Nicolò D'Angelo torna a casa: il poliziotto che arrestò la Banda della Magliana è il nuovo Questore

Il nuovo capo della polizia romana torna in città dopo 11 anni. Era stato capo della Squadra Mobile prima di passare alla Questura di Perugia nel 2003

Il nuovo Questore di Roma Niccolò D'Angeli

La città di Roma ha da oggi un nuovo Questore. Si è infatti insediato negli uffici di via San Vitale il nuovo comandante della polizia romana. Al posto di Massimo Maria Mazza torna in città Nicolò D'Angelo, dal 2003 Questore di Perugia dopo essere stato per diversi anni capo della squadra mobile romana. Originario di Trapani, 60 anni, il nuovo Questore ha fatto parte del corpo di polizia romano dal 1977 al 2003.

MEMORIA STORICA - Presentato agli organi di stampa ha indicato alcune linee guida partendo da due concetti fondamentali: "La sicurezza" e la "percezione della sicurezza". "Spero che la mia memoria storica - le parole di Nicolò D'Angelo - possa servire ai giovani colleghi per essergli d'aiuto in questo momento complesso della storia del nostro Paese". "Roma è una città di gioie e dolori - ha proseguito sorridendo il nuovo capo della polizia romana -, non mi sarei aspettato di tornarci dopo 11 anni, ma ne sono orgoglioso e per questo ringrazio il capo della polizia ed il Ministro che mi hanno scelto per questo delicato incarico".

BANDA DELLA MAGLIANA - Prima di tornare a Roma Nicolò D'Angelo era stato operativo 16 anni nella Capitale, nella quale divenne famoso alle cronache come il poliziotto che negli anni '80 e '90 scoperchiò il 'Vaso di Pandora' su quella che poi venne definita la "Banda della Magliana". "La situazione criminale di oggi rispetto ai tempi della Banda della Magliana - ha risposto il Questore parlando della criminalità organizzata nella Capitale - è completamente diversa. Quando nel 1975 con l'Operazione Sicilia riuscimmo a portare a processo 200 affiliati di quella che ancora non si chiamava come la conosciamo oggi, fu per noi un momento esaltante". "Il fatto che oggi non ci sia più la Banda della Magliana non vuol dire che non esista la cultura delle mafie - ha proseguito -. La criminalità continua a imperversare nel nostro paese e Roma rimane una forte piazza di riciclaggio".  

TESTACCIO E MAGLIANA - Il nuovo Questore ha poi aggiunto: "Il concetto di Banda della Magliana è passato alle cronache con questo nome ma è un concetto improprio. Erano due le bande a Roma in quegli anni, Testaccio e Magliana, che per l'incapacità di avere la meglio l'una sull'altra hanno poi unito i loro sforzi criminali". "A quel tempo - ha proseguito Nicolò D'Angelo - gli episodi vennero trattati separatamente, poi riuscimmo a scoprire che era un filo unico arrivando agli arresti ed ai processi che tutti conoscono".

CULLA DELLA CRISTIANITA' - In relazione all'ombra del terrorismo, specie di matrice islamica legato all'Isis Nicolò D'Angelo ha commentato: "Non dobbiamo dimenticare che Roma é la culla della cristianità, ma non dobbiamo neanche fare allarmismi". "Io ho sempre davanti lo spettro del terrorismo", ha detto ancora il Questore, ricordando l'attentato al Café de Paris e alle linee aeree turche del 1985 a piazza della Repubblica".

STADIO E CALCIO - Sulle nuove disposizioni del Viminale in relazione alle cosiddetta 'violenza negli stadi' il neo questore ha detto: "Lavoreremo per evitare gli incidenti soprattutto all'esterno dello stadio Olimpico dove sono successi negli ultimi tempi gli episodi più gravi". "Su questo argomento ci sono ampi margini di miglioramento - ha sottolineato D'Angelo parlando del lavoro che svolgerà per garantire l'ordine pubblico - certo molto si è fatto ma miglioreremo quegli aspetti che sono stati studiati con l'Osservatorio".

PERCEZIONE SICUREZZA - "La nostra sfida è sulla sicurezza e sulla percezione della sicurezza - sono state le prime parole del neo Questore prima di andare nei dettagli sulle altre argomentanzioni -. So che ci sono della aspettative soprattutto dal punto di vista del controllo del territorio, come del resto in tutte le Questure. Un lavoro che non si fa solo da questi uffici, ma su più tavoli".

DEPOSIZIONE CORONA ALLORO - La presentazione alla stampa è stata preceduta dalla deposizione di una corona in memoria dei caduti della Polizia di Stato e la benedizione del Cappellano della Questura don Nicola Tagliente.

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