Morto Angelo Conti: addio a "Sigaro", anima e voce della Banda Bassotti

Il cantante è chitarrista del gruppo romano ska punk è morto nella Capitale all'età di 62 anni. Il cordoglio dei compagni romani: "Chi lotta non sarà mai schiavo"

Angelo "Sigaro" Conti

Musica romana in lutto per la morte di Angelo "Sigaro" Conti, cantante e chitarrista della Banda Bassotti. Nato nella Capitale nel 1952 è deceduto nella sua abitazione romana martedì 11 dicembre a causa di una malattia, aveva 62 anni. Chitarra e voce della banda ska punk, il frontman del gruppo musicale era molto apprezzato dagli ambienti della sinistra romana e nazionale per le sue canzoni politicamente impegnate, e per il suo antifascismo militante.

A rendere nota la notizia della morte di "Sigaro" la stessa Banda Bassotti, con il gruppo che ha postato sulla propria pagina facebook la foto del di Angelo Conti accompagnato dalla scritta: "Chi lotta non sarà mai schiavo". La Camera Ardente per salutare "Sigaro" sarà aperta al pubblico dalle 8:00 alle 11:00 di giovedì 13 dicembre al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Alle 12:30 i funerali, al Tempio Egizio del Cimitero Monumentale del Verano a San Lorenzo. 

Tanti i messaggi di cordoglio da parte della sinistra romana e nazionale. Fra i primi ad annunciare la perdita di "Sigaro" Patria Socialista, che lo scorso 8 dicembre ha compiuto dieci anni di militanza: "Apprendiamo qualche istante fa che Angelo "Sigaro" Conti ci ha lasciato. Nell'immensa tristezza del momento non possiamo che stringerci forte ai familiari ed alla Banda Bassotti, con la quale ha cantato in ogni angolo di mondo le ingiustizie di questa terra e le lotte degli Uomini liberi.  Se ne va un poeta del popolo, se ne va un eterno sognatore, se ne va un nostro Fratello. Buon viaggio Sigaro".

Angelo Sigaro Conti Banda Bassotti 1-2

"Salutiamo con il sorriso e il cuore pieno di lacrime il grande Sigaro, Angelo Conti, compagno, comunista, poeta, operaio dei cantieri, anima struggente della Banda Bassotti. La sua voce roca metteva i brividi quando si spegnevano le luci e si sentiva prima l'inno sovietico, poi redemption Song .- Lo ricordano gli Assalti Frontali, pionieri del Rap a Roma - "Vecchi pirati mi hanno rubato, vendendomi alle navi dei mercanti...vuoi aiutarmi a cantare questi canti di libertà?." e poi partivano la batteria, i fiati, le chitarre, con la sua voce che ti prendeva alla pancia. "Sono un avanzo di cantiere", "Figli della stessa rabbia" "Mosca 993", "Il palazzo d'inverno... e nel buio le mani parlavano meglio di tante parole". Con la Banda hai girato il mondo, Nicaragua, Euskadi, il Venezuela, la Colombia, Dombass, e quando stavi a Roma quanti concerti abbiamo fatto insieme per le cause più belle, quelle degli oppressi e dei ribelli, ho avuto la fortuna di condividere con te viaggi in pullman di notte parlando di poesia e di libri perché tu facevi anche teatro e come mi sbalordivano le rime che mi facevi leggere e parlavano di vita, di morte e di amore".

"Quando non c'erano i soldi per mobilitare tutti i gruppi, andavamo io e te a sostenere i compagni, non li lasciavamo soli, tu alla chitarra e io alla voce, anche se avevi fatto un'operazione da poco, venivi lo stesso sul palco..."è cosi che guarisco, se non vengo peggioro...". Quanto cuore c'hai messo, quanta generosità... chi lotta non sarà mai schiavo e tu non lo sei mai stato. "Mi aiuterai a cantare questi canti di libertà? Perché tutto quello che ho sempre avuto... sono i canti di redenzione...". Ciao grande Sigaro".

Cordoglio anche dalla Palestra Popolare Valerio Verbano: "A soli pochi giorni dall’anniversario del nostro Carlo, ci ha lasciato colui che per noi è stato un padre, un amico, un fratello, un compagno di mille avventure e di tante battaglie. Ogni volta che stavi al Tufello stavi a casa. Sei stato al nostro fianco supportandoci e regalandoci momenti indelebili soprattutto in due particolari occasioni. La prima volta fu proprio l’anno dopo la morte di Carlo in cui decidemmo di organizzare una serata tra di noi e quando ti chiedemmo insieme a Pikkio e a Scopa di venire a fare un piccolo live all’Astra, la risposta arrivò subito “per Carlo veniamo dove volete”.

"La seconda volta fu un’occasione per certi versi ancora più drammatica, ma anche in quell’occasione il tuo affetto per noi e la tua umanità si dimostrò ancora una volta straordinaria. Organizzammo una serata per il nostro piccolo Danilo, figlio di due nostri compagni e ci regalasti una serata indimenticabile nonostante la drammaticità dell’evento. Ci sei sempre stato e ci sarai sempre perché per noi sei stato uno di quei pilastri fondamentali nella vita. Abbiamo - si legge ancora sul posto della Palestra Popolare di via delle Isola Curzolane - deciso insieme a tutti gli altri compagni di mantenere tutte le iniziative messe in campo in questo weekend e una parte del ricavato dell’incasso lo utilizzeremo anche per le spese del tuo funerale".

Sono centinaia i cantanti, musicisti e compagni romani che lo hanno voluto ricordare con una frase, un aneddotto o semplicemente un "Addio Sigaro". Angelo Conti era nato a Roma nel 1952. Nel 1981 fu tra i fondatori della Banda Bassotti, gruppo ska punk militante a Roma, in Italia e nel mondo.

La band nacque fra gli operai dei cantieri edili romani della periferia della città. Dopo il successo dei primi brani la Banda Bassotti decise di incidere un album: Figli della stessa rabbia", contraddistinto dall'appartenenza alla classe operaia e alle sue lotte sociali e dal distacco dal sistema politico corrotto italiano.La band, sciolta una prima volta nel 1996, tornò sulle scene nel 2001. Ieri la perdita della sua voce ed anima, Antonio "Sigaro" Conti. 
 

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