Morte Desirèe, il Gip: "Prima il mix di droghe poi la violenza. Hanno agito con crudeltà"

Secondo il giudice la 16enne di Cisterna è stata lasciata abbandonata a se stessa senza adeguati soccorsi

Via dei Lucani 22

"Hanno agito con crudeltà”: questo quanto emerge dalle carte dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari Maria Paola Tomaselli che sabato ha convalidato il fermo dei tre stranieri nell’ambito dell’indagine per lo stupro e la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita in uno stabile abbandonato di via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo. 

Restano in carcere gli assassini di Desirée Mariottini 

Restano dunque in carcere i prime tre fermati nella giornata di giovedì, i due senegalesi Mamadou Gara e Brian Minteh, e il nigeriano Alinno Chima. Hanno agito "con pervicacia, crudeltà e disinvoltura", scrive il Gip nell’ordinanza dimostrando, come riporta l’AdnKronos, "una elevatissima pericolosità non avendo avuto alcuna remora a porre in essere condotte estremamente lesive in danno di un soggetto minore, giungendo al sacrificio del bene primario della vita". Per il giudice, poi sussiste "concreto pericolo di recidiva e di fuga a carico degli indagati, soggetti tutti irregolari sul territorio nazionale rispetto al quale non presentano alcun tipo di legame familiare e lavorativo".

Mix di droghe e poi la violenza sessuale 

"Gli indagati - scrive il magistrato romano - hanno dapprima somministrato alla ragazza il mix di droghe e sostanze perfettamente consapevoli del fatto che fossero potenzialmente letali per abusarne, poi ne hanno abusato lungamente e ripetutamente, infine, l'hanno lasciata abbandonata a se stessa senza adeguati soccorsi, nonostante l’evidente e progressivo peggiorare del suo stato, fino ad impedire ad alcuni dei presenti di chiamare i soccorsi per aiutarla".

Gli interrogatori in carcere

Quella di ieri è stata la giornata degli interrogatori in carcere per i tre fermati di giovedi; due dei tre indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre il terzo avrebbe risposto alle domande del giudice negando di essere coinvolto nella vicenda: “Io non c’entro niente – avrebbe dichiarato – sono stati altri". "Non mi sarei mai permesso neanche di toccare Desirée perché si vedeva che era una bambina” avrebbe riferito al suo difensore il nigeriano Alinno Chima. Si attende ora l’interrogatrio di Yusif Salia, il quarto uomo fermato nel primo pomeriggio di venerdì 27 ottobre nella provincia di Foggia dalla polizia dopo essersi barricato in una baracca a Borgo Mezzanone dove sono stati rinvenuti anche 11 chili di marijuana e altra droga. (da LatinaToday). 

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Commenti (2)

  • "restano in carcere gli ASSASSINI di Desirée". Mi domando che li facciamo a fare i processi, tanto le sentenze le danno già i titolisti dei giornali.

  • Purtroppo una tragedia annunciata. Nessun paese civile al mondo fa entrare 600.000 persone senza nessun controllo senza nessuna possibilità di avere casa e lavoro senza dare regole e pene certe per chi viola le leggi. Quello che é successo é di una gravità inaudita che fa venire a galla un degrado sociale insostenibile. Da parte mia mi vergogno di essere un cittadino Romano e Italiano dove una bambina viene torturata abusata e lasciata morire senza nessuna pietà! RIP DESIRÉE

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