Ostia: lotta tra clan, il potere di Spada e Fasciani vacilla. Ecco i 'napoletani' che "vogliono prendersi tutto"

Dietro l'agguato contro il nipote di Carmine Fasciani del novembre 2017 un "conflitto per il riposizionamento delle zone di influenza criminale" sul litorale romano

Per l'agguato a Disco Giro Pizza è stato arrestato Michele Cirillo

Un duplice tentato omicidio per un 'buffo' di 50mila euro con i "Napoletani" di Ostia. Un'azione delittuosa dietro alla quale si nasconde il "conflitto e riposizionamento delle zone di influenza" che interessano i gruppi criminali operanti sul litorale romano. Questo il quadro che emerge dietro l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Michele Cirillo, uomo di fiducia di Marco Esposito, conosciuto come "Barboncino". Il 39enne di Ostia è infatti stato arrestato con l'accusa di duplice tentato omicidio per l'agguato avvenuto lo scorso 23 novembre alla Disco Giro Pizza di viale delle Canarie, in cui vennero raggiunti da almeno quattro colpi esplosi da una pistola calibro 7.65 Alessandro Bruno, titolare dell'esercizio commerciale, e soprattutto Alessio Ferreri, fratello di Fabrizio, alias "Dentone" entrambi nipoti di Terenzio, detto "Garibaldi" e del boss Don Carmine Fasciani, attualmente ristretto in carcere in regime di 41 bis. 

Lotta fra clan ad Ostia 

Proprio in questo ambito si inserisce il lavoro della Procura di Roma ed in particolare della Direzione Distrettuale Antimafia che  ha evidenziato "delle dinamiche criminali di contrapposizione armata che vedono da anni su fronti diversi l'alleanza Fasciani-Spada e soggetti quali Michele Cirillo", vicino a quello stesso Marco Esposito che "nel luglio del 2013 fronteggiò in un reciproco armato tentato omicidio Ottavio Spada"

Napoletani contro Fasciani e Spada 

Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip contro Michle Cirillo il magistrato ha anche riconosciuto "l'aggravante del metodo mafioso", per aver il "soggetto agito avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416 bis in una dinamica di contrapposizione armata sul territorio tra associazioni criminali". Alessio Ferreri, non era quindi un bersaglio qualunque, a cui far pagare il debito terzo di cui si era fatto responsabile il fratello Fabrizio. Un nome importante quello di "Dentone", arrestato nel maggio del 2017 nell'ambito dell'operazione antidroga Critical. Un'inchiesta che rivelò diversi schemi criminali. Ferreri, uomo di Pippo Calò, è stato "autista del boss Francesco D'Agati, accreditato di essere stato l'artefice della 'pax criminale' tra i gruppi ostiensi Triassi e Fasciani" prima dell'allenza di questi ultimi con gli Spada e l'ascesa criminale della famiglia.

Dall'attentato a Disco Giro Piazza all'arresto di Roberto Spada 

Uno scenario articolato, ricco di legami. L'attentato a Disco Giro Pizza ha poi portato ad un effetto domino fino all'operazione che lo scorso 25 gennaio permise di colpire duramente il clan Spada portando all'arresto degli esponenti del sodalizio criminale e dei due capi Romoletto e Roberto Spada. 

"I napoletani vogliono prendersi tutto"

Gli Spada, storici alleati dei Fasciani smantellati con l'operazione 'Nuova Alba', come è emerso anche dall'ordinanza dell'operazione Eclissi, avevano in corso una faida con i 'napoletani' rappresentati sul territorio da 'Barboncino', al quale Michele Cirillo risulta strettamente legato. Una guerra che ha anche interessi sui chioschi delle spiagge di Ostia. 

Da Nuova Alba all'Operazione Eclissi 

Dopo l'operazione Nuova Alba, che ha inferto un duro colpo al potere criminale dei Fasciani con l'arresto di Don Carmine, ed i 32 arresti del clan Spada arrivati con l'operazione Eclissi, i "napoletani" sarebbero quindi ritornati alla carica contro i loro storici nemici. Una questione che emerge anche da alcune intercettazioni telefoniche che nel gennaio di questo 2018 delinearono un ulteriore allarmante quadro della criminalità operante ad Ostia. Pomo della discordia tra gli Spada ed i 'napoletani' fu anche un chiosco sul lungomare Paolo Toscanelli.

Il chiosco della discordia 

Quel chiosco, ora Bahia, già noto ad Ostia Ponente. Nel corso degli anni più volte ha cambiato nome e gestione e si trova sul tratto dell'arenile dove sono situati anche gli altri chioschi bar e le spiagge libere attrezzate che le investigazioni condotte all'epoca dell'operazione Anco Marzio avevano fatto emergere essere in orbita ad esponenti della Banda della Magliana. Nella notte del 14 luglio 2015 ci fu un attentato incendiario e da lì, i gestori (tre, ma in disaccordo tra loro) si affidarono agli Spada per essere protetti. Il 16 febbraio 2016 il chiosco subisce un attentato incendiario. Uno dei tre soci decide di "allearsi" con gli Spada ma poco dopo Ottavio Spada, che si sarebbe dovuto occupare della loro protezione, viene arrestato nell'operazione Sub Urbe. 

Dagli Spada ai Napoletani

Nell'apparente vacanza di tutela, gli altri due gestori del chiosco decidono così di rivolgesi ad un romeno ex dipendente di Hakuna Matata gestito dal pregiudicato Cleto Di Maria. L'ingresso del pregiudicato romeno, formalmente come bagnino, innescherà una serie di problematiche legate all'appartenenza di quest'ultimo alla compagine dei 'napoletani' contrapposta agli Spada. 

Agguati contro Carmine 'Romoletto' Spada 

A fine 2016 altri elementi che fanno vacillare il trono di Spada. Il 4 e l'8 novembre del 2016 Carmine"Romoletto" Spada è vittima di due agguati a colpi di pistola. Poi c'è un terzo tentativo di omicidio: la vittima sarebbe stata Roberto Spada. Le vicende, secondo chi indaga, sono di rilievo perché registrano il momento "massimamente critico ed emergenziale".  

La testata di Roberto Spada 

Nell'ottica dell'omertà di un boss, nessuno denuncia gli episodi. Ma la preoccupazione c'è, tanto che Romoletto si procura una scorta fatta da suo nipote e dal suo braccio destro, Alessandro Rossi detto Sandrone. Quando individua il mandante del suo tentato omicidio vuole vendicarsi ma i boss Fasciani lo bloccano. Il tempo passa, la tregua sembra durare. Poi la testata di Roberto Spada innesca un effetto domino. 

Gli attentati di novembre 2017 

Pochi giorni dopo l'arresto di Roberto, l'agguato ad Alessio Ferreri, fratello di 'Dentone', entrambi nipoti di Terenzio Fasciani, fratello del boss Carmine Fasciani. Passano quattro giorni e cinque colpi di pistola si conficcano contro la porta di casa di Silvano Spada. I 32 arresti dell'operazione Eclissi hanno decapitato il clan Spada: ora qualcun'altro brama quel posto, per avere il "potere" su Ostia. Nella giornata di ieri l'arresto di Michele Cirillo, legato a Barboncino ed ai "Napoletani", dà riscontro alle indagini della DDA. Una pressione costante quella della magistratura romana che dal 2013 ha cominciato a stringere  la  morsa contro i gruppi criminali operanti ad Ostia passando dagli oltre 300 arresti di 5 anni fa (relativi ad ogni tipo ed ordine di reato) agli oltre 500 effettuati nel 2017. 

Chi è Marco Esposito detto Barboncino

Ormai il nome di Marco Esposito detto Barboncino è sempre più temuto. Un "cane sciolto" che nel 2011 fu arrestato per una gambizzazione in via Libetta. Un carattere irrequieto motivo per cui, in passato, don Carmine Fasciani, lo mise alla porta. Da quel momento, Esposito si è messo in proprio. Oggi sarebbe lui il capo del gruppo dei "napoletani". Un appellativo che è il frutto della parentela acquisita di Esposito con i Casalesi e gli intrecci con i fratelli Guarnera di Acilia che hanno il controllo dei videopoker e delle slot machines. 

Gli affari dei 'napoletani' ad Ostia 

I business dei "napoletani" però sono diversi: anche la vendita delle armi e lo spaccio di stupefacenti. E' proprio lì su cui Esposito vuole mettere le mani: la cocaina, la più redditizia. Sulla scalata di Esposito i segnali si moltiplicano. La rottura della tregua con gli Spada e i Fasciani risale al 2013. 'Barboncino' ed i suoi hanno aspettato il loro turno, con i clan Fasciani e Spada decimati dagli arresti sono pronti a subentrare. 

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