Appio Latino: nonna pusher prende il posto della figlia in galera

L'ultraottantenne vendeva la cocaina nella propria abitazione. Dopo aver ricevuto le ordinazioni l'anziana signora attendeva l'arrivo dei clienti. Denunciata anche la nipote 25enne

Foto d'archivio

Di figlia in madre. Ad invertire il luogo comune un'arzilla nonna che vendeva la cocaina dalla propria abitazione in zona Appio-Latino al posto della figlia, in carcere per spaccio di droga. La scoperta da parte degli agenti del commissariato locale, diretti dal vide questore aggiunto Alfredo Luzi, che hanno sequestrato all'arzilla ultraottantenne numerosi dosi di cocaina, del metadone, denaro in contante e materiale per il confezionamento della sostanza stupeffacente da vendere al dettaglio.

NONNA PUSHER - L'arzilla ultraottantenne è finita s che, dopo l’arresto della figlia per spaccio di droga, ne ha preso il posto continuando a gestire personalmente l’attività, ricevendo direttamente a casa gli acquirenti. Dopo aver ricevuto le ordinazioni l’anziana signora attendeva l’arrivo dei clienti, si affacciava alla finestra ed effettuava lo scambio droga-soldi.

DENUNCIATA PER SPACCIO - Pizzicata in flagranza dagli agenti è stata bloccata e accompagnata in ufficio dove, al termine degli accertamenti, stante l’età avanzata ed i problemi di disabilità legati ad essa, è stata denunciata per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Stessa sorte per la nipote 25enne, coabitante, ritenuta complice nell’attività.

BABY PUSHER - Manette invece per due baby spacciatori sorpresi a spacciare droga all’interno del parco giochi di Villa Lazzaroni, sempre in zona Appio Latino. I due, 15 e 16 anni, avevano l’abitudine di nascondere lo stupefacente, confezionato in dosi all’interno di ovuli, nelle parti intime.

UN ETTO DI 'FUMO' - Smascherati dai poliziotti e trovati in possesso di un etto circa di hashish, per i due sono scattate le manette. A casa, durante le perquisizioni domiciliari, a riprova dell’attività di spaccio messa in atto dagli arrestati, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato diverso materiale idoneo al confezionamento e al taglio delle dosi. Messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria dovranno rispondere di possesso e spaccio di droga.

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