Il tavolino 'selvaggio' finisce in tribunale: ricorso al Tar contro l'ordinanza

A impugnarla è l'associazione Riprendiamoci la Notte. "Non serve a limitare il fenomeno, rischia di generare altre centinaia di esercenti abusivi"

L'ordinanza contro il tavolino 'selvaggio' non convince tutti. Anzi, spinge qualcuno addirittura in tribunale. Questa mattina l'Associazione 'Riprendiamoci la Notte' ha notificato al Tar il ricorso contro il provvedimento che nelle intenzioni del Campidoglio dovrebbe una volta per tutte combattere l'abusivismo commerciale legato alle occupazione di suolo pubblico.

"A nostro avviso, invece - spiega Fabio Mina, Presidente di Riprendiamoci la notte-Confimprese Roma - questa ordinanza non solo non servirà a limitare il fenomeno, ma finirà per far diventare abusivi anche tutti quegli esercenti del centro storico che ricadono nei piani di massima occupabilità e il cui titolo per occupare il suolo pubblico scadrà alla fine di quest'anno".

"Mentre non avranno fatto una nuova domanda e dovranno attendere la risposta del Municipio Centro Storico - continua Mina - che a volte impiega anche 6 mesi per rispondere, saranno a tutti gli effetti considerati abusivi totali e dunque dovranno incorrere, secondo l'ordinanza, nella chiusura dell'esercizio per un minimo di cinque giorni e poi, alla seconda sanzione, non avranno la possibilità di richiedere un nuovo titolo per occupare per i successivi due anni. L'ordinanza, dunque, non solo non è risolutiva del problema dell'abusivismo commerciale, che come associazione abbiamo sempre combattuto, ma rischia di generare altre centinaia di esercenti abusivi. E questo è assurdo".

L'ORDINANZA - Dallo scorso 28 novembre bar, ristoranti o altri esercizi commerciali che occupano in modo totalmente o parzialmente abusivo il suolo pubblico del I municipio di Roma, quello del centro storico, rischiano di chiudere. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha firmato un'ordinanza che stabilisce quali sono i provvedimenti da prendere nei confronti di chi non è in regola.

"Con la mia ordinanza - spiegava il sindaco - si possono chiudere i locali che fanno occupazione di suolo pubblico, totalmente o parzialmente". In pratica, "per le occupazioni totalmente abusive su sede stradale dopo la multa scatta la chiusura per 5 giorni e, in caso di recidiva, l'inibizione al rilascio per qualsiasi autorizzazione per i due anni successivi". Per chi ha un'autorizzazione ma non è in regola con il permesso rilasciato, se cioé supera i limiti di ampiezza che gli sono stati concessi, riceverà una multa e se continua chiuderà per 3 giorni.

"Fino a oggi - ha detto Alemanno - la nostra capacità di intervento non è stata efficace perché spesso le multe sono inferiori all'incasso che deriva da ogni singolo tavolino. Le multe erano tali da non dissuadere gli esercenti a mettere tavolini selvaggi. Oggi abbiamo firmato un'ordinanza che pone un deterrente davvero efficace".

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