Nuovo Stadio della Roma: "Malagò indagato". Lui smentisce: "Voglio essere interrogato"

Il suo nome, fa sapere in un primo momento, figura solo nell'elenco chiesto dai pm per la proroga delle intercettazioni. Poi la nota ufficiale del Coni

La notizia improvvisa e poi la secca smentita. Diversi organi di informazione hanno rilanciato da questa mattina la notizia della presunta iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Coni Giovanni Malagò, in merito all'inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma.

Il numero uno del Coni, però, ha fatto sapere attraverso il suo staff di non essere inserito nel registro degli indagati – così come ipotizzato - nonostante il suo nome figuri nell’elenco chiesto dai pm per la proroga delle intercettazioni.

Nel primo pomeriggio arriva anche una nota ufficiale del Coni, che annuncia un'importante richiesta dello stesso Malagò: "Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha appreso dalla lettura di alcuni quotidiani di essere indagato nell'ambito di un procedimento penale. Ha dato incarico al suo legale, avvocato Carlo Longari, di chiedere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma di essere interrogato quanto prima per chiarire la sua posizione".

Cosa c’entra Malagò

Nel giugno 2017 Malagò si sarebbe offerto di presentare a Parnasi il ministro dello Sport, Luca Lotti con l'obiettivo di completare lo stadio di Tor di Valle e seguire da vicino il progetto dell’impianto per il Milan.

Tra le carte sarebbe spuntato anche un colloquio di lavoro del genero di Malagò. Una informativa riporterebbe che nell'ambito dei rapporti esistenti con Malagò, Luca Parnasi ha intrattenuto l’11 marzo del 2018 un colloquio di lavoro presso un circolo sportivo con tale Gregorio, compagno della figlia del presidente del Coni, per trovare con l’imprenditore una possibile intesa professionale.

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Dalle conversazioni emergerebbe chiaramente una stretta relazione tra Malagò e Parnasi. Inoltre, in un dialogo intercettato tra Parnasi e il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, quest’ultimo "dubita che l’intervento di Malagò possa giovare ulteriormente".

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