Omicidio a Trastevere: ucciso con un cacciavite piantato nel petto

Vittima Carlo Macro, romano di 33 anni che alle 2 di questa notte è stato accoltellato a morte da un indiano di 57 anni, senza fissa dimora, che accusava la vittima di avere la musica troppo alta

Carlo Macro, Foto da Fb

Tragedia a Trastevere. Alle 2 di questa notte un romano di 33 anni, Carlo Macro, è rimasto ucciso al termine di una lite scoppiata per futili motivi in via Garibaldi 29. Qui Joseph  White Klifford un cittadino indiano di 57 anni, senza fissa dimora, è uscito dalla propria roulotte perché disturbato dalla musica troppo alta proveniente dall'auto del giovane. Dopo una discussione lo straniero, irregolare in Italia, ha piantato un cacciavite di 20 centimetri nel petto del 33enne. La vittima è morta all'ospedale Fatebefratelli.

Carlo Macro si era fermato nei pressi della roulotte insieme al fratello di 35 anni per espletare dei bisogni fisiologici. Dalla testimonianza resa dal fratello più grande i due non pensavano che li abitasse qualcuno ed anche per questo avevano lasciato l'autoradio accesa.

Il cittadino straniero è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia Trastevere diretti dal Tenente Colonello Massimiliano Sole. Gli inquirenti stanno ora indagando per delineare al meglio i contorni della vicenda.

Joseph  White Klifford-2Joseph  White Klifford era un volto noto nel quartiere di Trastevere. Frequentava la mensa della Caritas e viene descritto da molti abitanti  come una persona tendenzialmente tranquilla.

Da quanto si apprende il 57enne indiano si trovava nella roulotte nell'ambito del progetto di accoglienza di Sant'Egidio e proprio questo particolare ha scatenato una polemica polemica. E' il consigliere regionale Fabrizio Santori ad attaccare: "Di fronte a questo omicidio Sant'Egidio ha responsabilità morali gravi, perché certe politiche di assistenzialismo non sono altro che operazioni di marketing sociale, considerando che, se volesse, S.Egidio potrebbe anche domani impiegare risorse adeguate a mettere fine alle realtà delle roulotte e dei camper disseminate su strada. Non essendo mai state ascoltate le nostre richieste di rimuovere roulotte e camper, abbiamo approfondito l'argomento e fatto delle scoperte interessanti che renderemo pubbliche entro breve tempo".

La città", continuano Santori e il consigliere municipale Marco Giudici, "è disseminata di roulotte e camper che sono abusivi perché qualificati dal Testo Unico sull'edilizia (art. 3, lett. e.5) del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) come nuove costruzioni che generano una trasformazione urbanistico-edilizia del territorio. Interpretazione confermata dal Consiglio di Stato. Pertanto, chiediamo che la comunità di S.Egidio esibisca i permessi necessari per tutte le strutture che ha adibito ad abitazione di senza fissa dimora abbandonate sul territorio capitolino con il consenso dei municipi. In mancanza di questi permessi, S.Egidio trasgredisce la legge al pari dei cittadini disonesti e deve far scomparire le roulotte e i camper dal territorio, così eliminando il degrado e i pericoli connessi".

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