Il 2018 della Capitale: 10 notizie da consegnare alla storia di Roma

Dall'assoluzione della sindaca Raggi ai bus in fiamme, dal rogo al Tmb Salario agli arresti di Spada e Casamonica. L'anno di Roma, tutto d'un fiato

La crisi rifiuti, ancora una volta, sotto Natale. I trasporti in affanno tra bus in fiamme e metro chiuse, alberi che cadono sotto vento, pioggia, neve. La sindaca Virginia Raggi assolta in Tribunale e l'inchiesta che ha svelato un sistema corruttivo all'ombra del nuovo stadio giallorosso. E ancora gli arresti di Spada e Casamonica, per la prima volta riconosciuti come clan mafiosi, e i tanti, troppi, incidenti stradali che hanno coinvolto giovanissimi. L'omicidio di Desirée Mariottini a San Lorenzo. E' il 2018 di Roma tutto d'un fiato. Ve lo riassumiamo in dieci notizie, dieci fatti che a nostro avviso hanno lasciato il segno, più di altri, nella cronaca della città. 

Il rogo al Tmb Salario e il caos rifiuti

Andando a ritroso, il primo evento degno di nota del 2018 è recente. Difficile dimenticare la nube nera che ha coperto Roma proveniente dal Tmb Salario, l'impianto di trattamento meccanico biologico andato a fuoco all'alba dell'11 dicembre. Difficile dimenticarla per la paura di impatti pesanti sul piano ambientale (per il momento le analisi di Arpa e Asl su campioni vegetali, aria e acqua sono incoraggianti), ma ancor di più per le conseguenze sull'intero ciclo rifiuti della città, rimasta dall'oggi al domani con un impianto inagibile e 800 tonnellate di scarti da smaltire. Una batosta che ha costretto la sindaca Raggi a chiedere aiuto alle regioni (ricevendo diverse porte in faccia) in una corsa contro il tempo per scongiurare l'invasione di immondizia durante le feste. Se ne parlerà ancora nel 2019. 

Flambus e metro ferme

Malissimo i rifiuti, lo abbiamo visto, e male anche i trasporti. Quello in chiusura è un anno che non porta cambiamenti apprezzabili sul fronte della mobilità. Parla un dato su tutti: 23 autobus andati a fuoco in strada durante il servizio. Ventidue tragedie sfiorate per colpa della manutenzione quasi assente di vetture vecchie di decenni, come certificato dalle prime perizie di un'inchiesta aperta a maggio che ha allontanato le ipotesi di dolo e sabotaggio circolate tra i Cinque Stelle. Insomma, gran parte della flotta Atac è in pessime condizioni, l'amministrazione promette l'arrivo di 227 mezzi acquistati con la gara Consip, ma a lasciare a piedi i romani ci sono anche le metropolitane. 

Nel mese di dicembre, proprio sotto Natale, le principali fermate del centro sono rimaste chiuse per controlli e manutenzione sulle scale mobili. Atac è corsa ai ripari alla luce di quanto accaduto a Repubblica: la fermata nella piazza omonima è sotto sequestro da fine ottobre, quando proprio le scale sono crollate sotto il peso di decine di tifosi del Cska Mosca, in città per la partita di Champions League. Molti di loro sono rimasti feriti.    

La città piegata dal maltempo

Niente di nuovo. Anche nel 2018 la Capitale non regge la prova maltempo. Due gli episodi eclatanti: la neve di febbraio e il temporale di fine ottobre con un vento tanto forte da essere definito "eccezionale" dagli esperti. Scuole chiuse in entrambi casi, Protezione civile e forze dell'ordine a lavoro per liberare le strade, dal ghiaccio (che ha poi spaccato l'asfalto riducendo le carreggiate a un groviera di buche e crepe) e dalle centinaia di alberi caduti. Due eventi meteorici fuori dall'ordinario che hanno ricordato ai romani le lacune dell’amministrazione sul fronte della manutenzione stradale (a breve arriverà l'Esercito) e del verde pubblico. Per quest’ultimo, dopo due anni di blocco, è stato aggiudicato il bando europeo. Nel 2019 quindi, non ci sono più scuse.   

Sentenza Raggi: sindaca assolta

Dal 2018 la sindaca Virginia Raggi esce più forte. L'assoluzione dall'accusa di falso in atto pubblico del 10 novembre la mantiene salda al timone del Campidoglio. Una sentenza che ha allontanato lo spettro dimissioni, date quasi per certe in caso di condanna, non per la legge Severino ma per quanto previsto nello statuto del M5s. "Spazzati via due anni di fango - dichiara appena uscita dal Tribunale - andiamo avanti a testa alta per la mia amata città e i miei amati cittadini". Niente urne a stretto giro dunque, con buona pace della Lega e delle truppe salviniane romane, già pronte a scendere in campo alla conquista di Roma. 

L'inchiesta sullo Stadio della Roma

Ma c'è un'altra vicenda giudiziaria che tiene la Capitale col fiato sospeso. Si è aperta a giugno con l'operazione Rinascimento e si è chiusa a ottobre, con la richiesta di rinvio a giudizio per venti coinvolti. È l'inchiesta sullo stadio della Roma, fulmine a ciel sereno caduto a inizio estate sulla maxi opera di Tor di Valle. L'accusa racconta di un sistema corruttivo messo in piedi dal costruttore Luca Parnasi per scongiurare il rischio revoca della delibera di costruzione dell'impianto sportivo, oggetto di protesta di una nutrita fronda di contrari che andavano dall'ex assessore Paolo Berdini alla consigliera ex M5s Cristina Grancio. A intercedere in Campidoglio per Parnasi avrebbe pensato l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone, il mr Wolf di palazzo Senatorio caro a Davide Casaleggio, mandato a Roma per gestire da consulente esterno una serie di affari complessi tra cui, appunto, lo stadio giallorosso. Per la Procura avrebbe ricevuto in cambio da Parnasi consulenze a cinque zeri per il suo studio legale. 

Nella lista di chi rischia il processo anche l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio ed esponente di Forza Italia Adriano Palozzi, il consigliere regionale del Pd all'epoca assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita, il soprintendente ai beni culturali di Roma Francesco Prosperetti. I reati ipotizzati nel procedimento, a seconda delle posizioni, vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione, al finanziamento illecito.

La stretta su clan Spada e Casamonica 

Segnano il 2018 arresti e sgomberi ai danni di due famiglie chiave del sistema criminale romano: i sinti Spada e Casamonica, messi alle corde dalle forze dell'ordine proprio negli ultimi 12 mesi. L'operazione Eclissi smantella il clan di Ostia. Trentadue arresti. E anche il racket delle case abusive del litorale, sgomberate dalla Polizia Locale e dal Comune, subisce un duro colpo.   

In parallelo la guerra alla criminalità colpisce anche i Casamonica. Con l'operazione Gramigna nel mese di luglio 31 membri del clan finiscono in manette. La svolta rispetto alle tante operazioni e ai tanti arresti degli anni passati? Stavolta, sia per i Casamonica che per gli Spada, viene riconosciuta l'aggravante del metodo mafioso. 

Desirée Mariottini, violentata e assassinata

Drogata, stuprata dal branco e uccisa. Il 19 ottobre, in uno stabile occupato del quartiere San Lorenzo, Desirée Mariottini, 16 anni di Cisterna Latina, è stata trovata morta. L'autopsia svela subito i contorni del dramma: sotto effetto di stupefacenti è stata violentata da un gruppo uomini. La Procura di Roma apre un’inchiesta per omicidio e stupro. E in due momenti e in due luoghi diversi vengono fermate quattro persone di origine africana. Il 25 ottobre due senegalesi e un nigeriano vengono bloccati a Roma, il 26 ottobre un ghanese viene catturato a Foggia. Una tragedia che si fa subito terreno di scontro politico. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini non perde tempo e si fionda a San Lorenzo per un omaggio alla vittima. L'occasione è buona per ribadire le politiche anti immigrati, ma il quartiere si spacca. E a contestarlo scendono in piazza comitati e centri sociali del quartiere

Femminicidio: la morte di Maria Tanina

E' stata uccisa da Andrea De Filippis, suo personal trainer, arrestato dopo aver confessato il fatto. Un'altra storia di femminicidio. La vittima è Maria Tanina Momilia, 39 anni, mamma di due bimbi, scomparsa il 7 ottobre e trovata morta pochi giorni dopo in un fossato. A denunciare ai Carabinieri è il marito. Le indagini, durate giorni, hanno portato all'arresto di De Filippis. L'uomo ha soffocato la commessa con un sacchetto di plastica, quindi l'ha colpita con un peso della palestra, l'ha caricata sull'auto e gettata nel canale. "Era un amico, una persona di famiglia" ha commentato, in lacrime, il marito della donna.

Strade killer e vittime della strada 

Anche il 2018 ha le sue tante, troppe, vittime della strada. Gli incidenti sono cronaca quotidiana di una viabilità pericolosa, tra buche sulle carreggiate e traffico incontrollabile. Vogliamo ricordare qualche nome di chi, in pochi istanti, ha perso la vita a bordo di un auto, di uno scooter, di una bici, a piedi. Molti di loro giovani, giovanissimi. 

Jacopo Bruni, 46 anni, volontario del soccorso Alpino del Lazio e bodyguard dei vip, travolto e ucciso in sella alla sua Vespa il 22 ottobre. Cristina Nardi, giovane mamma di 34 anni con una figlia di 15, morta sulla via Aurelia il 22 luglio. Caterina Pangrazi, 22enne romana travolta da un pullman turistico in Corso Vittorio, Alessandro Narducci, 29 anni, chef stellato, e l'amica Giulia Puleio, 25 anni, morti a bordo di un motorino sul lungotevere della Vittoria. Martina Giannini, 16 anni di Ostia, investita da un'auto sul lungotevere de' Cenci. Elena Aubry, 25 anni, morta il 6 maggio a bordo di una moto all'altezza del Cineland di Ostia. Drammi che hanno aperto dibattiti e polemiche sulle pessime condizioni dell'asfalto romano.  

La Roma in semifinale di Champions

Anche lo sport ha il suo capitolo da consegnare alla storia della città. La Roma in semifinale di Champions League. Una partita storica che ha fatto letteralmente impazzire l'Olimpico, con i giallorossi che hanno sconfitto il Barcellona regalando ai tifosi un incanto che ha precedenti solo nello scudetto del 2001. Una notte di caroselli ha animato tutta la città, da Garbatella a Trastevere, da Testaccio a Ostia. Il sogno sfuma poi il 2 maggio, durante il match in casa contro il Liverpool. La squadra ci prova in tutti i modi, vince 4-2 ma non è abbastanza dopo la batosta dell'andata. Resta il ricordo della festa sognando Kiev, indimenticabile per qualunque romanista. Tifosi sugli autobus, strade bloccate, clacson a ripetizione sul lungotevere. Un delirio durato ore con il presidente Pallotta finito a fare il bagno nella fontana di piazza del Popolo. Si è pure beccato una multa

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