Omicidio al Tiburtino III, accoltella e uccide l'amico durante una lite: arma trovata in un cassonetto

La vittima è stata trovata in strada, in una pozza di sangue, in largo del Badile da un passante. Nella notte i carabinieri hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 41enne accusa di omicidio aggravato

Immagine di repertorio

E' stato colpito più volte alla testa e al petto con un coltello. Una brutale aggressione in strada, in largo del Badile, al Tiburtino III che è costata la vita ad un tunisino di 33 anni, morto a seguito delle gravi ferite riportate. 

A trovarlo, in una pozza di sangue, è stato un passante che, poco dopo le 23:30 di domenica 21 giugno, ha allertato il Numero Unico per le Emergenze.

Sul posto il personale medico del 118 non ha potuto fare altro che confermare il decesso del 33enne tunisino con la salma poi trasportata al Verano per l'autopsia. 

Fermato il presunto omicida del Tiburtino III

A far luce sul caso, i carabinieri di Montesacro e la VII sezione del Nucleo Investigativo di via In Selci per i rilievi scientifici. In poche ore i militari dell'Arma sono riusciti a ricostruire il fatto fermando un uomo, sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l'accusa di omicidio aggravato: si tratta di un albanese di 41 anni, incensurato.

L'uomo, secondo la ricostruzione dell'Arma, al culmine di una discussione sorta per futili motivi con il suo conoscente, in un eccesso di rabbia aggravata dall'alcol, avrebbe colpito più volte, con un'arma da taglio, il 33enne tunisino procurandogli delle gravissime ferite al torace e alla testa, risultate letali per poi allontanarsi.

Il killer preso in via Tiburtina

L'albanese è stato rintracciato dai carabinieri mentre camminava, apparentemente senza meta, lungo la via Tiburtina. Al momento del fermo, si era disfatto sia dei vestiti indossati durante l'aggressione, sia dell'arma utilizzata (sono ancora in corso i sopralluoghi dei carabinieri per ritrovarla).

La maglia, ancora sporca di sangue, è stata invece trovata in un cassonetto dell’immondizia. In caserma, durante l'interrogatorio, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità in merito all'omicidio e, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato portato nel carcere di Regina Coeli. 

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Trovata l'arma del delitto

L'arma del delitto è stata trovata intorno alle 9:30 del mattino, nei pressi del luogo dell'omicidio: in via del Badile. I carabinieri hanno rinvenuto il coltello utilizzato dal killer, uno di quelli con la lama da 24 centimetri, in un contenitore Ama per la raccolta del vetro. L'arma, sequestrata, era sporca di sangue. 

Aggiornato alle 16:14

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