riabilitazione è? che educazione da?
    3) parlate del fatto che non è giusto farlo uscire per rispetto alla/e vittima/e, ma voi che ne sapete perché questo è entrato in carcere? i reati non sempre fanno vittime!
    4) Gli ergastoli sono abbastanza rari, una persona può scontare un periodo della sua vita in carcere perché ha commesso dei reati, io vi chiedo se secondo voi il carcere si deve limitare a non far fare il reato per un periodo (cioé il periodo in cui la persona è incarcerata) oppure il carcere deve essere uno strumento per cui chi esce da lì poi ha le motivazioni, gli strumenti (perché magari si è laureato o ha acquisito competenze che non aveva) di vivere legalmente?

    come può un carcerato che prima di entrare ha, per sempio, solo rubato poi uscire e non rifarlo più? cosa ha fatto il carcere per riabilitare alla vita legale un reo? pensate veramente che come ai bambini (e manco a loro....pedagogisti insegnano che anche per i bimbi una punizione e basta non li renderà ubbidienti) basta dire tu stai in carcere perché hai sbagliato allora il reo capirà?

    il 28 luglio del 2012
    • Avatar di Pino

      Pino Sempre dalla parte di Caino eh? Ma Abele che t'ha fatto? :DRaramente chi esce dalle patrie galere si ravvede e trova la strada della legalità, quasi sempre trova più remunerativo continuare a delinquere. La visione onirica che offrendo un'opportunità diversa diano una svolta al percorso della loro vita vuol dire rifiutare di vedere chiaramente che i risultati fin'ora sono scarsini.

      il 28 luglio del 2012
      • Avatar di Alessandra

        Alessandra è proprio perché quello che dici è vero che forse bisognerebbe cambiare qualcosa...la galera, il carcere così come è organizzato non risolve il problema...io spero di risolvere il problema delle recidive dicendo che il carcere deve dare delle opportunità...studi dimostrano (ma li devo andare a cercare...un po' di tempo fa' ho pure pubblicato il link) che carceri che "insegnao" un lavoro, che danno l'opportunità di fare qualcosa hanno meno recidivi degli altri...
        se il notsro fine è quello di avere meno reati forse cambiare tipologia di carcerazione o meglio dare la possiblità ai carcerati di imparare qualcosa può aiutare a raggiungere il nostro scopo, no?
        (naturalmente ci sono reati e reati, persone e persone..non tutto è uguale

        il 29 luglio del 2012
        • Avatar di Pino

          Pino Sostanzialmente segui la strada percorsa da Mussolini, quando impegnava i detenuti per eseguire i lavori nella costruzione di strade etc...Anche se prima il ladro era colui che per fame andava a rubare e quindi era una spinta di un bisogno primario che lo costringeva a fare un reato, ora, per fame non ruba nessuno. Concordo con il fatto che ci sono reati e reati, persone e persone, ma temo che i risultati positivi siano molto pochi, però tentare con quei pochi si potrebbe fare, ovviamente credo che tu sappia che c'è già ci sono delle  cooperative sociali che si occupano di questo...tipo la 29 giugno.

          il 29 luglio del 2012
          • Avatar di Alessandra

            Alessandra si ci sono delle cooperative sociali (che però non conosco personalmente), ma sai bene anche tu come sono messe le carceri italiane e non è facile ....
            regina coeli per esempio non è un carcere "modello" anzi ...e se un ragazzo si è messo a studiare non gli si può impedire di laurearsi per delle mere questioni burocratiche...

            il 29 luglio del 2012
  • Avatar di Pino

    Pino Aldilà del fatto increscioso, fatta da una burocrazia con i paraocchi, in parecchi escono prematuramente in virtù dei benefici di legge che permette di uscire anche per lavoro, ciò non toglie chi sta in carcere è perché ha commesso un reato! Schierarsi dalla parte di chi sbaglia non lo ritengo giusto, è soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime. Ribadisco che nel caso in sè potevano trovare una soluzione congeniale sia per il carcerato sia per magistrato della sorveglianza.

    il 28 luglio del 2012
  • Avatar anonimo di Francesca

    Francesca beh è proprio il sistema che è sbagliato.. avrebbero dovuto fare l' esame di laurea nel carcere e non far uscire un detenuto dalla struttura...

    il 28 luglio del 2012
  • Avatar di americani

    americani io abolirei il carcere,pene gravi sedia elettrica,minori reati tipo furto arresti domiciliari.

    il 28 luglio del 2012
  • Avatar di Alessandra

    Alessandra E' UNA VERGONA le carceri italiane sono solo dei LAGER (a tema con la tesi che veniva discussa!) che non permettono di ricrearsi una vita, di conoscere il valore della legalità....
    poi ci lamentiamo che chi esce dal carcere ci torna con le recidive....il carcere non isegna nulla e quei pochi che provano ad avere un riscatto sono anche puniti così....
    Solidarietà a questo detenuto

    il 28 luglio del 2012