San Camillo: "Pronto soccorso al collasso, lesa la dignità della persona"

"Pazienti ammassati in stanze e nei corridoi attendono per giorni un posto letto", dichiara Bruno Schiavo, rappresentante sindacale. Medici e operatori sanitari in agitazione: "Le misure fatte per risparmiare hanno peggiorato la situazione"

Pronto soccorso del San Camillo (foto Pd Regione Lazio)

Capita che il padre di una bambina con febbre alta debba smontare il sedile della sua automobile per la mancanza di barelle e posti letto, oppure che i medici debbano fare un massaggio cardiaco ad un anziano steso su un materassino poggiato sul pavimento, come denunciato dal consigliere Montino. Succede al Pronto soccorso del San Camillo-Forlanini, uno degli ospedali più grandi d'Europa e centro di riferimento regionale per le patologie più critiche e in emergenza.

"L'ospedale versa in condizioni drammatiche, in particolare il Pronto soccorso dove quotidianamente c'è una situazione di affollamento: persone in barella nei corridoi o in grosse stanze, uno a fianco all'altro, che aspettano posti letto per 24, 48, 72 ore". La denuncia è di Bruno Schiavo, medico e segretario aziendale Anaao Assomed, associazione dei medici dirigenti. Diverse sigle sindacali, in rappresentanza di medici e operatori sanitari, sono in stato d'agitazione dai primi giorni di febbraio.

"Per la chiusura di altre strutture sanitarie - continua Schiavo - al San Camillo si è avuto un incremento significativo della richiesta per le patologie più gravi, con il risultato che manca lo spazio fisico per assistere i pazienti". E il piano regionale di riordino ospedaliero? "Le misure fatte per risparmiare hanno decisamente peggiorato la situazione - dichiara il rappresentante sindacale - con il blocco del turnover che genera le mancate assunzioni di personale. Per giunta 5 anni fa ci fu il taglio di circa 200 posti letto...".

Il disagio per pazienti e operatori, "i primi costretti a lunghe file in spazi insufficienti alla gestione di un'elevata affluenza, i secondi obbligati ad operare in contesti difficili, genera anche un grave pericolo per la sicurezza e un'offesa alla dignità della persona assistita e del personale medico", denuncia Schiavo. Un ospedale, si sa, non vive solo di emergenze: e allora com'è la situazione per quelle persone in attesa di prestazioni ospedaliere non di urgenza? "Tutto viene rimandato alle calende greche" è la risposta lapidaria del segretario dell'Anaao.

Sul sito Internet del Pd del Lazio alcune foto documentano le condizioni di intervento sui pazienti al Pronto soccorso del Forlanini. Ieri il capogruppo del Partito democratico alla Regione Lazio, Esterino Montino, ha incontrato una delegazione di medici e infermieri del San Camillo: "Si è superato il limite della vergogna - ha dichiarato Montino - e i medici mi hanno comunicato che, se non saranno presi provvedimenti immediati, presenteranno a breve una denuncia alla Procura della Repubblica per interruzione di servizio pubblico d’emergenza, omissione di atti d’ufficio e disastro colposo".

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