Sapienza, rivolta ad Architettura: "Corsi ben pagati per una laurea senza valore in UE"

La protesta riguarda anche la mancanza di laboratori, l'imminente chiusura del centro stampa e l'assenza della mensa, chiusa 4 anni fa e occupata ora da un campo di calcio

Una settimana di fuoco per gli studenti della Sapienza. A manifestare, nel silenzio mediatico più totale, sono in particolare gli studenti della facoltà di Architettura. Tre in totale le giornate di mobilitazione che, a partire da lunedì 18 novembre, hanno permesso ai manifestanti di organizzare sit-in e assemblea in tutte le sedi della facoltà, da quella principale, in via Flaminia, a quella distaccata di piazza Borghese, via Gramsci e via Gianturco. Assemblea sospesa, però, tra oggi e domani per consentire lo svolgimento degli esami di stato.

LA PROTESTA - A rendere furiosi gli studenti della facoltà di Architettura è stato in primis il mancato riconoscimento del pieno valore del loro titolo di studio. Secondo i manifestanti, infatti, la laurea "non ha nessuna validità nel resto d'Europa" a causa di una certificazione di Bruxelles "necessaria ma mai richiesta da parte dell'Ateneo".

"Riteniamo inaccettabile" spiegano in un comunicato, "che all'interno del più grande ateneo d'Europa il corso di Architettura a ciclo unico D.M. 270/04 rilasci un titolo che ancora oggi non è stato dichiarato conforme alla certificazione Europea, pertanto potenzialmente non valido nei paesi dell'Ue. Tale situazione arreca un grave danno agli studenti, ignari fino ad oggi che l’esercizio dell’attività professionale futura gli sarà pregiudicato. Al momento attuale quindi gli studenti sotto tale ordinamento non saranno in possesso di titoli di studio in grado di garantirgli quanto invece promesso al momento dell’iscrizione.

Chiediamo, quindi, che l'iter per il riconoscimento europeo del titolo di studio del corso di architettura a ciclo unico sia concluso il prima possibile, affinché i laureandi immatricolati dall' a.a. 2009-2010 possano vedere il proprio titolo di studio riconosciuto in altre nazioni".

LA REPLICA - "Tutti i corsi sono in regola con le normative vigenti, anche a livello Ue". A rispondere agli universitari è il preside della facoltà secondo cui "l'unica attestazione mancante potrebbe essere l'adeguamento dei piani di studio approvati nel 2009". Adeguamento che finora non è stato richiesto ma che in ogni caso, a suo dire, "non sarebbe necessario per la validità della laurea" tanto da non essere stata richiesta "neanche dalle altre università italiane che 4 anni fa hanno apportato gli stessi cambiamenti al corso di studi".

Parole, queste, che non sembrano aver convinto gli studenti che, oltre al motivo cui sopra, hanno puntato il dito anche contro gli squilibri tra i servizi offerti dalla facoltà e le ingenti tasse che sono tenuti a pagare. Malgrado l'aumento di queste ultime, infatti, i servizi non sono adeguati a garantire il supporto alle attività didattiche necessarie al compimento degli studi. A tal proposito, è doveroso ricordare che la facoltà di architettura rientra nella fascia universitaria di secondo livello, in quanto dovrebbe essere dotata di servizi come laboratori, centro stampa interno e mensa.

"Ad oggi i laboratori sono praticamente inesistenti in tutte le sedi di facoltà" si legge poi nel comunicato. A questo si aggiunge la chiusura, prevista per il prossimo 25 novembre, nella sede di Valle Giulia del centro stampa interno convenzionato e la mancanza della mensa universitaria che, chiusa quattro anni fa, è ad oggi occupata da un campetto di calcio "di dubbia utilità".

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