Patto per Roma sicura: la polizia penitenziaria, assenza forzata oppure poca considerazione?

Patto per Roma sicura: la polizia penitenziaria, assenza forzata oppure poca considerazione?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

 Al termine di un vertice di sicurezza, svoltosi l'altro ieri, a cui hanno partecipato il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano e i vertici delle forze dell'ordine locali, il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha auspicato l'aggiornamento annuale degli aspetti finanziari del famoso “Patto Roma Sicura”. Ad affermarlo è una nota del Lisiapp il Libero Sindacato Appartenenti alla Polizia Penitenziaria – che sottolinea che il patto fu’sottoscritto per la prima volta il 18 maggio 2007 dal Prefetto, dal Sindaco Gianni Alemanno e dai Presidenti della Provincia di Roma e della Regione Lazio, il Patto ha l'obiettivo di potenziare la relazione operativa delle Autorità locali al fine di raccogliere informazioni più puntuali, controllare il territorio in modo più capillare e razionalizzare la rete dei presidi fissi e mobili delle forze dell'ordine. Con l’ultima riunione è stato elaborato un complesso piano d'azione che i massimi rappresentanti degli enti locali e delle autorità di pubblica sicurezza si sono impegnati a rispettare. La recente ondata di fenomeni criminogeni nella Capitale ha riportato al centro dell'attenzione il problema sicurezza: Mantovano ha annunciato per settembre un protocollo che prevede un intervento attivo di vigilantes, che avranno una linea dedicata per segnalare anomalie. I vigilantes erano previsti già dal Patto sottoscritto nel 2007: si parlava di una una rete di sicurezza sussidiaria col personale delle diverse società pubbliche che operano nel campo della mobilità, con le categorie di lavoratori impegnate nel settore della mobilità (ad es. settore radio taxi) e con le associazioni di volontariato. Nell'interesse della città di Roma, vigilantes a parte, è auspicabile che molti degli intenti previsti dal Patto trovino effettiva realizzazione. Se da un lato è stata realizzata la Sala Sistema Roma, dall’altro tra le forze di polizia chiamate in campo manca solo il corpo di polizia penitenziaria. Questa assenza fanno notare dal LISIAPP ha un sapore amaro per tutti gli appartenenti in servizio nella capitale,perché coinvolgere i vigilantes in pattugliamenti congiunti ovvero di osservatori attivi sul territorio, e una forzatura alla costituzione italiana che deputa il controllo esclusivamente alle cinque forze di polizia dello stato , competenti per compiti istituzionali. Inoltre non puo’ essere messa in discussione la professionalità degli uomini e donne della polizia penitenziaria e tanto meno passare in secondo piano rispetto ai vigilantes che non ricoprono né un ruolo strettamente giuridico né la qualifica di polizia giudiziaria. E’ pur vero che attualmente sono investiti della qualifica di incaricati di pubblico servizio ma solo ed esclusiva mete nell’espletamento delle loro mansioni che sono la vigilanza dei beni privati e/o pubblici.  E' forse auspicabile aggiungono dalla Segreteria Generale del Lisiapp una sua rielaborazione unitamente ad un rafforzamento delle forze dell'ordine ad esempio,coinvolgere i nuclei operativi della polizia penitenziaria in servizio nelle strutture della capitale.    

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