Omicidio a Serpentara: Massimo Monteneri ucciso a coltellate nella casa in cui era ospite

Arrestato l'assassino, il 32enne Marco De Silli

I carabinieri in via Luigi Lablache subito dopo l'omicidiio

"Ho salvato il mondo", queste le parole che Marco De Silli ha detto ai vicini di casa mentre usciva con le manette dall'appartamento di Serpentara nel quale aveva da poco ucciso a coltellate Massimo Monteneri. L'omicidio si è consumato intorno alle 10:30 di oggi venerdì 20 ottobre in una abitazione di via Luigi Lablache, dove la vittima era ospite da qualche giorno in casa dell'uomo che stamattina si è trasformato  nel suo assassino. 

Omicidio a Serpentara

L'omicidio del 50enne Massimo Monteneri si è consumato all'interno di un appartamento posto al primo piano della scala H del civico 48 di via Lablache, complesso di case popolari dell'Ater del III Municipio Montesacro. Un assassinio efferato con la vittima uccisa da dieci coltellate infertegli contro con un grosso coltello da cucina. Colpito alla schiena, all'addome ed al ventre la vittima è stata trovata già priva di vita nel salone dell'abitazione posta all'interno 3 del complesso di case popolari dell'area nord est della Capitale.   

Ospite in casa dell'assassino

Da accertare la cause scatenanti dell'omicidio. Secondo quanto si è appreso Massimo Monteneri era tornato a Roma da Lisbona (Portogallo), dove aveva avuto una relazione con una donna dalla quale erano nati due figli. Tornato a casa della madre in via Lablache, i rapporti con i genitori non erano dei migliori, per questo il 50enne si era trasferito da qualche giorno in casa del suo amico Marco De Silli. Una permanenza durata meno di 5 giorni con il 32enne che nella mattinata di oggi ha impugnato un grosso coltello da cucina con il quale ha poi ucciso il suo ospite. 

Il racconto del vicino di casa 

Ad allertare il 118 è stato un vicino di casa del 32enne: "Mi ha suonato alla porta di casa intorno alle 10:30 - racconta l'uomo che ha chiamato per primo i soccorritori -. Quando ho aperto ho visto Marco in stato confusionale che diceva frasi sconnesse". Poi lo ha portato nell'appartamento: "Quando ha aperto la porta di casa ho visto tutto sangue in terra, poi ho alzato gli occhi ed ho visto il corpo privo di vita di Massimo in terra". A quel punto mi sono chiuso in casa mia ed ho chiamato il 118". 

Omicidio Massimo Monteneri in via Lablache

Arrivata sul posto l'ambulanza, in via Lablache sono quindi giunti anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che si sono trovati davanti la macabra scena dell'omicidio. Trovato il coltello da cucina usato per l'omicidio sporco di sangue, De Silli è stato quindi arrestato e condotto nella caserma dei carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci. 

In cura al Centro Igiene Mentale

Fermato quasi in flagranza di reato, Marco De Silli era già conosciuto alle forze dell'ordine. Alcuni anni fa era infatti stato fermato dopo aver accoltellato il marito della sorella per futili motivi. Non denunciato il 32enne non venne arrestato. De Silli era però in cura al CIM (Centro Igiene Mentale) della stessa via Lablache, dove si curava da una schizofrenia. 

I vicini di casa

Consumato l'omcidio di Massimo Monteneri sotto alla scala H del civico 48 di via Lablache sono quindi arrivati i parenti dell'assassino e della vittima. Entrambi single, De Silli ha una sorella e due fratelli mentre la vittima, oltre ai genitori che vivono nella stessa strada, aveva due sorelle e tre fratelli, con una di loro che sotto l'appartamento dove si è consumato l'omicidio chiedeva giustizia ai carabinieri. "Non ci stava con la testa - le parole di un residente in zona -. Erano anni che si curava al CIM di via Lablache ma negli ultimi giorni lo avevo notato più strano del solito". 

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Indagini della Procura di Roma

"Abitava al primo piano - racconta un altro vicino di casa -. Ogni sera accendeva lo stereo ad alto volume aprendo le finestre e facendo ascoltare la musica a tutto il vicinato. Solitamente metteva canzoni che inneggiavano al fascismo o musica pop anni '80". Sul posto, oltre ai carabinieri del Nucleo Radiomobile ed ai militari del Nucleo Investigativo di via in Selci anche il magistrato di turno, la dottoressa Neri. L'ìpotesi di reato al momento è quella di omicidio volontario. La posizione del 32enne è ancora al vaglio dell'Autorità Giudiziaria. La salma di Massimo Monteneri è stata invece trasferita all'istituto di medicina legale dell'università La Sapienza dove è stata disposta l'autopsia. 
 

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