Omicidio Ponte di Nona: mancano i bossoli, ripulita la scena del crimine

L'azione avrebbe di fatto contaminato le prove complicando il lavoro degli inquirenti. Una residente di Villaggio Falcone: "Fabrizio era un bravo ragazzo, cantava serenate"

Villaggio Falcone: la scena del crimine

Un solo bossolo di piccolo calibro, niente armi ed una scena del crimine in parte ripulita. C'è una zona d'ombra nel tempo intercorso fra il duplice omicidio di Fabrizio Ventre e Mirko Scarozza e l'arrivo dei carabinieri in via Raoul Follerau. Un vero e proprio giallo quello che ha portato alla morte dei due ragazzi sotto i palazzoni popolari di Villaggio Falcone - Ponte di Nona. Una inchiesta in pieno sviluppo in relazione alla quale sembra che qualcuno abbia bonificato l'area prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. 

INDAGINI DELLA PROCURA - A coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, diverse le piste seguite dagli inquirenti con gli stessi che hanno preso in considerazione il fatto che prima dell'arrivo dei carabinieri possa essere intervenuta una terza persona, che avrebbe fatto sparire le armi usate ed i bossoli usati per il duplice omicidio di Ventre e Scarozza. Una azione che ha, di fatto, contaminato la scena del crimine complicando ulteriormente il lavoro degli inquirenti che però, oltre alla droga, non escludono il movente passionale legato alla gelosia per una donna contesa. 

VENTRE CANTANTE DI SERENATE - Una notte di sangue che ha riportato all'attenzione dei media nazionali ed internazionali la difficile situazione di alcune periferie romane. Emergono però particolari diversi sulla vita di Fabrizio Ventre, il 35enne che doveva trovarsi agli arresti domiciliari a poche decine di metri dal luogo in cui ha trovato la morte. A tal proposito una cittadina di Via Berta Von Suttner, intercettata da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus (emittente dell’Università Niccolò Cusano), dichiara: "Fabrizio era un bravo ragazzo, un ragazzo normale. Quando si è sposata mia figlia lui ha cantato insieme al padre la serenata organizzata da mio genero. Ha cantato al matrimonio di mia figlia, in zona lo conoscevano molti perché cantava serenate. Aveva la passione per la musica". 
 
LA STAMPA STRAVOLGE LA REALTA' - A Ponte di Nona vecchia, inoltre i giornalisti non sarebbero visti di buon  occhio. "Nella nostra via e nella nostra zona si vive malissimo, siamo dimenticati da tutti. C'era un laghetto, c'erano due parchi, nel tempo hanno distrutto tutto i politici. I giornalisti non ci piacciono, scrivono un sacco di bugie. Qui non c'è nessuna criminalità. I giornalisti stravolgono la realtà. Hanno scritto un sacco di inesattezze su questa storia. Ieri a Ponte di Nona non è stato aggredito nessuno, anzi, c'erano anche i carabinieri. Abbiamo solo chiesto rispetto per il dolore di chi si trova a piangere dei ragazzi morti"

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