Scambio di barelle all'ospedale di Tivoli: muoiono due pazienti. Si indaga per omicidio colposo

I fatti sarebbero avvenuti il 21 gennaio al San Giovanni Evangelista. Aperto un fascicolo d'indagine. La Asl Rm5: "Commissione interna per appurare l'esatta dinamica dei fatti"

Uno scambio di barelle, poi il decesso di entrambi i pazienti. E' quanto accaduto lo scorso 21 gennaio all'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, Comune della provincia nord est della Capitale. Un presunto  scambio di identità con il degente che doveva andare in rianimazione (il più grave dei due) mandato in chirurgia e, viceversa, quello che doveva andare in rianimazione trasportato in chirurgia. Poi il decesso, di entrambi gli anziani. Un caso di malasanità che ha portato la Procura di Tivoli ad aprire una inchiesta per omicidio colposo. La notizia è stata resa nota per primo da Fulvio Ventura sulle pagine provinciali de Il Messaggero. 

COMMISSIONE INTERNA - Ripresa da altri organi di stampa anche a livello nazionale, il caso ha trovato il commento della Asl Rm5, che "in primo luogo si stringe attorno ai parenti delle due persone decedute, garantendo massima trasparenza". L'Azienda Sanitaria a cui fa riferimento il nosocomio tiburtino poi spiega: "dal momento in cui l’Azienda è venuta a conoscenza dell’accaduto è intervenuta ponendo in essere tutte le azioni necessarie per approfondire l’accaduto. E’ stata, infatti, subito nominata e resa operativa, di concerto con la Regione Lazio, la commissione interna che deve appurare l’esatta dinamica dei fatti".

AUTORITA' GIUDIZIARIA - Proprio in relazione al presunto caso di malasanità la Asl Rm5 conclude: "Il tutto avendo consapevolezza che ai due pazienti è stata costantemente garantita adeguata assistenza medica per la loro patologia. Si rimane in attesa, evidentemente, dei risultati dell’istruttoria disposta dall’Autorità Giudiziaria".

A Effetto Giorno, su Radio 24, è invece intervenuto Ugo Donati, responsabile Medicina d’Urgenza dell’ospedale di Tivoli: "Stiamo parlando di due pazienti che giungono a nostra osservazione in condizioni sicuramente molto gravi , due pazienti in codice rosso. I pazienti stazionano uno 3 giorni l’altro per 4 nella nostra area critica, e durante questo periodo sono stati completamente assistiti sia dal punto di vista diagnostico sia da quello terapeutico in maniera personalizzata  ed efficace. Assolutamente non abbiamo sbagliato la terapia. I pazienti sono stati identificati fin dall’inizio e nel momento in cui si sono liberati due posti letto purtroppo c’è stata questa piccola disattenzione". 

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Donati quindi prosegue su Radio 24: "Piccola (disattenzione n.d.r.) dal punto di vista procedurale. Tutti e due hanno ricevuto le cure specifiche del loro caso, tenendo presente che nell’ambito di questo errore ne ha giovato il paziente giunto in rianimazione". Al giornalista che su Radio 24 domanda se sarebbero comunque morti entrambi se fossero andati ciascuno nel reparto giusto Donati risponde: “Chiaramente non è che ho la palla di vetro, posso dirle che stiamo parlando di due pazienti gravi, delle cui condizioni erano stai avvisati tutti i parenti; quindi in genere noi ci permettiamo di avvisare i parenti quando la situazione è estremamente importante".

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