Omicidio Porta Pia: ecco come è morta Norma Maria Moreira da Silva

Secondo l'autopsia la 49enne brasiliana avrebbe avuto prima di morire un rapporto sessuale

Norma Maria Moreira da Silva (frame video Il Giornale)

E’ quasi certamente morta per i colpi ricevuti alla testa, ma è ancora da capire da cosa siano stati causati, la donna brasiliana di 49 anni, Norma Maria Moreira da Silva, trovata cadavere martedì 14 novembre a Porta Pia in un sottopasso di piazzale della Croce Rossa, di fronte al Ministero dei Trasporti. La vittima è stata trovata seminuda e con il cranio fracassato. 

Autopsia su Norma Moreira Maria da Silva 

Dai primi risultati dell’autopsia, svolta ieri dagli esperti dell’Istituto di Medicina legale dell’università La Sapienza, è emerso che sul corpo della donna ci sono altre ferite, ma non sono state la causa del decesso. Per quanto riguarda il rapporto sessuale, avuto probabilmente con il suo assassino, secondo gli esami potrebbe esserci stato, ma sarebbe stato consensuale e dunque non di natura violenta. Gli esami strumentali e gli accertamenti di tipo istologico proseguiranno nei prossimi giorni.

Lite con un clochard

Tra i principali indagati un clochard italiano di 55 anni, con "problemi psichici". L'uomo, che frequenta i sottopassi della zona e degli scali ferroviari romani, in un primo momento avrebbe confessato di essere stato lui l'assassino, per poi cambiare versione. Alcuni clochard lo avrebbero visto litigare con Norma Moreira la sera di lunedì. Si attendono gli esami del Dna tra i campioni prelevati dal 55enne e quelli trovati sui vestiti della 49enne.

VIDEO: il luogo dell'omicidio 

Da spogliarellista a senza fissa dimora 

Norma Maria Moreira da Silva era arrivata in Italia alla fine degli anni novanta e lavorava nei locali notturni sulla costa jonica come ballerina, prima, e spogliarellista poi. Poi una serie di problemi che l'hanno portato nella Capitale dove viveva tra sottopassi e dimore di fortuna. La donna, intervistata da Il Giornale raccontava di essere in Italia da 23 anni. "Fino al 2013 lavoravo e avevo il permesso di soggiorno e, poi, più nulla. Per fortuna, mi aiuta una brasiliana che è sposata con un italiano e che ogni tanto mi fa andare a casa sua per lavarmi e mangiare qualcosa altrimenti vado alla Caritas o uso la fontanella per pulirmi".

VIDEO: la città invisibile dei sottopassi di Porta Pia 

Violentata in una baracca

Una vita difficile quella della 49enne, già vittima di una violenza sessuale di gruppo consumata nel settembre del 2016 in una baracca vicino alla stazione Tuscolana. A farle vivere l'incubo in quel caso furono due giovani, un algerino di 27 anni ed un tunisino di 31, poi condannati. L'allora 48enne venne picchiata e poi violentata dai due per poi essere costretta alle cure dell'ospedale. 

Stuprata alla stazione Tuscolana 

Secondo il racconto che la brasiliana fece alla polizia, i due le chiesero di avere un rapporto sessuale. Al rifiuto di Norma Maria Moreira da Silva venne bloccata, malmenata e portata in una baracca dove venne legata, segregata e stuprata dai due cittadini stranieri. Dopo essere svenuta, approfittò di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, riuscendo a liberarsi e andando in ospedale. Poi la denuncia, le indagini e l'arresto dei due. Poco più di un anno dopo è stata ritrovata cadavere nel sottopasso Ignazio Guidi. 

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