Picchiato per sei euro, morto in ospedale il 75enne rapinato al Corviale

Alfredo Caparelli era ricoverato in condizioni disperate all'ospedale San Camillo dallo scorso 21 dicembre

Ucciso a pugni sul volto per sei euro e le buste della spesa. È morto dopo quattro mesi di agonia Alfredo Caparelli, il 75enne aggredito e rapinato lo scorso 21 dicembre al Corviale. Per la brutale aggressione è stato arrestato dai carabinieri un 53enne senza fissa dimora della Repubblica Ceca, Ladislav Pala. Detenuto nel carcere di Regina Coeli dallo scorso 27 marzo per lui l'accusa potrebbe passare da "tentato omicido" e "rapina" ad "omicidio preterintenzionale". 

La rapina si consumò lo scorso 21 dicembre nel popoloso e popolare quartiere del Municipio Arvalia. Qui Alfredo Caparelli incontrò l'aggressore mentre rientrava verso la propria abitazione dopo aver fatto la spesa, per poi essere colpito con violenti pugni al volto. Un'aggressione trasformatasi in tragedia messa in atto per rapinare l'anziano di quanto acquistato al supemercato nonché del portafogli contenente circa 6 euro.

Ricoverato in fin di vita all'ospedale San Camillo - Forlanini per una "compromissione, a carattere permanente, delle funzioni intellettive superiori", Alfredo Caparelli è deceduto la scorsa notte al nosocomio della circonvallazione Gianicolense. 

Ad aggredirlo un 53enne della Repubblica Ceca, senza fissa dimora, individuato, dopo una indagine, e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. lo scorso mese di marzo. Il provvedimento cautelare venne emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, al termine di una complessa attività d’indagine diretta dal Pubblico Ministero del pool della Procura che tratta, tra l'altro, di reati contro il patrimonio.

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I Carabinieri giunti immediatamente sul luogo dell'aggressione avvenuta la sera del 21 dicembre dello scorso anno nel quartiere di Corviale, dopo aver svolto un accurato sopralluogo, avviarono le indagini raccogliendo dichiarazioni testimoniali e recuperando un telefono cellulare smarrito dall'aggressore, risultato poi decisivo nell'individuazione dell'indagato.

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