Omicidio Magliana: Sara Di Pietrantonio era già stata aggredita da Paduano

Il fatto risalirebbe alla sera tra il 21 ed il 22 maggio e sarebbe avvenuto davanti al nuovo fidanzato della 22enne di Spallette

Sara Di Pietrantonio

L'avrebbe aggredita davanti al suo nuovo fidanzato una settimana prima dell'omicidio. Questo quanto si legge nell'ordinanza del Gip Paola Della Monica che sta portando avanti le indagini sulla morte di Sara Di Pietrantonio. Il fatto risalirebbe alla sera tra il 21 ed il 22 maggio.

Un quadro confuso, quello esposto da Vincenzo Paduano dinnanzi al Giudice per le Indagini Preliminari, con la guardia giurata 27enne che ha riferito: "Sono giorni che penso a cosa possa essere successo, mi sono stati prospettati vari scenari ed altri me li sono figurati. Le versioni delle quali parlo sono ipotesi, ma non sono ancorate a dati reali, io non ricordo nulla". 

Secondo il Gip il corpo di Sara è stato "volutamente, bersaglio del gesto compiuto da Vincenzo Paduano", come si legge nell'ordinanza cautalere in carcere emessa a carico del vigilantes di Castel Giubileo, Paduano è ritenuto "l'organizzatore dell'azione criminosa" compiuta "per lo stato di forte alterazione nel quale versava, generato, evidentemente, dalla supposizione che Sara potesse essere in compagnia di Alessandro (il nuovo fidanzato di Sara ndr)". Inoltre Vincenzo Paduano, potrebbe aver avuto non solo una bottiglietta di alcol, ma anche altro liquido infiammabile, è il sospetto è degli inquirenti che indagano sull'omicidio della studentessa 22enne di Spallette a Ponte Galeria

"Ho perso la testa. Avrei preferito esserci io al suo posto" ha detto Paduano durante l'interrogatorio quando è stato fermato. "Non ho capito più nulla. Mi vergognavo, avevo paura di quello che avrebbe potuto raccontare all'indomani". "Volevo spaventarla - si è giustificato -. Sono un mostro" ha poi aggiunto spiegando: "Non ho colpito Sara. Ho acceso la sigaretta. Eravamo vicini, stavamo continuando a discutere, c'è stata una fiammata. Me ne sono andato. Mi vergognavo". 

Secondo il Gip però é "ugualmente inverosimile l'affermazione che gli indumenti della ragazza avrebbero preso fuoco a causa dell'accensione di una sigaretta. In primo luogo, anche se Paduano avesse acceso una sigaretta tale gesto non sarebbe stato affatto idoneo a provocare una combustione del genere di quella verificatasi che, nel giro di pochi minuti, ha completamente avvolto il corpo della ragazza determinandone la morte. Peraltro, il fatto che la ragazza era completamente vestita, con l'unica eccezione di uno stivale, dimostra come le fiamme siano divampate con una tale rapidità da non consentire alla vittima neppure di spogliarsi e di tentare di spegnere il fuoco, bensì solo di togliersi una scarpa. In secondo luogo - ha concluso il Gip - non si comprende come la sigaretta possa essere venuta in contatto con la vittima, se non volontariamente scagliatale addosso. E' evidente allora che il corpo della ragazza e/o i suoi indumenti dovevano essere ben impregnati di liquido infiammabile e che l'innesco deve essere stato necessariamente volontario".

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