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Alemanno e la primavera del cemento

Viaggio nei quartieri che rischiano di essere colpiti dalla "colata di cemento" del nuovo Prg, dove in realtà i progetti estistono già da anni, così come le battaglie dei residenti per non farli realizzare

Flavia Grossi 2 aprile 2012
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Demolizioni e ricostruzioni, periferie ribaltate e rimontate per la Roma che sogna Alemanno nel nuovo Piano Regolatore Generale. Questo il quadro che il sindaco ha presentato in quella che sembra una nuova primavera del cemento sulla capitale anche se, a ben vedere, quelli menzionati dal sindaco sono progetti di cui si parla da anni, per alcuni già da prima del suo insediamento, e che da allora suscitano le stesse battaglie dei residenti e dei comitati di cittadini terrorizzati all'idea di veder sparire le aree di verde nel loro quartiere.

PROGETTI E BATTAGLIE DATATE - Alemanno, dunque, sembra voler puntare al 2013 passando per il riassetto urbanistico della città che si muove lungo l'asse della cementificazione urbana (i milioni di metri cubi da collocare previsti dal prg) della realizzazione di progetti di sovvertimento urbanistico, (masterplan, waterfront,  ex Fiera di Roma),  di edilizia popolare (i 35 mila alloggi dichiarati dal sindaco e che già hanno suscitato reazioni polemiche) e della costruzione di grattacieli (l'area dell'ex velodromo all'Eur).  Al suo fianco c'è Renata Polverini, ma soprattutto il piano casa della Regione attraverso il quale sarà possibile intervenire più velocemente su nuovi progetti di riqualificazione. Tutte queste aree di cui si è parlato nel nuovo piano regolatore hanno però un comun denominatore, come fu per la vicenda dei punti verdi qualità: le perplessità e le proteste di residenti e comitati preoccupati dalle “colate di cemento”.

ELEZIONI MOLTO VICINE - Infatti, ad osservare la mole dei progetti e la vastità del cambiamento di cui si fanno portatori, viene da chiedersi se proposte con tempi di approvazioni così lunghi possano essere autorizzati entro il termine della consiliatura – si vota nel 2013 – e quali miglioramenti possano provenire da piani preannunciati da anni e ancora da mettere in atto. Uno sguardo alle elezioni mentre presenta il Prg lo dà, infatti, lo stesso Alemanno che, per decidere se costruire grattacieli nella città eterna, propone un referendum da accorpare alle elezioni stesse, momento in cui il primo cittadino potrebbe cambiare.  Uno sguardo generale sulla città basta per far notare che quasi ogni municipio ospita un'area interessata dal nuovo riassetto: il Masterplan di Tor Bella Monaca, il Waterfront di Ostia, l'ex Fiera di Roma del Municipio XI, di cui si è parlato più spesso e, più all'ombra ma in contesti non meno battaglieri troviamo il parco di Casa Calda a Torre Maura nella parte dell'Agro Romano, piazza Minucciano a Serpentara, Romanina, il comprensorio Casilino, e Casal Monastero solo per citare i più famosi. Ognuno di questi ha una storia che proviamo a raccontare.

COMPRENSORIO CASILINO – Rappresentato da 143 ettari di agro romano tra le vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de Schiavi, il comprensorio Casilino è da lungo tempo al centro di una battaglia tra il comune, i residenti e la giunta municipale. L'area, principalmente verde, sembra destinata ad ospitare un nuovo plesso residenziale, idea che però fa tremare tutti i cittadini della zona che non vogliono vedersi sparire il verde intorno alle loro case a favore di nuovi palazzi. Il comprensorio Casilino ha anche un'altra particolarità: quella di far parte di una zona di interesse archeologico dove spiccano il mausoleo di S. Elena e l'acquedotto Alessandrino. Nel 2006 il colpo di scena, con una sentenza del Tar cade parte del vincolo posto dal Mibac e quel verde torna a sembrare più accessibile. A difenderlo rimangono i residenti uniti nell'Osservatorio Casilino. Qui è in atto una battaglia molto accesa che si sta consumando in intense attività da parte della giunta schierata insieme all'Osservatorio contro il progetto che “è destinato a diventare uno strumento per veicolare dissennate manovre speculative imposte dall'alto” e il comune che vorrebbe l'attuazione del progetto.

IV MUNICIPIO: CASALBOCCONE, SERPENTARA E METRO B1  – Il Municipio IV è tra quelli più interessati dal “pericolo cemento”. Qui sono in atto varianti, lavori e progetti di lunga data che continuano a non convincere e a destare la preoccupazione degli abitanti e che, nel caso della metro B1, vedono la situazione complicarsi notevolmente. PROGRAMMA  CASAL BOCCONE – Qui a preoccupare comitati e residenti talentini, infatti, sono i nuovi 220 mila metri cubi, e il relativo cambio di destinazione d’uso da direzionale a residenziale, che ricadranno nell’area di proprietà del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, per conto del quale la società Urb.a.m. ha già presentato il progetto all’amministrazione. Una battaglia ancora tutta da giocare, nell’attesa che il progetto venga discusso prima nella commissione Urbanistica del Comune e poi in aula Giulio Cesare. Di definito non c'è ancora molto e, intanto, si attende di conoscere gli sviluppi sull'accordo di programma “Casal Boccone”. PIAZZA MINUCCIANO – Da Talenti a Serpentara si arriva a Piazza Minucciano e gli ingredienti sono sempre simili: un'area urbana che improvvisamente il comunue vuole rendere diversa e le reazioni dei residenti che non voglio nuovo cemento sotto casa. Ad agosto 2011 il comitato Serpentara denuncia l'arrivo nella piazza di vigili urbani e una squadra di operai che hanno tagliato anche diversi alberi. È allarme. Poco dopo la situazione si chiarisce: bonifica dell'area. Arriva il 2012 e il timore ha un nome: la variazione d'uso della zona che potrebbe concedere il comune, ovvero un lasciapassare per la variazione di destinazione d'uso da commerciale a residenziale, dei 55 mila metri cubi di cemento previsti dall'articolo 11. A piazza Minucciano la battaglia è ancora viva, ma i 55 mila metri si costruiranno.  METRO B1 – Il Municipio IV è urbanisticamente e politicamente condizionato anche dalla Metro B1, quindi allontanandoci da Piazza Minucciano e Casal Boccone, si va verso Jonio e Bufalotta, interessati dall'ordinanza del Sindaco del 31 Gennaio 2012, avrebbe approvato il progetto di prolungamento della metro B1 da Jonio a Bufalotta. Il prospetto del piano finanziario di spesa del nuovo progetto prevede che l'opera sia finanziata quasi interamente da privati per oltre 580 milioni di euro. Quindi arriva il dubbio e la domanda: quanti metri cubi saranno utilizzati per immobili a uso di mercato?  TENUTA CESARINA – Infine, rimane il progetto da 55mila metri cubi da sviluppare nella Tenuta della Cesarina presentato dal gruppo Ligresti, sul quale l'ente RomaNatura nel lontano 2009 aveva già espresso parere favorevole: ad oggi più nulla si sa del progetto.

CENTRALITA' ROMANINA -  Spostandosi dall'altro lato della città si arriva a un altro nodo da sbrogliare, quello che sta destando non poche discussioni nel Municipio X: Centralità Romanina. L'idea, come negli altri casi di cubature e interventi urbanistici, sarebbe quella di aumentare le porzioni residenziali del territorio a discapito di quelle “vuote”; in altre parole potrebbe essere definito come un progetto di  densificazione metropolitana. Fu presentato dall'assessore Corsini e figlio della giunta comunale guidata dal sindaco Gianni Alemanno e prevede anche la construzione di tre torri di 64 metri e l'intensificazione dei trasporti tramite l'inserimento di una metro leggera o, in alternativa, il prolungamento della metro pesante. La Comunità Territoriale del Municipio X ha però dimostrato diffidenza sin dal momento della presentazione del progetto sottolineando, tramite un comunicato ufficiale "l'improprietà di una presentazione fatta dalle Istituzioni comunali e municipali in una sede di proprietà del beneficiario dell'intervento urbanistico progettato. Inoltre l'informazione data alla cittadinanza della presentazione medesima è stata pressoché nulla. Anche diversi consiglieri municipali non ne erano a conoscenza". Anche nel Municipio X, dunque, si ripete il medesimo copione: la presentazione di un progetto di riassesto urbanistico volto a far aumentare le cubature della zona e le reazioni negative di chi nel quartiere ci vive.

EX FIERA DI ROMA – La sede del quartiere fieristico della capitale funzionante dal 1959 al 2007 è stata sostituita dalla nuova area a Ponte Galeria. Da quando è stata chiusa, l'ex Fiera di Roma ne ha viste tante: utilizzata per mostre, fiere e concorsi pubblici versa ora in un completo stato di degrado. Tra la Cristoforo Colombo e le palazzine dell'Ardeatino giace lo stabile abbandonato, divenuto dimora di nomadi e terreno di grandi controversie, soprattutto da parte di comitati e residenti terrorizzati dall'idea di veder sorgere nuovi palazzi al posto della ex fiera. Qui, una proposta di riqualificazione fu ventilata proprio dai residenti e avallata dal municipio: quella di un progetto calcolato in oltre 100.000 metri cubi, ripartiti per diverse funzioni. La metà della cubatura da adibire a parco pubblico, mentre il resto da dividere per il 50% da nuovi uffici della Regione Lazio, per il 40% da nuove abitazioni e il restante 10% da una zona commerciale a basso impatto.
A novembre del 2011 l'amministrazione Alemanno scese in campo con una squadra volta alla studio dell'area per la realizzazione di case di pregio sui 294.000 metri cubi della zona. In proposito il 23 marzo scorso Alemanno ha dichiarato: “Sarà un quartiere residenziale di pregio con una parte di superficie pubblica che l'amministrazione decidera' a cosa destinare e verra' riqualificata l'area rendendola residenziale di qualita.”

MASTERPLAN TOR BELLA MONACA - Siamo in piena estate del 2010 e l'agosto rovente della capitale viene scosso dall'annuncio di Alemanno che dichiara di voler radere al suolo Tor Bella Monaca e ricostruirla perché si deve avere “il coraggio di dare nuova dignità urbanistica alle periferie, intervenendo anche con una operazione di demolizione e ricostruzione delle zone più degradate, vere e proprie cisti urbane".
Il progetto fu poi presentato a novembre del 2010 e prevedeva l'abbattimento progressivo delle quattordici torri, alte da dieci a dodici piani, e la loro sostituzione con palazzine di tre o quattro piani distribuite su un'area più vasta. In sostanza, considerati i pessimi risultati urbanistici ottenuti fino a oggi, l'amministrazione Alemanno ritiene migliore, come soluzione, ricominciare da capo, ricostruendo da zero. Quindi, nei nuovi alloggi dovrebbero essere spostati gli abitanti attuali delle torri. Il piano fu affidato, a titolo gratuito, all'architetto lussemburghese Leon Krier.
Quindi, l'altra novità: accanto alle case popolari dovrebbero essere costruite nuove abitazioni da vendere a prezzo di mercato per finanziare il piano che non dovrebbe gravare sul comune ma solo sulla regione. I residenti, da subito, hanno mostrato e manifestato le loro contrarietà al progetto, timorosi di ritrovarsi senza casa e che l'unico vero obiettivo sia quello di monetizzare con nuove case nel quartiere da vendere a prezzo di mercato.

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WATERFRONT DI OSTIA – Cambia scenario, ma le modalità rimangono simili. Siamo sul lungomare di Ostia che, secondo i nuovi piani urbanistici, potrebbe essere stravolto per essere dotato di nuove strutture. Recentissime sono le proposte di realizzarci un casinò e addirittura una pista da sci. La presentazione del piano è recente: il 16 luglio scorso al Cineland di Ostia si presentò il waterfront, fino ad allora accorpato in qualche modo all'altro grande progetto del secondo polo turistico. Facendo un balzo indietro, troviamo già nel 2009, durante la presentazione del secondo polo turistico i primi accenni al progetto di una nuova realtà ricettiva sul lungomare di Ostia.
Concretamente si parò di 600 milioni di interventi, la maggior parte a carico dei privati, tutti necessari a riqualificare il lungomare, ovvero la zona antistante il polo turistico dotandola di tutte le strutture e infrastrutture necessarie.  Il progetto include una serie di aree con residenze, zone commerciali, attrazioni e aree di divertimento. Le azioni previste si sviluppano lungo l'intera fascia costiera compresa tra la foce del fiume Tevere e la tenuta di Castel Porziano, spingendosi poi a ventaglio nell'entroterra, fino ad interessare l'area centrale di Ostia e la parte di Ostia Antica quella limitrofa al Castello Giulio II.
 

5 Commenti

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  • Avatar anonimo di rossopomodoro

    rossopomodoro non è tollerabile. Conosco parte delle vicende citate nell articolo e ritengo sia fazioso, schierato politicamente e sfacciatamente contro Alemanno. Il 99% se non il 100% delle autorizzazioni urbanistiche a costruire sono il frutto dell operazione commercialpolitica dell ultima giunta veltroni che ha approvato in fretta e furia il P.regolatore poco prima di andare alle elezioni. e' assurdo ma sopratutto non vero scaricare sull attuale governo cittadino.

    il 10 aprile del 2012
  • Avatar anonimo di Duilio

    Duilio Ma dove caspita l'avete vista sta colata di cemento? Dove sono le politiche di riqualificazione urbana? Sono 6 mesi che aspetto per ristrutturare il mio rudere e ampliarlo di 3 mq (si, tre, dico tre, metri quadri) e non avete idea dell'ostruzionismo mostruoso che sto avendo fra dipartimento e comune.  Mesi che attendo, mesi che passo in affitto perchè: A Roma non si deve costruire. Nulla. Neppure le case dei poveri pezzenti privati.

    il 3 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di sindaco

      sindaco soprattutto dei pezzenti comuni,voi poveracci non dovete costruire,a roma devono costruire solo i palazzinari e i grandi imprenditori amici

      il 3 aprile del 2012
  • Avatar di cosimo a

    cosimo a avrei voluto leggere tutte queste parole per gli interventi urbanistici di rutelli e veltroni che ne hanno consumato di puro agro romano senza un fiato da parte di tanti stracciatori di vesti.. ma tant'è... si capisce da che parte tira l'articolo. Ognuno ha le sue idee sull'operato di Alemanno e lo punirà o premierà in base a queste idee ma (per fare un esempio) parlare sovvertimento urbanistico per la riqualificazione dell'ex Fiera di Roma significa solo fare propaganda non informazione sia pure chiaramente schierata. Una cosa è argomentare secondo le proprie idee, una cosa è dire noi siamo i buoni e gli altri sono i cattivi. Questo è portare il cervello all'ammasso.

    il 2 aprile del 2012
    • Avatar di Sampei Sampei

      Sampei Sampei ah quindi se Veltroni e Rutelli sò stati de figli di xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxa pure Alemanno è autorizzato a farlo? oppure è il caso di denunciare quello che sta accadendo?

      il 3 aprile del 2012