Casal Bruciato: schiacciato dalla piattaforma aerea, morto operaio

Sabri Bushi è deceduto sul posto. Chiusa via Diego Angeli. Accertamenti da parte dei carabinieri. La vittima era residente a Celano

La piattaforma aerea dove si è consumata la morte bianca

Incidente sul lavoro a Casal Bruciato dove è deceduto un operaio. La morte bianca intorno alle 9:00 di venerdì 23 novembre al civico 95 di via Diego Angeli. Qui un lavoratore di 52 anni, Sabri Bushi, nato in Kosovo, ma residente a Celano (Comune in provincia de L'Aquila) da 25 anni, è rimasto incastrato con il corpo fra la piattaforma aerea sulla quale stava lavorando ed un balcone della facciata dell'edificio nel quale era impegnato in alcuni interventi di ristrutturazione. 

Allertati i soccorritori sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando Provinciale di Roma che hanno liberato l'uomo incastrato, i carabinieri della Stazione Roma Prenestina, quelli del Nucleo Radiomobibile Roma Piazza Dante, ed il personale del 118. Troppo gravi le ferite riportate dall'uomo, deceduto sul posto.

Da accertare con esattezza la dinamica dell'incidente sul lavoro. Secondo quanto si apprende Sabri Bushi si trovava su un cestello idraulico, che lui stesso manovrava. Qui, a seguito, probabilmente di una errata manovra o di un guasto tecnico, l'uomo è rimasto incastrato con la testa tra il pavimento di un balcone e il cestello stesso, decedendo. 

Per consentire gli accertamenti dell'Autorità Giudiziaria via Diego Angeli è stata chiusa al traffico dagli agenti del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale di Roma Capitale all'altezza di via Giuseppe Donati, direzione via Tiburtina.

Poco prima sempre i pompieri sono intervenuti per un precedente incidente sul lavoro (qui la notizia completa). In questo caso a rimanere ferito è stato un operaio italiano di 34 anni che si trovava a lavoro alla stazione smistamento treni di Villa Spada. Il lavoratore è rimasto incastrato con una gamba su un ponte mobile montato su un binario parallelo che scorre a bassa velocità accanto alla linea dove era impegnato a lavorare. 

In relazione alla morte bianca è intervenuto Stefano Fassina, deputato LeU: "La strage silenziosa continua senza tregua. Un altro operaio morto oggi a Roma, mentre guidava una gru nel cantiere dove lavorava. Siamo vicini alla famiglia e ai compagni di lavoro. Ma la vicinanza, per non essere sterile retorica, si deve manifestare con fatti che fermino questa guerra. L’aumento del numero di ispettori previsto nel DDL Bilancio è un passo avanti, ma inadeguato alla portata delle tragedie quotidiane. È necessaria un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli: politici, amministrativi e delle associaIoni delle imprese. Sono necessarie più risorse, non sono per sanzionare inadempienze, ma per promuovere cultura della sicurezza e prevenire. A tal fine, insisteremo con i nostri emendamenti al DDL Bilancio". 

Duro il commento dei segretari generali della Feneal Uil di Roma Agostino Calcagno, della Filca Cisl Marco Federiconi e della Fillea Cgil di Roma e del Lazio Mario Guerci: "Ancora una volta come sindacati dell’edilizia dobbiamo intervenire perché un operaio muore sul posto di lavoro. Oggi a Roma, in via Diego Angeli, un lavoratore kosovaro ha perso la vita mentre era impegnato in un cantiere. A Roma è la seconda vittima dall’inizio dell’anno, l’altro incidente mortale era avvenuto il 13 luglio a via Gallia Placidia. Dall’inizio dell’anno nel Lazio sono già 6 le vittime, ma tante altre volte gli operai sono stati ricoverati in codice rosso all’ospedale e solamente la settimana scorsa un altro operaio era rimasto vittima di infortuni a Lavinio"

"Il nostro primo pensiero va alla famiglia dell’operaio - prosegue la nota congiunta dei sindacalisti -. A loro esprimiamo la nostra vicinanza. Subito dopo però alcune considerazioni sono doverose. Non ci convincono le letture dei dati relativi agli infortuni sul lavoro in edilizia che parlano di un calo delle denunce di infortunio nel settore, dimenticando di mettere in relazione questi numeri con la crisi che ha colpito duramente il settore ormai da dieci anni. Il combinato disposto di lunghi anni di crisi che hanno letteralmente flagellato il nostro settore e la scelta compiuta anche a livello politico e legislativo di abbassare le tutele dei lavoratori , rischia di avere delle pesanti ricadute sulle questioni relative alla salute ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro". 

"Le nostre federazioni hanno idee molto chiare sulle cause e sulla responsabilità e da tempo chiediamo maggiori controlli e sanzioni più severe. Proponiamo - scrivono ancora i sindacati - un sistema di qualificazione delle imprese che sia realmente selettivo. Chiediamo che si dia la giusta attenzione alla formazione sulla sicurezza ed al suo costante aggiornamento. Mentre aumentano i morti tra i cantieri diminuiscono le ispezioni". 

"Tra le principali cause di infortuni ci sono il ricorso sempre più diffuso al lavoro nero ed irregolare, il taglio di risorse alla voce sicurezza da parte degli imprenditori, il ricorso a contratti diversi da quelli dell’edilizia. Per questo motivo -  concludono - chiediamo di rafforzare i controlli, introdurre la patente a punti, un sistema premiale per la selezione ed la qualificazione delle imprese, ripristinare il Durc nella sua originaria formulazione,passando in tempi brevi alla certificazione della congruità, nonché la creazione di una task force permanente con gli enti preposti alla sicurezza. Mentre da anni chiediamo tutto questo dal 1 gennaio 2003 69 operai edili sono morti a Roma, una lunga scia di sangue".
 


 

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