Omicidio Fanella: presi gli altri due membri del commando della Camilluccia

Puntavano al tesoro della vittima e in particolare ai diamanti. In manette l'ex Nar Egidio Giuliani e Giuseppe Larosa. Già in carcere Giovanbattista Ceniti rimasto ferito nell'agguato

Egidio Giuliani, Giuseppe Larosa e Giovanbattista Ceniti

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Silvio Fanella. La squadra mobile di Roma ha tratto in arresto due persone che, insieme a Giovanbattista Ceniti, avrebbero agito la mattina del 3 luglio nella zona della Camilluccia. Si tratta di Egidio Giuliani, 59enne ex Nar e vicino ad ambienti eversivi dell'estrema destra, e di Giuseppe Larosa di sei anni più giovane. Il primo è stato tratto in arresto mentre si trovava a Roma nel quartiere Prati, nei pressi di Piazzale Clodio. Il secondo invece è stato fermato a Novara, dagli uomini della locale Questura. Tra i due e Ceniti il rapporto era nato proprio nel capoluogo piemontese, nell'ambito di una cooperativa per il recupero di ex detenuti. Qui i tre si sono conosciuti e da qui è partito il piano che ha portato al tentativo di sequestro per arrivare al tesoro custodito dal Fanella e in particolare ai diamanti. I tre, giunti sul posto travestiti da finanzieri, sono stati però riconosciuti, Fanella ha reagito ed ha esploso il colpo di pistola che ha ferito Ceniti. Da lì l'omicidio e quindi la fuga dei due.  

Questo al momento il quadro delineato dagli uomini diretti da Renato Cortese il quale però non ha escluso che da ulteriori indagini possa emergere un mandante, qualcuno che ha armato o pagato il commando. Intanto però la polizia esulta per gli arresti odierni e soprattutto per un quadro di indizi tali che non sembra ammettere dubbi sulla risoluzione del caso.

GLI INDIZI - A portare sulle tracce dei due in primo luogo, i contatti con Giovannibattista Ceniti, il giovane ferito abbandonato fuori da via della Camilluccia. Dalla sim trovata in suo possesso si è riusciti a stabilire il legame con Giuliani e Larosa. Ulteriore indizio a carico degli arrestati  sono le registrazioni video acquisite dalla Squadra Mobile di Roma. Nelle registrazione viene riconosciuta la fisionomia dell’ex terrorista Giuliani. Colpo di grazia sulle speranze dei due di farla franca le impronte rilevate sulle schede ritrovate sul luogo del delitto.

IL VIDEO DELL'ARRESTO

PEDINAMENTI - Prima dell'arresto i due sono stati pedinati a lungo sia a Roma che a Novara. Giuliani, in particolare, pernottava in un bed and breakfast della Capitale nei pressi del Mercato dei Fiori. Al momento del blitz, il malvivente è stato riconosciuto dagli operanti e bloccato repentinamente. Contestualmente nella città di Novara, personale della Squadra Mobile di Roma, coadiuvato da personale della locale Questura, è stato sorpreso all’interno di un’abitazione sita in quel centro cittadino.

MANDANTI - Sia Larosa che Giuliani risultano essere già noti alle cronache. Per il primo si tratta di reati di criminalità comune. Per il secondo invece "partecipazione a banda armata" è il reato contestato in passato. Dall'inizio degli anni '90 non si avevano sue notizie. Nel frattempo si era rifatto una vita a Novara in una comunità per il recupero degli ex detenuti. Il suo profilo e il suo passato, unito con quello della vittima, portano inevitabilmente a pensare che ci possa essere qualcuno che abbia ordinato il sequestro. Il capo della mobile Cortese esclude al momento l'ipotesi. "Non abbiamo risposte su questo. Cercheremo di capire qualcosa in più. Al momento ci accontentiamo di questi arresti". Escluso anche qualsiasi legame con gli uomini che due anni fa tentarono di sequestrare Fanella. Al momento quindi si deve parlare di commando che ha agito in autonomia.

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