Documentazione incompleta per l'estradizione: Nicola Di Mauro scarcerato in Russia

Vicino al clan Fasciani è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Era sfuggito al blitz relativo all'operazione Tramonto

Dopo l'arresto dello scorso 4 marzo a San Pietroburgo Nicola Di Mauro, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, è stato rilasciato della autorità russe perché secondo i giudici gli atti della richiesta di estradizione erano carenti.

Se il procuratore di San Pietroburgo entro tre giorni non presenterà appello, l'estradizione sarà negata. Il rilascio è avvenuto sabato mattina. Di Mauro, condannato in primo grado per narcotraffico, è ora accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al controllo di stabilimenti balneari, ristoranti, bar e negozi sul litorale laziale. Fino ad agosto 2013 lavorava come direttore del Faber Village ed è al scampato al blitz della Guardia di finanza di Roma relativo all'operazione 'Tramonto'.

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In Russia, il 34enne accostato al clan Fasciani, ha trascorso 4 giorni in una cella della stazione di polizia ma il tribunale di San Pietroburgo ha ritenuto carente la documentazione per la cattura inviata dalla Procura di Roma e ne ha ordinato la scarcerazione.  

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