Omicidio Porta Pia, fermato un senzatetto: "L'ho colpita ed è caduta sulle scale"

Il 55enne avrebbe ammesso di aver colpito Norma Maria Moreira da Silva con uno schiaffo

La scientifica sul luogo dell'omicidio

C'è un fermo per la morte di Norma Maria Moreira da Silva, la senzatetto brasiliana uccisa la notte fra lunedì e martedì scorso in un sottopasso in zona Porta Pia. Gli inquirenti della Procura di Roma hanno emesso il decreto di fermo nei confronti di un uomo accusato di aver ucciso la clochard, trovata da un addetto alla pulizia con il cranio fracassato e seminuda nel sottovia Ignazio Guidi.  L’indagato oggi ha reso interrogatorio davanti ai magistrati. Il fermato, è stato associato nel carcere di Regina Coeli, in attesa della convalida del fermo, da parte dell’Autorità Giudiziaria. 

Fermo omicidio Porta Pia

L’uomo sotto accusa è un altro senzatetto, A.P. un italiano di 55 anni. L'uomo avrebbe ammesso di aver colpito la donna con uno schiaffo e poi la stessa sarebbe caduta rovinosamente a terra.

Il racconto del senzatetto

Un racconto semplice, di un incontro tra esistenze disperate, che si ritrovano in un sottopasso per trascorrere un po’ di tempo insieme e vengono travolte dal destino, dall’alcol, dalle reazioni scomposte. Questa la deposizione del 55enne. Ora su di lui grava l’accusa di omicidio volontario. Nei suoi confronti la Procura di Roma ha emesso un decreto di fermo che dovrà esser convalidato dal giudice. Il clochard ha spiegato a chi indaga che lei, ad un certo punto, gli ha tirato i capelli ed ha come perso la ragione. Per questo lui l’ha colpita con uno schiaffo. La donna a quel punto avrebbe perso l’equilibrio e dopo aver sbattuto la testa è morta. Lui dopo essersi tratto d’impaccio e “senza vedere sangue” è andato via da lì. 

Come è morta Norma Maria Moreira da Silva

Nella giornata del 16 novembre sono arrivati i primi responsi dell'autopsia sul corpo della 49enne sudamericana. Da quanto emerso Norma Maria Moreira da Silva è quasi certamente morta per i colpi ricevuti alla testa, ma è ancora da capire da cosa siano stati causati.

Esame del Dna 

Per quanto riguarda il rapporto sessuale, avuto probabilmente con il suo assassino, secondo gli esami potrebbe esserci stato, ma sarebbe stato consensuale e dunque non di natura violenta. Gli esami strumentali e gli accertamenti di tipo istologico proseguiranno nei prossimi giorni.
 

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