Duplice omicidio a Ponte di Nona: indagini sul legame fra Ventre e Scarozza

Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, dalla pista passionale allo spaccio di droga. Parte dei dubbi verrano chiariti dall'esito dell'autopsia

Via Follerau: il luogo del duplice omicidio

In che modo erano legati Mirko Scarozza e Fabrizio Ventre? Questa risposta potrebbe essere un tassello importante per comprendere il movente che ha portato al duplice omicidio di Villaggio Falcone, noto ai più come Ponte di Nona vecchia. A cercare di chiudere il cerchio i carabinieri che da poco prima della mezzanotte del 26 ottobre stanno battendo tutte le piste possibili per chiudere il caso. Tra le piste quella dello spaccio di droga, ma anche quella passionale. Una serie di dubbi che verranno fugati una volta che gli investigatori avranno il responso dell'esame autoptico disposto sulle salme del 36enne e del 26enne. 

PISTA PASSIONALE - Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati e quelli del Nucleo Operativo di Tivoli battono infatti diverse piste, fra cui appunto quella passionale. A confermarlo gli stessi investigatori sulla base dei primi accertamenti svolti dai Magistrati della Procura di Roma, coordinati dal Procuratore Aggiunto Pierfilippo Laviani. Al centro dell'alterco fra i due potrebbe infatti esserci una donna. Resta da comprendere chi abbia sparato e con quale arma, al momento le uniche tracce sono riconduciili ad un bossolo di una pistola di piccolo calibro trovato sul luogo del duplice omicidio.

CON LA SMART DA BORGHESIANA - A confermare la pista passionale la frequentazione di Mirko Scarozza con una ragazza di vecchia Ponte di Nona. Il 26enne era infatti residente nella vicina Borghesiana e non frequentava la zona di Villaggio Falcone se non per una donna. Resta quindi da comprendere quale possa essere il legame fra le due vittime e la ragazza. Quello che è certo è che il più giovane dei due era andato in via Follerau con la sua Smart Four Four probabilmente per incontrare Fabrizio Ventre, residente a poche decine di metri dal luogo del duplice omicidio, dove era ristretto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. 

TERZA PERSONA - Mirko Scarozza potrebbe quindi essere andato sotto i palazzoni popolari della periferia est della Capitale per chiarire un qualcosa con Ventre o con una terza persona. Ed è infatti proprio questo uno dei maggiori nodi da sciogliere per gli inquirenti, chi ha sparato ai due? Fra le ipotesi quella che la discussione fra Fabrizio Ventre ed il 26enne possa essere degenerata con uno dei due che avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco, ed un terzo uomo che avrebbe poi sparato a sua volta  per poi darsi alla fuga a piedi, visto che la Smart è stata trovata dai carabinieri davanti ai due corpi trovati agozzinanti in via Raoul Follerau. 

REGOLAMENTO DI CONTI - Un'altra pista investigativa sulla quale i carabinieri stanno lavorando è quella che riguarda questioni legati al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Fabrizio Ventre era infatti finito agli arresti domiciliari proprio nell'ambito di una maxi operazione dei carabinieri che lo scorso 20 febbraio decapitò un giro d'affari di circa 15mila euro al giorno. Una maxi retata portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Tivoli, diretti dal capitano Andrea Cinus, che eseguirono dieci ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone per il reato di "associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsioni". Fra di loro anche Fabrizio Ventre, accusato di estorsione nell'ambito della stessa indagine e quindi ristretto agli arresti domiciliari nel suo appartamento di via Berta Von Suttner, dove doveva essere nel momento dell'omicidio.

RETICENZA DEL QUARTIERE - Scartata o quasi, la pista del 'duello' fra i due, anche se gli investigatori indagano a 360 gradi. A rendere particolarmente complicate le investigazioni la reticenza del quartiere nell'esporsi. Alla domanda se qualcuno avesse sentito gli spari o le sirene, nessuno dei residenti delle palazzine popolari di via Follerau e via Von Suttner ha risposto affermativamente. Una reticenza constatata anche nell'allerta ai soccorritori, con una chiamata fatta al 118 e non alle forze dell'ordine. 

AGGRESSIONE AI GIORNALISTI - Un quartiere che nella giornata di ieri ha osservato un continuo via vai di giornalisti e cineprese di stampa e tv, con gli abitanti della zona molto restii a parlare con la stampa. "Andatevene da qui - gridavano alcuni giovani in via Follerau nei confronti dei cronisti -.Vi dovreste vergognare di speculare sulla morte di questi due ragazzi. Erano persone perbene", con i carabinieri presenti sul posto che hanno dovuto faticare non poco per evitare il peggio. 

CANE CONTRO LA TROUPE DEL TG1 - Una aggressione che si è poi manifestata nell'arco della giornata quando una giornalista del Tg1 e la sua troupe sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente una volta arrivati nella zona di Villaggio Falcone. Una aggressione che ha trovato la condanna del Comitato di Redazione del Tg1 che in una nota stampa ha manifestato solidarietà e vicinanza ai colleghi presi di mira: "Il Cdr del Tg1 stigmatizza il grave episodio avvenuto stamani (ieri ndr) a Ponte di Nona, periferia di Roma. La collega Flavia Lorenzoni, mentre stava registrando alcune interviste sul duplice omicidio avvenuto la notte scorsa, è stata aggredita sia verbalmente che fisicamente da alcuni familiari di una delle vittime. Ed è stata minacciata anche con un cane pitbull tenuto al guinzaglio. L'auto della troupe televisiva - si legge ancora nella nota stampa del Cdr del Tg1 - è stata presa a pugni e calci. Un episodio di violenza inaccettabile, nei confronti di chi stava svolgendo il suo lavoro di servizio pubblico documentando un grave fatto di cronaca. Alla collega e alla troupe va la solidarietà dell'intera redazione del Tg1".
 

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