E' morto Erich Priebke, condannato per l'eccidio delle Fosse Ardeatine

Ne da' notizia il suo legale Paolo Giachini, affermando che egli ha lasciato come "ultimo lascito". Fu uno dei responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui 335 civili e militari furono fucilati

L' ex ufficiale delle Ss Erich Priebke e' morto oggi all'eta' di 100 anni. Ne da' notizia il suo legale Paolo Giachini, affermando che egli ha lasciato come "ultimo lascito" una intervista scritta e un video, "testamento umano e politico".

Fu uno dei responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui 335 civili e militari furono fucilati.

Era nato a Hennigsdorf il 29 luglio 1913. A 20 aderì al partito nazionalsocialista tedesco. Dopo la fine della guerra fuggì da un campo di prigionia vicino a Rimini e si rifugiò in Argentina. Fu estradato in Italia nel 1995 e al termine di un lungo processo, nel 1998, fu condannato all'ergastolo ma vista l'età avanzata - aveva già 85 anni - fu mandato ai domiciliari. Nel 2009 ha ottenuto il permesso di lasciare la sua casa.

COMUNITA' EBRAICA - "Esistono delle certezze nella religione. Quelli delle Fosse Ardeatine sono degli angeli e si occuperanno di lui per l'eternità. Priebke farà i conti con loro nell'altro mondo". Così il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici sulla morte di Erich Priebke.

E' difficile provare emozione di fronte alla morte di un criminale - continua Pacifici - un soggetto che nell'arco della sua vita, e qui rimane l'amarezza, non ha mai mostrato nessun momento di cedimento e non ha mai confessato i suoi peccati di gioventù. Non si è mai pentito delle azioni criminali, non ha mai avuto pietà per le sue vittime e neanche per i loro familiari". "Io personalmente oggi non riesco né a ridere né a piangere", conclude Pacifici.

ANPI - Non posso dire che piangerò. E' morto un assassino che ha ucciso più persone di un serial killer, che non si è mai pentito di quello che ha fatto e che peraltro ha vissuto una vita lunghissima in parte anche felice". Così il presidente dell'Anpi Roma Francesco Polcaro commenta la morte di Erich Priebke. "Per moltissimi anni infatti dopo la seconda Guerra Mondiale Priebke è stato padrone di se stesso, ha vissuto una vita normale, in Sud America, arrivando anche a diventare presidente di un'associazione culturale a Bariloche, in Argentina. Ha iniziato a scontare la sua pena da non moltissimo, dopo essere stato estradato in Italia - ricorda Polcaro -. E' naturale che una persona di cento anni muoia e non ho altri commenti da fare. Mi auguro solo - conclude - che le autorità non permettano che i funerali di questa persona si trasformino in una manifestazione di apologia del nazismo. Per i partigiani resterà sempre un feroce assassino e un nazista".

Stringate le considerazioni di un'altra rappresentante dell'Associazione Nazionale Partigiani (Anpi) di Roma Bianca Bracci Torsi, che afferma: "La morte capita a tutti, a chi prima a chi dopo. Lui ha vissuto a lungo. Che dire? E' un fatto naturale. Non mi sento di augurargli di riposare in pace, ma la morte cessa anche l'odio, perché non ha più l'oggetto a cui rivolgersi. La cosa finisce qua". Dalla sezione di San Lorenzo, il presidente Giorgio Bisegna, le fa eco: "E' morto a cento anni, con quello che ha fatto. E' stato uno degli assassini delle Fosse Ardeatine, un nazista integrato al cento per cento, e la cosa più grave è che non si è pentito mai. Ora non ci sono parole: ha lasciato un segno indelebile nella storia che non va cancellato, proprio perché cose del genere non si ripetano più". Mentre il vicepresidente vicario dell'Anpi Roma Ernesto Nassi sottolinea: "Nel settantesimo anniversario della guerra di liberazione la morte di Priebke non chiude l'assassinio delle Fosse Ardeatine, che soprattutto nella Capitale resta tristemente nella memoria della gente, come eccidio di massa. E' morto uno dei maggiori responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine che, nonostante riconosciuto colpevole e condannato, non ha mai chiesto scusa ai familiari dei martiri. Come Anpi continueremo la nostra battaglia per tenere vivi i ricordi e la memoria di quei tristi giorni dell'occupazione nazi-fascista di Roma, affinché non cadano nell'oblio".

Tra alcuni messaggi di cordoglio giunti per la morte di Erik Priebke, l'ex ufficiale nazista scomparso oggi a Roma, ci sono anche quelli di alcuni familiari delle vittime della strage delle Fosse Ardeatine. Lo ha riferito l'avvocato dell'ex S.s., Paolo Giachini, specificando che "si tratta di quattro famiglie che si erano riconciliate con l'uomo.

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Commenti (7)

  • daccordo con tommy

  • io penso che questa notizia, per quanto possa sembrare spietato, faccia piacere a molti, ma non servirà di certo a riportare in vita le sue vittime che hanno combattuto per la democrazia libertà e giustizia.

    • Vorrei aggiungere una cosa, in merito a ciò che ha dichiarato il sindaco, non sono daccordo a non accogliere la tomba a Roma, per alcini motivi, l più importante, ritengo, è che la tomba con una bella lapide a forma di bacinella recipiente, sia di immediata importanza per risanare il turismo, pensate voi quanti "devoti" verrebbero ivi in peregrinaggio, e prendendo per la singolare lapide a forma di "fossa", potrebbero pensare di sputarci dentro nel tentativo di battere il guiness dei primati V E R G O G N A T I P O R C O .

    • infatti fa piacere quando muore un carnefice che NON ha mai mostrato un minimo di pentimento. Ma resta il fatto che è arrivato a 100 anni SENZA SCONTARE un giorno di galera pur essendo stato condannato all'ergastolo!!!

  • pure all' inferno lo schifano

  • brucia all' inferno

  • Spero varchi la soglia dell'INFERNO!!!...

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