Neonata morta nel Tevere: colpita alla testa prima di essere gettata nel fiume. Si cerca la madre

Gli inquirenti indagano per omicidio volontario. Al setaccio gli ospedali di Roma e provincia a caccia di elementi utili a risalire alla mamma della piccola

La polizia sul luogo del ritrovamento della neonata

Colpita alla nuca e poi gettata nel Tevere, presumibilmente ancora viva. Gli inquirenti indagano per omicidio volontario dopo il ritrovamento, sabato pomeriggio nel fiume, del corpo di una neonata. La piccola morta è stata con ogni probabilità picchiata dietro la nuca con un colpo prima di essere gettata in acqua. Era nata da pochi giorni (due, massimo tre secondo il medico legale). 

Sempre secondo il medico legale, accorso sul luogo del ritrovamento, da un primo esame la bimba sarebbe nata viva. Sarà l'autopsia a stabilire con esattezza le cause della morte e capire le sue ultime ore di vita prima di essere gettata nel Tevere dal Ponte di Mezzocammino, località a Sud Ovest di Roma, dopo Mostacciano e poco prima di Ostia

L'autopsia è in programma per lunedì 8 luglio. Verrà prelevato ed analizzato anche il Dna con la speranza di trovare un profilo compatibile con un familiare. Intanto gli investigatori cercano la madre della piccola, in vari ambienti della Capitale. Una delle ipotesi su cui si sta lavorando è che la bimba sia stata sottratta alla madre per poi essere uccisa. 

Si tratta di una neonata di carnagione bianca e di origine caucasica. A scoprire il corpicino in acqua era stato il proprietario di un ristorante vicino il Ponte di Mezzocammino mentre stava pescando anguille. L'uomo sconvolto, dopo il macabro ritrovamento ha detto: "Sembrava un pupazzetto" ma resosi conto che si trattava di una bimba ha ancorato il corpicino per impedire che la corrente lo portasse via ed è andato a chiamare le Forze dell'Ordine. 

A questo punto, mentre proseguono le indagini per risalire a chi abbia gettato la piccola nel fiume, è stato escluso che il corpo della neonata sia di una delle due gemelline scomparse nel dicembre scorso nel fiume assieme alla madre che aveva deciso di suicidarsi gettandosi da Ponte Testaccio. Un appello alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stato rivolto dall'Associazione Salvamamme perché alla neonata deceduta in modo così brutale sia dedicata una cerimonia di addio. 

"Sindaca Raggi, Salvamamme le chiede un atto di amore per questa piccola, perché un bimbo di nessuno è un bimbo di tutti. Diamole un abbraccio, facciamo sì che idealmente sia il cuore di Roma a riscaldarla, a rivestirla, e a restituirle dignità" è l'appello della presidente di Salvamamme, Grazia Passeri. 

"L'Associazione - spiega la presidente - da oltre 20 anni si occupa di infanticidio e parto anonimo invitando alla collocazione di adesivi plurilingue sui cassonetti che, insieme agli autobus, sono i luoghi più adatti per dare informazioni sulla possibilità di partorire in anonimato, chiede che ai neonati che sono passati dalla vita alla morte come un rifiuto e senza un abbraccio venga dedicata una cerimonia di commiato così che la città possa piangere e cullare idealmente queste creature". 

Raggi: Roma abbraccia piccolo angelo La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha subito raccolto l'appello dell'Associazione Salvamamme. In un tweet scrive: "Accolgo richiesta presidente Salvamamme su dedicare cerimonia addio alla piccola neonata abbandonata nel Tevere. Tragedia ha sconvolto tutti. Importante informare su possibilità di partorire in anonimato. Roma abbraccia piccolo angelo e non lo dimenticherà". 

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