Ordinanza antimovida, i locali: "E' come chiudere le banche per fermare le rapine"

Sull'ordinanza antimovida emanata dal sindaco Gianni Alemanno siamo andati a sentire i commercianti del centro: "Provvedimento inutile che non risolve il problema e ci costringe a fare i poliziotti"

dsc0137"E' assolutamente vietato portare bevande alcoliche fuori dal locale dalle 23 in poi”. Da venerdì scorso il cartello è esposto ben visibile in tutti i bar del centro storico della capitale. Secondo l’ordinanza antimovida, emanata una settimana fa dal sindaco Gianni Alemanno, è vietata, per i prossimi 90 giorni, la somministrazione o vendita di bevande alcoliche per l’asporto o il consumo al di fuori dei locali, e delle superfici attrezzate degli stessi, dalle ore 23 fino alla chiusura degli esercizi. Il provvedimento vieta anche il consumo di bevande alcoliche nelle strade pubbliche dalle 23 alle 6. Lo stop arriva poche ore dopo lo show, diffuso da un video in rete, di un ragazzo inglese che ha ballato nudo in Campo dei Fiori e ha finito per fare a botte. 
 
Sorge spontanea la domanda, al di là che la restrizione serva realmente ad evitare simili episodi, che tipo di ripercussione avrà sugli esercizi commerciali? “Così ci rimetto il 20% dell’incasso e non è giusto. E' come dire che si chiudono le banche perchè fanno le rapine. Sono anni che ci stanno bombardando, mi sono stufato, voglio poter fare il mio lavoro in pace. Ma soprattutto non posso stare a fare il poliziotto”. A parlare è Mauro Cimino, proprietario di un bar in zona piazza Navona, uno dei fulcri della movida romana. “Siamo costretti a controllare alla porta la gente che vuole uscire e chi si nasconde i bicchieri sotto la giacca, per non parlare delle macchine dei carabinieri che passano e ci imbruttiscono pure. Non ce la faccio proprio più”  si sfoga Cimino che, nonostante sia “di destra da generazioni e generazioni” sottolinea che, dopo questa, “Alemanno non si beccherà più neanche mezzo voto da nessuno degli addetti colpiti dal divieto”. Politica a parte, il commerciante è convinto che l’ordinanza non serva assolutamente ad aumentare il livello di sicurezza per le strade, anche perchè “uno beve nel locale fino alle undici meno cinque e sta già bello che ubriaco”. Cimino sarebbe anche disposto a rinunciare a qualche ora di incasso per organizzare una mobilitazione, “magari chiudere un’ora davanti ai giornalisti il venerdì notte”. Purtroppo, fa notare, “la categoria  non è unita e sono pochi quelli disposti a sacrificare il guadagno per protestare contro un’ordinanza che, non solo è stupida, ma ammazza i commercianti”.
Sulla “stupidità” del provvedimento è d’accordo anche Vincenzo, dipendente di un bar a Campo dei Fiori. “Questo divieto non ha senso, anzi va a finire che la gente beve più di prima perchè tutti si ubriacano prima della undici. Sarebbe piuttosto il caso di intensificare i controlli” e, sull’episodio dell’inglese ubriaco sottolinea che “se ci fosse stata anche solo una volante non sarebbe successo”. Certo, essendo tra i fortunati che dispone di tavoli all’aperto, il locale “non perde particolarmente in termini di incassi”. Ma chi non ha posti a sedere fuori? “Muore”.  
 
Un esempio calzante è lo storico bar al civico 44 di via dei Pettinari vicino Ponte Sisto, di proprietà di Saverio Paolessi e figli, che da una settimana ha deciso di chiudere alle 21 e 30 mentre prima arrivava tranquillamente alle 1.  “Piuttosto che passare tre ore a tenere ferma la gente che scappa con le cose da bere, rischiare di essere menato da ubriachi o perquisito dai Carabinieri preferisco stare a casa” dichiara Saverio con aria rassegnata e descrive la scena: “La gente fa così...me dai ‘na bira? gliela versi nel bicchiere di vetro e te se portano via il bicchiere, col bicchiere de plastica uguale e anche con la bottiglia. E te devi stare a inseguirli come ha fatto mio figlio l’altra sera che è corso dietro a uno che s’era nascosto tutto nella giacca. Non siamo qui a fare i poliziotti”. Nonostante lo venda, Saverio non è contrario ai controlli sull’alcol, soprattutto per la fascia dei minori. “Vedere un ragazzetto ubriaco come una cucuzza è una cosa penosa” anche se “sarebbe meglio intensificare la presenza delle forze dell’ordine” che, da quando è scattata l’ordinanza “si sono visti giusto il primo giorno, e solo perchè è passato il sindaco a fare un sopralluogo”. Per il resto, “latitanza assoluta”.  
 
I toni di Marcello Forti, proprietario dell’altrettanto storico bar San Callisto a Trastevere, sono decisamente meno pacati. “Una cosa veramente stupida, cioè se io bevo dentro e mi ubriaco come un porco faccio casino uguale” esordisce Marcello col dente più che avvelenato “noi qui dobbiamo lavorare, siamo 9 dei quali 4 con 2 figli per uno, d’inverno si fa poco, se mi levano anche l’estate questi dove li mando? Per strada? Già sabato sera abbiamo chiuso a mezzanotte e mezzo, due ore prima del solito, e non si sa quanti soldi ho perso! Poi d’inverno che facciamo? Se magnamo i tavolini?”. Anche il proprietario del San Callisto, posto noto per l’affollamento fuori dal locale, racconta qualche episodio saliente. “L’altra sera dopo le undici ho messo un ragazzo fuori per non fare uscire la gente, poi sono arrivati i poliziotti e pare che avevano trovato dei banditi. Poi ho pure discusso con uno ubriaco che me voleva menà”. Sull’assenza delle forze dell’ordine concorda con gli altri commercianti: “Sono venuti solo venerdì, qui la sera non si vede mai un cane” e su una possibile mobilitazione è fermo “nella nostra categoria vale solo il detto: mors tua vita mea”. 
 
Insomma, a sentire le testimonianze, i più colpiti dall’ordinanza antimovida sarebbero proprio i commercianti: meno guadagni, bandoni chiusi per evitare il peggio e “travestimenti” da poliziotti dell’ultimo minuto. Il tutto col dubbio: ci saranno davvero meno ubriaconi barcollanti a giro per il centro?   
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, 2096 casi nel Lazio: 46 nuovi positivi a Roma. Tre cluster fanno impennare il numero dei contagiati

  • Coronavirus, a Roma 38 nuovi casi. Nel Lazio 2505 i contagiati totali, oggi la metà dei morti rispetto a ieri

  • Coronavirus: 2362 positivi nel Lazio, 73 oggi a Roma. D'Amato: "Trend regionale in calo"

  • Coronavirus: a Roma 58 nuovi positivi, 2914 casi nel Lazio. Record di guariti nelle ultime 24 ore

  • Coronavirus: a Roma 54 nuovi positivi, si abbassa il trend dei contagi. Nel Lazio 3095 casi da inizio epidemia

  • Coronavirus, a Roma 75 nuovi casi. Nel Lazio 2295 i contagiati totali, oggi 12 morti

Torna su
RomaToday è in caricamento