Pacco bomba all'Igeam di Trastevere: il plico esplosivo confezionato da un anarchico

La busta con pluriball era destinata alla società Ladisa Ristorazioni ma venne recapitata in via Benaglia. Ad incastrare il 'bombarolo' l'esame del DNA

Foto Polizia di Stato

E' un 40enne veneto il bombarolo che nel marzo 2016 confezionò un plico esplosivo indirizzato ad una società romana di ristorazione ma recapitato alla Igeam di via Francesco Benaglia a Trastevere. A distanza di quasi quattro anni la Digos di Torino ha arrestato un anarchico italiano di Cerro Veronese (Verona) nella mattinata di martedì 26 novembre. Lo scrive Davide Petrizzelli per TorinoToday

Si tratta dello sviluppo di un'operazione, denominata 'Scintilla', che aveva portato all'arresto di sei esponenti del centro sociale Asilo Okkupato di Torino (che fu sgomberato contestualmente) per 15 attentati mediante l'invio di plichi postali a ditte e società con sede a Torino, Bologna, Milano, Roma, Bari, Ravenna, e per la collocazione di altri sei ordigni rudimentali (taniche di benzina con innesco esplosivo) davanti a uffici delle Poste di Torino, Bologna e Genova. Nel mirino del gruppo finivano sempre aziende collegate in qualche modo ai centri di permanenza e rimpatrio dei migranti irregolari sparsi sul territorio nazionale.

'Bombarolo' incastrato dal Dna: il video 

Il dna dell'uomo è stato rintracciato su un ordigno indirizzato alla società Ladisa Ristorazioni ma recapitato alla Igeam di via Benaglia a Roma l'8 marzo 2016 (società che si occupa di servizi per l'ambiente, la salute e la sicurezza per imprese ed Enti di ogni settore). 

Contenuto in una busta con pluriball, era costituito da in sistema di attivazione con batteria a nove volts e un innesco mediante una lampadina alogena con il bulbo di vetro rotto e filamenti a contatto con una carica esplosiva costituita da 22 grammi di polvere pirica. La bomba si sarebbe attivata all'apertura della busta.

Un plico identico era stato inviato alla ditta Crea di Ravenna qualche giorno prima. Si ipotizza che la fabbricazione sia la medesima. 

Lo scorso 30 marzo 2019, in occasione della manifestazione internazionale degli anarchici tenutasi a Torino, l'arrestato odierno era nel 'blocco nero' intercettato dalla polizia in via Aosta. Tutti furono denunciati per il possesso di un arsenale in grado di devastare la città. Il giorno dopo fu recapitato un pacco esplosivo alla sindaca Chiara Appendino.
 

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