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Neve a Roma: cronaca di un venerdì di straordinaria follia

Prima i fiocchi, poi le strade completamente ricoperte, quindi i disagi. Il racconto della rabbia dei romani in attesa dei mezzi, bloccati sul raccordo o imprigionati sui treni regionali

Matteo Scarlino 4 febbraio 2012
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Una lunga, lunghissima, giornata quella vissuta da Roma oggi che, come accaduto due anni fa, è finita ricoperta da una coltre bianca. Tanti, tutti praticamente, si aspettavano la neve. In pochi, pochissimi, si aspettavano precipitazioni di tale intensità. Così se all'inizio il candore dei fiocchi ha come da copione rallegrato ed eccitato i romani, nel giro di poche ore ha fatto sì che la “gioia” si trasformasse in rabbia e l'eccitazione in disagio.

LA MATTINATATutto inizia nel corso della notte. I primi fiocchi cadono a Roma Nord / Nord-Est. La protezione civile del Campidoglio parla, alle 6 del mattino, di “modesti cumuli” di 5 cm. Lungo la Casilina da Tor Bella Monaca ai vari quartieri del VIII municipio, la spruzzata di neve è copiosa. In provincia intanto la notte ha imbiancato completamente la Valle dell'Aniene, le zone a Nord di Roma e tutti i paesi lungo la Casilina. Ai Castelli, stranamente, nulla.

Alle 8 si diffonde la news della neve in città, ma tanti romani cadono dalle nuvole. A farla da padrone infatti è soprattutto la pioggia. Lo scetticismo però dura poco. Sono le dieci e un quarto quando ai Parioli vengono segnalati i primi fiocchi. Passa un'ora è gran parte di Roma è sotto la neve. Una nevicata intensa, con fiocchi che somigliano a piume enormi. Nevica ovunque tranne nel quadrante sud, sud-ovest. Qui piove soltanto e continuerà a piovere fino a tarda serata.

LA NEVE ATTECCHISCE – I fiocchi si accumulano a terra e le strade si riempiono di neve. E' l'inizio dei disagi. Sono le 13 quando scatta il piano speciale dell'Atac. Un piano che garantisce solo una parte delle linee di superficie. Iniziano le polemiche. Passa un'ora e la protezione civile diffonde lo “stato d'allarme”. Due minuti dopo tocca al Sindaco chiudere scuole e uffici pubblici. Continua a nevicare e molti mezzi, inadeguati a percorrere le strade innevate, sono costretti a chiedere ai cittadini di scendere. Sono i primi ad infuriarsi, ma la serie sarà lunga, lunghissima. Altri mezzi si intraversano e bloccano le strade. Il centro si trasforma praticamente in un percorso ad ostacoli. Settemila le chiamate alla sola polizia.

La neve continua a cadere e appesantisce gli alberi. Alcuni cadono, altri si spezzano. Danni a molte auto, per fortuna non a persone. Siamo nel pomeriggio, si placa l'intensità delle precipitazioni, ma il peggio per i romani deve ancora venire.

IL RIENTRO DEI ROMANI – Lo sa bene chi, in auto, con i mezzi di superficie, con i treni, deve tornare a casa. Unici fortunati, per una volta, gli utenti della metro che stavolta ha retto l'urto con le precipitazioni nevose.

Non è così invece per le strade romane, quelle del centro ma soprattutto per le consolari e per il raccordo. In città viene chiusa la Panoramica a Monte Mario. Sulla Tangenziale Est finiscono chiuse  le rampe da Castrense al Foro Italico. E' il caos. C'è chi racconta di aver impiegato 4-5 ore per andare dall'Eur alla zona est. In tangenziale l'ingorgo è incredibile. Alla fine però gli automobilisti della città possono dirsi fortunati.

Chi infatti deve usare il raccordo resta bloccato per ore e ore. I disagi sono soprattutto tra Cassia e Aurelia dove le rampe ghiacciate creano blocchi alla circolazione. Sono le 19 quando iniziano a vedersi scene di auto a passo d'uomo e di automobilisti che scendono dalle auto, rimaste letteralmente impantanate sul Gra. E resteranno in quelle condizioni per ore. Già perché i soccorsi, come raccontano molti cittadini agli inviati, non si vedono e i mezzi spargisale passano, ma non operano, non spargono sale. La strada si trasforma in una lastra di vetro e, mentre scriviamo, c'è ancora chi deve tornare a casa.

Non va meglio ai pendolari che usano i treni. Verso sud, sulla Roma – Cassino sono tanti i treni che viaggiano a singhiozzo e si fermano. Un treno si ferma a Valmontone. Duecento le persone a bordo. Restano lì per ore. I soccorritori portano pasti e bevande calde. Loro sognano di tornare a casa. Proprio come i pendolari della Roma – Viterbo che, fermi dalle 18, tra Olgiata e Cesano sono scesi dal treno e sotto una tormenta di neve si sono incamminati verso la stazione successiva.

ALEMANNO – E Alemanno? Il Sindaco ha più volte dichiarato di aver costantemente monitorato la situazione. In serata è sceso addirittura in strada e con un'auto ha percorso il quadrante nord ovest, quello più bersagliato dalla tormenta. Nel frattempo però ha trovato il tempo per emettere un'ordinanza con la quale fino a domenica obbliga i romani a viaggiare con le catene a bordo. E sempre le catene, o meglio la loro mancanza, sono, secondo il Sindaco, la causa dei disagi alla circolazione. E il “caso catene” fa guadagnare ad Alemanno l'hashtag del giorno: #cateneabordocazzo.






















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1 Commenti

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  • Avatar di Alessandro Moriconi

    Alessandro Moriconi Mi arrivano notizie di alberi di alto fusto caduti sotto il peso della neve...all'alessandrino e sulla palmiro togliatti...Alemanno comunque ha detto che farà una commissione d'inchiesta perche il servizio metereologico gli aveva assicurato che non sarebbero caduti più di 35 mm di neve

    il 4 febbraio del 2012